Ufficiale: in Spagna le moto possono viaggiare in corsia d'emergenza

 Ufficiale: in Spagna le moto possono viaggiare in corsia d'emergenza
Quante volte sei rimasto bloccato sotto il sole cocente, intrappolato in coda tra le auto, guardando la corsia d'emergenza libera con una tentazione pazzesca? In Spagna ora cambia tutto, o quasi: c'è un trucco gigante dietro la nuova legge
2 ottobre 2026

La notizia è ufficiale e sarebbe entrata in vigore proprio da ieri, 2 ottobre 2026: il nuovo regolamento della DGT spagnola permetterebbe ufficialmente alle moto di utilizzare la corsia d'emergenza in caso di forte congestione stradale.

In Spagna sicuramente, è la svolta che aspettavamo da anni, un riconoscimento importante per la sicurezza dei motociclisti. Ma la verità è che non potrai farlo ovunque e come ti pare, qualora viaggiassi in Spagna.

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Le regole del gioco

Dimentica l'anarchia: per sfruttare questa possibilità ci sono limiti severissimi e regole scritte con il bilancino:

  • Velocità massima di 30 km/h: se vai più veloce, sei fuorilegge.

  • Solo in fila indiana: vietato affiancarsi o fare sorpassi tra moto sulla corsia d'emergenza.

  • La precedenza non è tua: ambulanze, polizia e veicoli autorizzati hanno sempre la priorità assoluta.

  • Traffico completamente fermo: non basta che sia rallentato, le auto devono essere bloccate.

Ecco dove casca l'asino. La norma NON è automatica. Potrai usare la corsia d'emergenza solo nei tratti espressamente segnalati e autorizzati dalle autorità competenti. Se non c'è il cartello e ti ci fiondi, rischi una multa salatissima. Come se non bastasse, in Catalogna (zona amatissima dai motociclisti italiani per i tour) il Servizio di Transito locale ha già detto un no categorico, vietando l'accesso per motivi di sicurezza. Insomma, una legge a macchia di leopardo che rischia solo di creare una gran confusione.

Un modello da copiare in Italia?

Al netto dei limiti e del caos burocratico tra le varie regioni, questa riforma dimostra una cosa fondamentale: le moto vengono finalmente viste come parte della soluzione al traffico, e non come il problema. Separare i flussi quando tutto è fermo riduce drasticamente il rischio di tamponamenti a catena, che per noi biker sono quasi sempre fatali. Sull'argomento ha scritto anche il nostro Nico Cereghini in questo editoriale.

Noi, in Italia, aspettiamo.