Nuovo codice della strada: a che punto siamo veramente?

Nuovo codice della strada: a che punto siamo veramente?
Consultazione chiusa e testo atteso in Consiglio dei ministri il 14 ottobre: sorpasso a destra in autostrada, corsia di emergenza e multe dimezzate per la sosta sono tra le ipotesi sul tavolo per i motociclisti
25 settembre 2026

Se ne parla ormai da settimane come di una rivoluzione già scritta, ma la riforma del Codice della Strada non è, a oggi, né una legge né un testo definitivo. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato a fine luglio un confronto con oltre cento tra associazioni, operatori e sindacati, inviando loro i materiali di lavoro sui quali formulare osservazioni e proposte. La consultazione pubblica si è chiusa il 13 settembre, e ora la palla passa al Ministero, che dovrà elaborare la versione definitiva del testo prima di portarla in Consiglio dei ministri, con termine tecnico fissato al 14 ottobre. Anche dopo quel passaggio, però, il percorso non sarà concluso: seguiranno i pareri obbligatori, il Consiglio di Stato, la Conferenza unificata e infine le Camere, un iter che secondo alcune ricostruzioni potrebbe spingere l'entrata in vigore effettiva fino a febbraio o marzo del prossimo anno. Per chi guida, motociclisti compresi, continuano dunque a valere le regole del Codice attuale, quello del 1992 più volte aggiornato.

Sorpasso a destra e corsia di emergenza

Il dossier che gira tra gli operatori del settore contiene diversi capitoli che riguardano da vicino chi va in moto, e vale la pena guardarli uno per uno con la dovuta cautela, trattandosi ancora di ipotesi e non di norme. Il primo, forse il più atteso dagli appassionati, è la possibilità di superare in autostrada tenendosi sulla destra, attraverso la circolazione per file parallele nei tratti a tre corsie: una richiesta che arriva da tempo dal mondo delle due ruote e che nella bozza trova finalmente spazio, anche se restano da definire i dettagli tecnici di applicazione. Sullo stesso fronte autostradale si discute anche della possibilità, per le moto, di utilizzare la corsia di emergenza nei momenti di forte rallentamento o in presenza di incidenti, lasciando comunque libero il passaggio ai mezzi di soccorso: un tema delicato, che richiederà probabilmente paletti precisi su tempi e modalità per evitare abusi.

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Multe progressive e sosta

C'è poi il capitolo sanzioni, che nella bozza assume un impianto piuttosto diverso da quello attuale: si parla di multe progressive, calcolate non più su fasce fisse ma sull'entità reale dello sforamento di velocità, con un incremento indicativo di dieci euro per ogni chilometro orario superato oltre i centotrenta in autostrada. Nella tabella complessiva, che conta 795 fattispecie sanzionatorie, il Ministero sostiene che l'impatto complessivo scenderebbe di circa il sette per cento, pur con alcuni aumenti mirati e ottantacinque nuove infrazioni introdotte per coprire comportamenti finora non normati. Per chi va in moto c'è un dettaglio specifico interessante: si valuta di dimezzare la sanzione per la sosta in divieto rispetto a quella prevista per le automobili, riconoscendo finalmente le caratteristiche diverse dei veicoli a due ruote in termini di occupazione di spazio.

Targhe estere e assicurazioni: la stretta sull'esterovestizione

Non manca poi un pacchetto di misure trasversali che, seppur pensate per la generalità degli utenti della strada, ricadranno anche sul mondo delle due ruote. È il caso della stretta sulla cosiddetta esterovestizione, cioè l'uso di veicoli con targa estera da parte di residenti in Italia: la bozza prevede l'obbligo di iscrizione al Registro dei veicoli con targa estera e di stipula di un'assicurazione italiana, con l'obiettivo dichiarato di intervenire sul fenomeno delle targhe straniere intestate a soggetti che in realtà vivono e circolano stabilmente nel nostro Paese. Sul fronte assicurativo si discute anche di un giro di vite più generale contro chi circola senza copertura RC, con procedure di controllo più rapide.

Patente a 17 anni e limiti per gli anziani

Tra i temi ancora aperti, e destinato probabilmente a far discutere fino all'ultimo, resta quello della patente a diciassette anni per auto e furgoni commerciali, che il Ministero giustifica richiamando una direttiva europea del 2025 mentre le autoscuole si mostrano scettiche per ragioni di sicurezza. Il ministro Salvini ha peraltro chiarito che, se il confronto con gli operatori dovesse sconsigliarla, l'ipotesi verrebbe accantonata, segno che il testo definitivo potrebbe ancora discostarsi in alcuni punti da quello circolato durante la consultazione. Confermata invece, sempre per voce del ministro, l'assenza di limitazioni di guida per gli automobilisti oltre gli ottantacinque anni, altro tema che aveva alimentato indiscrezioni nelle settimane scorse.

Cosa aspettarsi da qui in avanti

Il quadro, insomma, resta quello di un cantiere aperto e ancora in movimento. Il testo che uscirà dal Consiglio dei ministri di ottobre potrà differire, anche sensibilmente, dalla bozza circolata finora, ed è comunque destinato a un lungo cammino istituzionale prima di diventare legge. Per i motociclisti, che da anni chiedono attenzione su temi come il sorpasso in coda e la sicurezza in autostrada, la direzione indicata dal Ministero appare comunque incoraggiante, pur restando tutto ancora sulla carta.

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