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Chiunque segua le classifiche di vendita moto ha imparato a dare per scontata una cosa: la BMW R 1300 GS in cima. In Germania come in Italia. È successo così quasi ovunque in Europa negli ultimi anni e soltanto alcuni modelli hanno saputo prendersi il trono di best-seller per qualche breve periodo. La costante è lei, la maxi tedesca entrata nell'immaginario collettivo come la moto a cui aspirare. Per questo sorprendono i dati di vendita del primo semestre 2026 in Germania, laddove la GS al primo posto è una certezza ancor più che da noi. Che venisse scalzata non succedeva in pratica dal 2020, ci riferiscono i colleghi tedeschi di Motorrad colpevoli di aver sollevato la questione. E questo non poteva che destare la nostra curiosità, anche perché al primo posto troviamo una naked sportiva giapponese: la Kawasaki Z 900. Non potevamo non andare a vedere che succede.
Guardando le immatricolazioni complessive di gennaio-giugno 2026 in Germania, in realtà la gerarchia è quella solita: BMW R 1300 GS davanti con 4.183 unità, Kawasaki Z 900 seconda con 2.833. E allora? Perché tanto rumore? Il ribaltone arriva quando si scompone il dato per tipo di intestatario. Una quota rilevante delle GS tedesche, il 43,4%, risulterebbe infatti immatricolata a persone giuridiche: aziende, flotte, noleggi, targhe di cortesia dei concessionari o anche singole partite iva perché no. La Z 900, al contrario, viene acquistata quasi esclusivamente da privati. Applicando questo filtro, la GS scende a circa 2.367 immatricolazioni ai soli privati, mentre la Z 900 resta a circa 2.646: per la prima volta dal 2020 (quando il trono privato apparteneva alla R 1250 GS, poi passato alla R 1300 GS nel 2024 e 2025) la naked Kawasaki si prende la corona nella classifica che ci dà davvero un'indicazione sul comportamento d'acquisto del motociclista comune.
Che la Z 900 sia così apprezzata non ci sorprende affatto, perché lo è anche in Italia. Si tratta del modello più venduto di Kawasaki nel nostro Paese e anche nel suo Paese d'origine, il Giappone. Da anni la Z è un riferimento del segmento naked di medio-grossa cilindrata, capace di combinare un prezzo aggressivo (si parte da 9.990 euro) con motore splendido sia in basso sia in alto, potente e sfruttabile, ingombri compatti e un assetto sì sportivo ma che non disdegna il comfort quotidiano. Insomma, la Z 900 è in fin dei conti "una scelta facile". Kawasaki poi è una garanzia di affidabilità e di poter avere velocemente assistenza adeguata e ricambi. La Z è in sostanza, una moto pensata per essere usata e pagata di tasca propria e non è di contro la prima moto che vorresti noleggiare per una vacanza, per esempio. In quel caso è più probabile che l'oggetto del desiderio sia appunto una GS o una Multistrada Ducati oppure una bella Harley-Davidson, ovvero quei sogni che magari sono rimasti a lungo irraggiungibili se non per il tempo di un week-end o un viaggio fatto come si deve.
Attenzione, non stiamo sostenendo che tutte le GS siano acquistate da compagnie di noleggio, ma che in quel 43% di cui sopra ci sia anche questa destinazione lo diamo per certo.
Inoltre parlare di crisi per la GS sarebbe quantomai eccessivo. Il modello resta leader assoluto nel computo totale tedesco e rimane il riferimento del segmento per equilibrio tra motore, ciclistica ed elettronica. La GS era e rimane una moto eccezionale, ma così come lo è la Z 900 ognuna delle due nel proprio segmento e non è questo il punto di questo articolo. Negli ultimi tempi si è parlato molto spesso di una crisi dei consumi in Germania con un calo del settore moto che quest'anno finalmente sembra riprendersi. Essendo il consumatore tedesco molto conservativo, possiamo ipotizzare che in questa situazione di maggior incertezza vengano preferiti o comunque emergano in classifica gli acquisti maggiormente accessibili.
Il quadro italiano ricostruito sui dati UNRAE elaborati per ANCMA e aggiornati al 30 giugno 2026, racconta una storia diversa e per certi versi opposta a quella tedesca. Al vertice della Top 30 cumulata italiana non c'è affatto un dominio della GS, né tantomeno della Z 900. Il modello più immatricolato nel semestre è la Honda Africa Twin, con 2.210 unità, ma attenzione: anche da noi c'è un tema su come si contano le moto e questo lo sappiamo da anni: GS e GS Adventure sono due modelli distinti e non varianti dello stesso. La seconda in classifica è infatti la BMW R 1300 GS con 2.207 (appena 3 immatricolazioni in meno della Africa Twin) ma se noi la sommassimo alla BMW R 1300 GS Adventure (quarta con 1.616 targhe), la tedesca sarebbe di gran lunga la più venduta. Per completezza diciamo che al terzo posto troviamo la Honda XL 750 Transalp (1.951) e al quinto la Yamaha Ténéré 700 (1.596). Tutte moto adventure! E continua così per tutte le prime sette posizioni. Le naked, che ad inizio millennio in Italia dominavano la classifica, iniziano ad apparire all'ottavo posto con la Yamaha MT-07 (1.446). Subito dopo si infila la Tracer 9 e poi c'è il testa a testa tra le naked 900: Yamaha MT-09 e, per l'appunto, Kawasaki Z900 che con 1.294 e 1.293 unità viaggiano appaiate.
Quello della Z 900 in Italia è perciò un risultato solido, ma un bel po' inferiore a quello della Germania dove è evidente che il modello ha una rilevanza maggiore.
Il confronto diretto va preso con la dovuta cautela: la Top 30 italiana non riporta la scomposizione per tipo di intestatario (privato o società) che ha permesso ai colleghi tedeschi di individuare il sorpasso della Z 900, quindi non è possibile replicare lo stesso identico esercizio sui dati italiani. Quello che però emerge è che le due dinamiche di mercato vanno in direzioni diverse: in Germania la naked di fascia media guadagna terreno e continua a piacere tanto, in Italia le adventure/enduro restano saldamente la categoria di riferimento. Ma è una questione di tipo di percorsi che si affrontano o di moda? Paese che vai...