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Interessante spunto quello che GPOne ci offre il 12 maggio: Enea Bastianini conferma indirettamente quanto abbiamo sostenuto nel recente video short che trovate qui. Noi abbiamo la precisa sensazione che il processo verso la sicurezza dei piloti abbia perso quota negli ultimi mesi dopo aver fatto progressi fondamentali. Il solo sentir parlare di circuiti cittadini mette i brividi e ci riporta indietro di decenni. E Bastianini non ha paura di parlarne.
“Sono onesto, è un po’ che non vado in Safety Commission - ha esordito Enea - perché ho notato dei cambiamenti. A un certo punto, mi è sembrato che ci siamo trovati in una situazione di stallo”.
Bastianini si riferisce in particolare al GP d’Ungheria, dove l’anno scorso era caduto al primo giro nella chicane ed era stato miracolosamente evitato dai piloti che lo seguivano. Le Esse, problema grosso e irrisolto.
“Per quest’anno - ha continuato Enea - mi aspettavo un Balaton Park diverso e invece sarà tutto uguale. Quella non è una variante da MotoGP. Bisognerebbe parlarne e sta a noi piloti fare qualcosa, siamo gli unici a potere cambiare qualcosa. So che non andare in Safety Commission è sbagliato, però c’è un po’ di nervosismo perché avevamo chiesto dei cambiamenti e non sono stati fatti”.
Bastianini si rende conto che gli interventi hanno dei costi, modificare una chicane non è semplice e sui circuiti storici come Le Mans cambiare una curva è difficile. In Austria sì, la modifica è stata fatta, ma “certe cose vengono fatte solo quando succede qualcosa. Anche se sfiori la tragedia per dieci volte non cambia niente”. Bastianini torna a proporre una soluzione: i piloti hanno bisogno di un "sindacalista", soprattutto per i temi legati alla sicurezza.
“Serve qualcuno che ci tuteli e che parli al posto nostro: noi abbiamo mille impegni e per un pilota in attività è un compito impegnativo, poi ci sarebbe un conflitto di interessi. Dovrebbe essere una persona al di fuori dello schieramento, secondo me - conclude Enea - ce ne sono tante competenti che potrebbero farlo”.