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Chi percorre regolarmente le autostrade italiane conosce bene il funzionamento del tutor: due varchi, un tratto di strada, la velocità media calcolata sulla distanza percorsa nel tempo impiegato. Da qualche settimana a questo sistema, ormai collaudato, si affianca una versione aggiornata e più precisa: Vergilius Plus, attivato congiuntamente da Polizia Stradale e Anas.
Vergilius Plus non stravolge la logica del tutor tradizionale, ma la affina. Il sistema utilizza telecamere avanzate dotate di lettura automatica delle targhe e di riconoscimento della categoria del veicolo, un dettaglio non secondario per chi guida un due ruote: la classificazione automatica del mezzo permette infatti di applicare correttamente i limiti differenziati che in molti tratti extraurbani ed autostradali si applicano a moto e scooter rispetto alle auto.
Il principio di calcolo resta quello della velocità media: il sistema rileva il passaggio del veicolo a un varco, lo rileva nuovamente al varco successivo e calcola la velocità tenuta lungo l'intero tratto monitorato, associandola alla targa. Il sistema risulta omologato e si inserisce, secondo quanto dichiarato da Anas, come ulteriore strumento nel quadro dei controlli già presenti sulle arterie a maggiore scorrimento della rete nazionale. La gestione operativa, compreso l'accertamento delle infrazioni e l'emissione dei verbali, è affidata alla Polizia Stradale.
Il sistema è già operativo su 36 tratte, per un totale di circa 211 km in entrambe le direzioni di marcia, distribuite tra strade statali e autostrade. Tra i tratti coinvolti figurano, ad esempio:
Per l'elenco completo dei tratti interessati e dei limiti vigenti tratto per tratto, Anas ha reso disponibile una pagina dedicata sul proprio sito.
Per i motociclisti il punto non è solo geografico. Diversi tra i tratti elencati, in particolare quelli lungo la costiera e le arterie extraurbane del centro-sud, sono percorsi abitualmente anche per turismo motociclistico o per i classici weekend fuori porta. Il riconoscimento automatico della categoria di veicolo rende il sistema più affidabile rispetto ai tutor di vecchia generazione anche nell'applicazione dei limiti specifici per le due ruote, riducendo il margine di contestazione ma anche, in teoria, gli errori di classificazione a proprio sfavore.