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A partire da settembre prenderà infatti il via la sperimentazione della ZTL del Passo Gardena, il sistema destinato a regolamentare l'accesso a uno dei valichi simbolo delle Dolomiti, con l'obiettivo dichiarato di arrivare alla prima Zona a Traffico Limitato UNESCO d'Italia. Ma attenzione: almeno per il momento non cambierà nulla per chi ha programmato un giro in moto da quelle parti.
La Provincia autonoma di Bolzano ha infatti chiarito che nel 2026 non verrà introdotta alcuna limitazione fisica alla circolazione. Niente varchi chiusi, dunque, e soprattutto niente permessi o prenotazioni da procurarsi prima di affrontare i tornanti del Gardena. Quella che inizierà a settembre sarà una vera e propria fase di test digitale, durante la quale verranno simulati differenti scenari di accesso e verificati i loro effetti sul traffico delle valli circostanti.
In altre parole, prima di mettere un cartello "ZTL" ai piedi del passo si vuole capire che cosa succederebbe dopo.
La sperimentazione servirà a mettere alla prova diverse combinazioni: accesso libero, limitato o vietato per determinate categorie di utenti, deroghe per residenti e lavoratori, gestione degli ospiti degli alberghi e delle attività lungo il passo. Verranno inoltre valutate le infrastrutture necessarie: rotatorie, eventuali punti di controllo, corsie dedicate, sistemi informativi e soluzioni capaci soprattutto di evitare che la riduzione del traffico in quota si trasformi semplicemente in una coda più lunga nei paesi di fondovalle.
Dovranno essere realizzati anche un portale informativo e una piattaforma di registrazione, insieme ai sistemi destinati agli abitanti delle valli e alle strutture ricettive. Soltanto dopo l'analisi dei dati verranno definite le categorie che potranno transitare liberamente e quelle che invece dovranno sottostare alle future restrizioni.
È una precisazione importante perché nei mesi scorsi erano circolate ipotesi decisamente più dettagliate. Anche su Moto.it avevamo raccontato di un progetto che prevedeva una forte limitazione agli accessi per i non residenti e 150 posti prenotabili online, insieme al potenziamento del trasporto pubblico. Il progetto resta in quella direzione, ma allo stato attuale numeri e modalità definitive non sono ancora stati ufficializzati.
Del resto quella dei passi dolomitici a numero chiuso non è certo una discussione nata ieri. Già nel 2022 era stato presentato il progetto Dolomiti Low Emission Zone, che interessava Pordoi, Campolongo, Gardena e Sella e immaginava accessi regolati attraverso sistemi digitali, parcheggi di interscambio, potenziamento del trasporto pubblico e prenotazioni. L'entrata in funzione, inizialmente indicata per il 2024, era poi slittata.
Ora però c'è un elemento nuovo e decisivo: il quadro normativo. Una modifica al Codice della Strada ha aperto infatti alla possibilità di istituire ZTL anche fuori dai centri abitati nelle aree di particolare valore paesaggistico e naturalistico, creando la base giuridica sulla quale Provincia e Comuni stanno costruendo il progetto del Gardena.
E proprio il Gardena, uno dei punti nevralgici del Sellaronda e una delle strade più frequentate da motociclisti, automobilisti e ciclisti durante l'estate, è stato scelto come banco di prova.
L'obiettivo dichiarato è ridurre la pressione del traffico su un territorio fragile e molto frequentato. Ma il tema è più complesso di una semplice contrapposizione tra motori e ambiente.
Nei mesi scorsi Moto.it aveva raccolto anche le perplessità degli operatori locali. Il timore è che una fotografia scattata nei giorni di massimo affollamento finisca per rappresentare l'intera stagione e che restrizioni troppo rigide possano penalizzare un turismo che per le vallate dolomitiche rappresenta una risorsa fondamentale. C'è inoltre un dato difficilmente aggirabile: i passi non sono soltanto attrazioni turistiche, ma strade che collegano vallate e comunità.
Dall'altra parte ci sono congestione, rumore, pressione ambientale e comportamenti che poco hanno a che fare con il mototurismo. Nel 2025 la Provincia aveva nuovamente sollevato il problema delle gare clandestine e dei veicoli eccessivamente rumorosi, riportando sul tavolo sistemi digitali di gestione del traffico, controlli e possibili limitazioni agli accessi.
La sfida sarà quindi evitare la soluzione più semplice: vietare indistintamente. E costruire invece un sistema capace di distinguere tra chi utilizza realmente quelle strade per spostarsi o per fare turismo e chi contribuisce a renderle invivibili.
Per ora, sostanzialmente, nulla. Nel settembre 2026 sul Passo Gardena si continuerà a circolare normalmente. La sperimentazione sarà digitale e servirà a capire quale modello adottare successivamente.
Nei mesi scorsi l'orizzonte indicato per l'introduzione della ZTL vera e propria era l'estate 2027, ma oggi non esiste ancora un regolamento definitivo: proprio i test che partiranno a settembre dovranno stabilire chi potrà passare, con quali modalità e attraverso quali eventuali sistemi di registrazione.
Per chi ama le Dolomiti in moto, insomma, il Gardena non è ancora diventato off limits. Ma la direzione è ormai abbastanza chiara: il futuro dei grandi passi alpini sarà sempre più legato alla gestione degli accessi. Resta da capire se il modello scelto saprà proteggere la montagna senza trasformarla in un luogo accessibile soltanto a chi ha prenotato un posto.