Le 5 infrazioni che puoi commettere senza saperlo usando lo smartphone come navigatore

Le 5 infrazioni che puoi commettere senza saperlo usando lo smartphone come navigatore
Dal supporto che copre il cruscotto al navigatore toccato nel momento sbagliato: ecco gli errori più comuni che possono trasformare un semplice viaggio in una multa salata
6 agosto 2026

Ormai è diventato un gesto automatico. Si sale in moto, si aggancia lo smartphone al manubrio, si apre il navigatore e si parte. Che sia per evitare il traffico, trovare il distributore più vicino o raggiungere una meta sconosciuta, il telefono ha ormai sostituito quasi del tutto i navigatori dedicati.

Quello che molti motociclisti non sanno, però, è che non basta montare un supporto per essere automaticamente in regola. A fare la differenza è il modo in cui lo smartphone viene installato e, soprattutto, come viene utilizzato durante la guida.

Le infrazioni possibili sono diverse e non tutte hanno lo stesso peso. Si parte da quelle meno gravi, fino ad arrivare a comportamenti che possono costare centinaia di euro e persino la sospensione della patente.

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Uno degli errori più comuni è coprire, anche solo parzialmente, il tachimetro o le spie del cruscotto. Se il supporto impedisce di controllare correttamente la strumentazione della moto, la sanzione prevista va da 42 a 173 euro.

Un gradino sopra troviamo il montaggio del supporto in una posizione che limita la visuale del conducente oppure quella degli specchietti retrovisori. In entrambi i casi la multa può arrivare fino a 345 euro (344 euro nel caso degli specchietti) e, se viene compromesso il campo visivo, è prevista anche la decurtazione di un punto dalla patente.

Da non sottovalutare nemmeno la qualità del supporto. Se durante la marcia lo smartphone dovesse staccarsi e cadere sulla carreggiata, oltre al rischio per gli altri utenti della strada potrebbe essere contestata l'omessa custodia del carico, con una sanzione compresa tra 87 e 344 euro.

Le conseguenze diventano decisamente più pesanti quando si passa dall'installazione all'utilizzo vero e proprio dello smartphone. Toccare il display mentre si guida, anche solo per cambiare itinerario o ingrandire la mappa, può costare da 250 a 1.000 euro, con 5 punti decurtati e, nei casi previsti dalla normativa, anche la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. In caso di recidiva entro due anni, la multa può arrivare fino a 1.400 euro e i punti persi diventano 10.

Anche ascoltare le indicazioni del navigatore con cuffiette o auricolari che isolano completamente dai rumori esterni espone alle stesse sanzioni: da 250 a 1.000 euro di multa e 5 punti in meno sulla patente. Restano invece consentiti gli interfoni omologati installati nel casco e i sistemi monoauricolari previsti dalla normativa.

La buona notizia è che evitare problemi è piuttosto semplice. Basta scegliere un supporto di qualità, installarlo in una posizione che non ostacoli la visuale e non copra la strumentazione della moto, impostare il percorso prima di partire e resistere alla tentazione di toccare lo schermo durante la guida.

Piccoli accorgimenti che permettono di continuare a usare lo smartphone come navigatore senza correre il rischio di trasformare un semplice controllo in una multa da diverse centinaia di euro.