Yamaha e le moto più sicure: connesse, autostabilizzanti e con airbag

Yamaha e le moto più sicure: connesse, autostabilizzanti e con airbag
Il colosso giapponese ha presentato la sua visione sulla sicurezza denominata “Jin-Ki Kanno × Jin-Ki Anzen”. Rendere la guida delle moto più sicura e ridurre il numero degli incidenti grazie alla tecnologia oltre che all'educazione
17 novembre 2022

Lo scorso 11 novembre Yamaha ha presentato in Giappone la sua visione della sicurezza stradale denominata “Jin-Ki Kanno × Jin-Ki Anzen”.
Nella conferenza stampa tenuta dai vertici della marca nipponica, compreso il presidente e CEO Yoshiiro Hidaka, è stato fatto anche il punto sullo sviluppo tecnologico, di cui il radar millimetrico lanciato con la nuova Yamaha Tracer 9 GT+ è soltanto il primo risultato.

L'obiettivo di ridurre del 50% il numero delle vittime e dei feriti degli incidenti stradali entro il 2020 – rispetto ai dati del 1990 e secondo la dichiarazione di Stoccolma firmata da moltissimi Paesi del mondo – è stato avvicinato nel caso delle automobili, ma non per i conducenti e i passeggeri delle due ruote motorizzate.

Le auto hanno beneficiato di importanti miglioramenti nella sicurezza passiva e attiva, le moto molto meno date le loro caratteristiche intrinseche (non esiste una cella protettiva che assorbe energia deformandosi) e l'elettronica di controllo e assistenza alla guida è molto meno sviluppata.

“Jin-Ki Kanno” rappresenta l'ideale di sviluppo di Yamaha Motor. La tecnologia che ne consegue cerca di offrire agli utenti la sensazione di essere un tutt'uno con il proprio mezzo. “Jin-Ki Anzen” è il principio per cui far cooperare persone e macchine in maniera complementare porta a competenze e a tecnologie di sicurezza più evolute.

Nel piano di gestione a medio termine (2022-2024) annunciato nel febbraio scorso, Yamaha Motor ha fatto della Sostenibilità un nuovo pilastro delle sue attività aziendali e sta dando priorità a diversi indicatori non finanziari per aumentare il valore sociale. Nell'intento di creare un nuovo valore nella mobilità, uno degli obiettivi è che una guida più sicura serva a dare anche maggiore tranquillità agli utenti.

Yamaha è uno dei 18 membri del Connected Motorcycle Consortium che coinvolge non soltanto industrie ma anche istituti di ricerca, associazioni industriali e di utenti. Un protocollo unificato permette ad esempio ai veicoli - automobili, motocicli, eccetera – di condividere i dati facendo lavorare in sinergia i sistemi di assistenza alla guida riducendo ii rischi di incidente.

Secondo quanto riportato da Autocar Professional, Heiji Maruyama, che è direttore generale del Centro Tecnico di Ricerca e Sviluppo Yamaha, ha ammesso che la Casa giapponese starebbe valutando la possibilità di sviluppare sistemi airbag per le moto. “Alcune aziende hanno già fatto annunci a riguardo - ha detto - e altre stanno sviluppando le tecnologie. Anche noi stiamo sviluppando questo sistema, ma non siamo in grado di fornire una tabella di marcia per il lancio. Il nostro obiettivo è integrare la tecnologia in un veicolo di piccole dimensioni e, dal punto di vista tecnico, siamo arrivati a uno stadio molto maturo”.

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