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SV 650 RR, l'ipotesi di una media sportiva Suzuki

- La bicilindrica Suzuki SV 650 potrebbe fare da base per una media sportiva in grado di fare concorrenza a Yamaha R7 e Aprilia RS 660, traghettando nel segmento delle medie sportive bicilindriche anche la Casa di Hamamatsu. L'ipotesi è suggestiva, vediamo perché
SV 650 RR, l'ipotesi di una media sportiva Suzuki

La Suzuki SV 650 è l'immarcescibile, affidabile e poliedrica naked di media cilindrata che a partire dalla fine degli anni '90 ha motorizzato tanti motociclisti, forte delle sue doti di guida e del bel carattere del suo motore a V da oltre settanta cavalli. Tutt'ora in produzione anche nella versione cafè racer SV 650 X, presidia - dall'alto del suo essere l'ultima nuda bicilindrica attorno ai 700 cc a non essere spinta da un motore frontemarcia - una cilindrata che sta rivitalizzandosi grazie alle novità Aprilia, Yamaha e Kawasaki che hanno individuato nelle piccole sportive bicilindriche un filone che sembra possa riservare grandi soddisfazioni alla guida e altrettante alle Case.

I nostri colleghi spagnoli di Motorbikemag.es hanno quindi fatto una riflessione che non possiamo non condividere: per ottenere una versione RR della SV 650, basterebbe aggiornare sovrastrutture, sospensioni e impianto frenante di una moto che è già pronta con poche modifiche a recitare il ruolo di guizzante sportiva stradale.

L'idea non è nuova e, a parte tutti gli appassionati che nel corso del tempo hanno trasformato le SV e le SV S (la sorella carenata e dotata di mezzi manubri, non più in produzione) in piccole belve da pista, ci aveva già pensato il designer Oberdan Bezzi che alla fine del 2019 aveva pubblicato su Instagram il suo rendering della ipotetica Suzuki SV650 RR, lo vedete in apertura: forcella upside-down, sovrastrutture e grafiche da MotoGp, scarico sotto il motore, impianto frenante Brembo e in pochi passi la naked turistica può allungare la sua carriera di almeno un altro decennio.

Controindicazioni? Nessuna, fatta salva la reale voglia di Suzuki di mettere davvero in produzione un'affilata ed evocativa sportiva come questa, la cui potenza di 76 cavalli - ipotizzando un motore immutato - sarebbe paragonabile a quella della Yamaha R7 e inferiore ai 100 cavalli dell'Aprilia RS 660 che sta sbancando nel MotoAmerica ma, se proprio vogliamo sognare, a questo punto chiederemmo a Suzuki anche di aumentare di tre di millimetri l'alesaggio del motore e sfiorare i 700 cc, con tutti i benefici in termini di erogazione e potenza che regalerebbe un contenuto aumento di cilindrata, e un bel forcellone in alluminio, che magari aiuterebbe a contenere il peso.

In ogni caso, l'ipotetica SV 650 RR potrebbe essere veramente una magnifica idea anche se il prezzo d'acquisto - immaginiamo -  fosse superiore di 1500 euro alla SV 650 attuale: con circa 8500 euro ci si porterebbe a casa una sportiva con un bicilindrico a V e tutto il DNA corsaiolo di Suzuki e, tra l'altro, il modello potrebbe essere depotenziato per le patenti A2.

Sembrerebbe filare tutto ma valutazioni romantiche e iperboliche vengono espresse spesso dai motociclisti, talvolta diventano anche argomentazioni convincenti, suggestioni ispirate dalla passione, tuttavia si tralascia con una certa frequenza un tema fondamentale: le strategie delle grandi Case motociclistiche e il contesto nel quale sono immerse. Nessuna speranza, quindi? Chi può dirlo, chissà che il 2022 non possa essere l'anno di altre interessanti novità nel segmento delle medie sportive.

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La Suzuki SV 650 S nelle mani del nostro Francesco Paolillo
La Suzuki SV 650 S nelle mani del nostro Francesco Paolillo

 

Foto d'apertura: Instagram Oberdan Bezzi

  • OsteoRider, Ferrara (FE)

    Quelli che parlano del prezzo e si lamentano dei 1500euro in più dovrebbero ricordarsi che quando uscì la prima sv650, nel 99, per contenere i prezzi misero delle sospensioni che erano talmente penose che la casa propose da quasi subito il kit per sostituirle. Le stesse plastiche erano piuttosto economiche, soprattutto il maniglione posteriore per il passeggero. Oggi purtroppo non è possibile vendere un bicilindrico sportivo sacrificando le sospensioni perché al lancio verresti massacrato dalle concorrenti cinesi, le quali, con un una moto che pesa 30 kg in più mossa da un 2 cilindri frontemarcia montato su un telaio in acciaio scadente, possono venderti un mezzo a poco più di 5mila euro senza che il cliente finale senta la differenza col tuo " capolavoro". La qualità oggi si paga, i costi fissi per vendere in europa sono così alti che alcune case preferiscono rinunciare al nostro mercato. Non è colpa di suzuki, nel 99 c'era ricchezza nelle classi medie e nei giovani e nessuna normativa ambientale, oggi la ricchezza ce l'hanno ancora i giovani di allora, che però a 60 anni comprano il gs1200, non la sv 650 e in più c'è l'euro 5.
    Ps, possiedo una bellissima sv del '99 con sospensioni originali, sono penose.
  • DarioDay

    Una volta le nude erano supersport addolcite, ora le "supersport" sono nude rivestite. Non mi piace per niente questa moda... e non si dica che sia stata Aprilia a lanciarla perchè lei il suo 660 l'ha fatto sulla base della race machine, mica sulla Shiver!
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