Come cambieranno le multe con la nuova riforma del Codice della strada?

Come cambieranno le multe con la nuova riforma del Codice della strada?
Dalla bozza del decreto attuativo emergono novità su notifiche più rapide, controlli automatici multifunzione e nuove regole per ricorsi e autotutela: la consultazione con le categorie si chiude il 13 settembre
2 settembre 2026

Il Codice della strada si prepara a cambiare volto. La bozza di decreto legislativo attuativo della delega contenuta nella legge 177/2024 è al centro di una consultazione con le associazioni di categoria avviata a inizio agosto e destinata a chiudersi il 13 settembre, e introduce novità che riguardano da vicino anche chi si muove in moto e in scooter.

Una delle modifiche più rilevanti riguarda i dispositivi di controllo automatico: gli apparecchi omologati per rilevare più tipi di infrazione potranno essere utilizzati contemporaneamente per tutte le funzioni consentite, ad esempio come autovelox e come telecamera per il rosso semaforico nello stesso momento, quando tecnicamente abilitati a entrambe le funzioni. Cambia anche l'obbligo di presegnalazione degli autovelox, introdotto nel 2007: non sarebbe più fissato in modo inderogabile dalla legge, lasciando quindi margini diversi rispetto a oggi nella collocazione dei dispositivi lungo le strade.

Sul fronte notifiche, per le violazioni accertate con dispositivi automatici la riforma introduce una corsia più rapida, con l'obiettivo dichiarato di scoraggiare condotte pericolose come la circolazione con revisione scaduta e di tutelare l'automobilista che rischia di accumulare più sanzioni identiche prima di ricevere la prima contestazione. Per le infrazioni rilevate direttamente dagli agenti, senza l'ausilio di strumenti elettronici, il termine generale resterebbe invece ancorato ai 90 giorni attuali dal momento dell'accertamento.

Cambiano in modo sostanziale anche le modalità per contestare un verbale. Il cittadino conserva il diritto di rivolgersi al giudice di pace oppure al Prefetto, ma proprio per la via prefettizia vengono introdotte nuove regole procedurali più stringenti, che rendono il ricorso inammissibile se non presentato secondo criteri più precisi rispetto a oggi. In caso di rigetto del ricorso, però, il trattamento sanzionatorio sarà più favorevole rispetto all'attuale: è previsto un aumento fisso e obbligatorio di un terzo per ciascuna violazione, al posto del raddoppio oggi in vigore.

La riforma disciplina inoltre in modo più organico l'autotutela da parte degli organi di polizia, superando le prassi amministrative disomogenee attualmente in vigore. Nasce così un vero e proprio procedimento di archiviazione, avviabile sia d'ufficio sia su richiesta dell'interessato, applicabile a una casistica ampia che comprende, tra gli altri, gli errori di notifica e quelli di applicazione della norma.

Un altro cambiamento riguarda direttamente il portafoglio degli automobilisti: gli importi delle multe diventeranno variabili, con sconti fino al 50% e aumenti fino al 100% rispetto alla base. A determinare la cifra finale concorreranno fattori come la pericolosità della condotta, il tipo di trasgressore e il tipo di veicolo coinvolto, con un meccanismo che avvicina il sistema sanzionatorio stradale a logiche simili a quelle penali, fatte di aggravanti e attenuanti applicabili d'ufficio o su richiesta. Allo studio anche lo stop all'aumento automatico delle multe legato all'inflazione, che oggi può far crescere gli importi nel tempo senza modifiche dirette alle singole norme.

Infine, la riforma tocca anche la destinazione dei proventi: secondo l'ipotesi al vaglio, il 70% incasserebbe l'ente proprietario della strada, con l'obbligo di reinvestirlo in sicurezza, mentre il restante 30% andrebbe all'organismo che ha accertato l'infrazione, per coprire le spese di controlli e notifiche.

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