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Sembra Moto.it, Carlo Pernat: "Lorenzo si è ritirato perché ad Assen rischiò la paralisi"

- La prima puntata del podcast Sembra Moto.it ha visto come protagonista il manager MotoGP Carlo Pernat e alcune sue dichiarazioni bomba: Lorenzo si è ritirato perché ad Assen rischiò la paralisi, Viñales passerà in Ducati nel 2021, Márquez ormai nel paddock ha più potere di Valentino. E molto altro...
Sembra Moto.it, Carlo Pernat: Lorenzo si è ritirato perché ad Assen rischiò la paralisi

 

Dopo il successo di Sembra Moto.it in Rinascente, durante la settimana di Eicma 2019 (tutte le puntate visibili sulla nostra IGTV), Moreno Pisto e Alberto Capra tornano in versione solo podcast con "le bombe" di Carlo Pernat: il potere di Marc Marquez in MotoGP, il mercato piloti 2021 e la possibile paralisi di Jorge Lorenzo.

“Dopo la caduta di Assen gli è stato detto che se avesse anche solo starnutito sarebbe rimasto paralizzato. Questo lo ha segnato, e si è visto nelle ultime gare perché Jorge correva con la paura seduta sulla sella dietro di lui.

Ha deciso di ritirarsi in modo consapevole e senza ripensamenti: in conferenza stampa non aveva le lacrime di altri piloti del passato, era lucido e sapeva quello che stava facendo”.

Un ritiro inatteso, che nelle ultime settimane ha portato a un rimescolamento delle carte in tavola per la stagione 2020. Alla fine HRC ha scelto il sostituto di Lorenzo, dando una moto al giovane Alex Marquez e lasciando a piedi il papabile Johann Zarco.

Ho consigliato a Zarco di rimanere in MotoGP, anche se passare in Ducati Avintia non è proprio una prima scelta per lui - ha spiegato Pernat - perché tornare in Moto2 sarebbe stata la scelta peggiore della sua carriera. Nel 2021 scadranno molti contratti, ed essere già in MotoGP vuol dire essere tra le opzioni, mentre risalire dalla Moto2 diventerebbe troppo complicato per lui”.

Ad avere la meglio in questo gioco di box è stato il fratello minore di casa Márquez, neo campione del mondo uscente della classe intermedia. Per molti il suo arrivo in HRC è dovuto esclusivamente alla presenza del fratello nel box Honda, mentre per altri potrebbe essere l’inizio di una bella rivalità sportiva e famigliare.

Per Carlo Pernat il passaggio del giovane Márquez nella squadra del fratello otto volte campione del mondo significa una cosa sola: “È il segno evidente del fatto che i giochi di potere nel paddock sono cambiati. Márquez adesso ha più potere di Valentino, non ci sono dubbi: in passato il potere di Rossi è stato altissimo, ma lui non si è mai spinto fino a portare un parente, un fratello, in MotoGP. Quello di Márquez sulla Dorna al momento non è un potere, è un superpotere”.

Ma se la forza del Numero 46 sembra essersi ridimensionata, la sua influenza all’interno del box Yamaha è ancora forte, e le scelte in previsione del 2021 potrebbero segnare in negativo il mercato piloti della squadra.

"Ha già detto che non deciderà se correrà nel 2021 fino al prossimo giugno, e questo mette la Yamaha in una posizione di svantaggio - ha spiegato Pernat -. Il Team non si potrà muovere prima della decisione di Rossi, e questo potrebbe voler dire perdere Viñales o Quartararò".

A tentare i due piloti Yamaha sembra essere infatti la Ducati, che, stando a Pernat, ha già fatto una offerta per il 2021 a tutti e due: "Credo che sarà Viñales ad andare in Ducati e sostituire Petrucci: lui è un bravo ragazzo, ma ha dato tutto quello che poteva".

 

Non soltanto MotoGP

Da un lato del paddock ad un altro, i microfoni di Sembra Moto.it sono arrivati anche alla regina delle ombrelline Carmen Victoria Rodriguez che, tra un gossip e l’altro, ha rivelato: “Agostini fa ancora il belloccio nei paddock, gli piace piacere come a tutti gli uomini”.

Non solo Motomondiale a Sembra Moto.it, ma anche musica e tanta passione. La passione che ha portato Bob Rifo, in arte The Bloody Beetroots, a unirsi alla francese Dab Motors per dare vita ad una versione brandizzata di una motocicletta custom-made 500 cc.

A chiudere la prima puntata solo podcast di Sembra Moto.it è stato il Caporedattore di Automoto.it, Emiliano Perucca Orfei. Con lui si è parlato dell’harakiri Ferrari a Interlagos e dei giochi di potere nei box della Rossa.

“Io sarei per il cinquanta per cento della colpa ad entrambi i piloti, ma sembra che ora tutti spingano dalla parte di Leclerc, perché è il nuovo pupillo di casa - ha spiegato il Perucca - se guardiamo al modo in cui Leclerc ha spinto fuori pista Hamilton a Monza non c’è una grande differenza con quanto successo domenica in Brasile, solo che uno è stato osannato come campione e l’altro criticato da tutti”.

Clicca qui per ascoltare la puntata completa su Spotify 

 

  • Neptune

    Lasciando perdere tutte le valutazioni più o meno attendibili sul "potere nel paddock" di questo o quel pilota e i commenti sull'ennesima dimostrazione della modestia di Agostini (e poi c'è chi lo osanna quale esempio di tutte le virtù mentre considera qualcun altro, ben più sereno, la sintesi di ogni difetto...mah!), direi che le cose più degne di analisi sono, dalla meno importante alla più rilenvante, l'affaire Zarco (che secondo me fa bene ad abbassare un po' la cresta nelle questioni contrattuali e conservarne il "rialzo" per la pista, dove dovrà dare il 150% per meritarsi una buona sella nel 2021, e secondo me ha le doti per farlo) e le circostanze del ritiro di Lorenzo. A questo proposito avevo scritto tempo fa di un possibile "braccio di ferro" tra lui e Honda per provare a spiegare le prestazioni decisamente non in linea con le capacità di Jorge: non avevo capito che l'infortunio subito ad Assen potesse aver avuto conseguenze così serie e così a lungo termine ma, in effetti, la versione di Pernat è credibile perché un po' tutto cio' che è successo, in quell'ottica, torna. Se davvero il motivo del suo ritiro è la gravità delle lesioni alle vertebre e l'alto rischio di restare paralizzati anche a fronte di traumi non importanti il ritiro in realtà non è stato una scelta volontaria (come suggerisce Pernat stesso) ma, in realtà, una scelta praticamente obbligata. Questo mi rattrista molto e dovrebbe rattristare ogni sportivo che ama le moto: quando un campione (per bravura, non per titoli) è costretto a smettere tutti perdiamo qualcosa che, nella sua individualità, è insostituibile. Non importa quanta simpatia o antipatia, umanamente, quel pilota ci abbia ispirato nel pieno della lotta per le posizioni in gara o nei mondiali, lo sportivo sa che il campione è lì per vincere e quando lo fa con rispetto, correttezza e audacia tutti dovrebbero riconoscergli ciò che merita. Per questo mi dispiace molto di non vedere più Lorenzo in pista, avrei voluto che avesse la possbilità di correre ancora su una moto competitiva per la vittoria così come lo meriterebbero tutti i campioni, nessuno escluso...con buona pace degli odiatori seriali. Questi qua sono ragazzi che fanno cose che voi non siete neanche in grado di comprendere ma con cui vi riempite la bocca a sproposito solo perché l'istruzione pubblica vi ha insegnato a scrivere parole di cui non conoscete il significato.
  • Campiglio1956, Lugagnano Val d'Arda (PC)

    "Márquez adesso ha più potere di Valentino, non ci sono dubbi: in passato il potere di Rossi è stato altissimo, ma lui non si è mai spinto fino a portare un parente, un fratello, in MotoGP", che barzelletta!
    Intanto, in base a quali meriti, Luca Marini o Graziano Rossi (sono ambedue parenti) dovrebbero essere in MotoGp? Sportivi o dettati dalla fantasia? Quanti mondiali hanno vinto, insieme? ZERO... contro i 2 del fratellino di Marc. E quindi di che parliamo?
    Il fatto, poi, che il potere di Marquez sia altissimo potrebbe anche darsi; come è stato altissimo (anzi, sicuramente di più) quello di VR.
    Dov'è lo scandalo? Che un 40enne ormai abbinato all'ultimo posto fra le 4 Yamaha partenti, conti meno di uno che vince e stravince gare/mondiali?
    A parte che è ancora da dimostrare, rientrerebbe cmq nell'ordine delle cose; come si dice? LARGO AI GIOVANI (vincenti).
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