l'editoriale di nico

Nico Cereghini: "Sei cilindri? Troppi, finché non li provi"

- Una moto a sei cilindri? Un’esagerazione: pesante, potente e costosa. Questo a freddo, perché poi la provi e scopri un mondo di sensazioni uniche | N. Cereghini
Nico Cereghini: Sei cilindri? Troppi, finché non li provi

Ciao a tutti!
Molti di voi cercano di aiutarmi, di incoraggiarmi in tutti i modi, ma io so di essere profondamente incoerente e credo che non ci sia niente da fare. Per esempio il sei cilindri. E’ stata annunciata una nuova moto grossa moto a sei cilindri in linea; e non so quando la vedremo da vicino, ma certamente prima o poi verrà anche per me il momento di parlarne e giudicarla.
Ebbene, a freddo, se uno mi chiede un parere sulla scelta di questa Casa europea che, in tempi di crisi profonda e di necessità di ridurre gli sprechi, sforna una 1600 da 160 cavalli così frazionata e costosa, mi sento di protestare
 

Mi viene da dire che ancora una volta si esagera, che per fare del turismo basta una bella bicilindrica

Mi viene da dire che ancora una volta si esagera, che per fare del turismo basta una bella bicilindrica, perlomeno a me, e che penso davvero che due cilindri e 100 cavalli possano bastare a tutti, che non se ne sentiva la necessità, che nella gamma di questa Casa c’è già anche una quattro cilindri GT da oltre 160 cavalli, e c’è pure un’altra quattro cilindri sportiva da 193 cavalli che vince tutto in Superstock, e che questo nuovo modello forse non serviva neanche ai concessionari, che bla bla bla.

Ma poi già lo so come andrà a finire: quando la proverò mi dimenticherò di tutte queste belle e razionali considerazioni e mi entusiasmerò come un ragazzino.
Perché il sei cilindri è un motore eccezionale, e tutte le volte che l’ho incrociato me ne sono innamorato, dall’Honda CBX 1000 alla Benelli Sei, che è nata 750 e poi divenne 900; dalla Kawasaki Z1300 fino alla Laverda 1000 concepita per le gare dell’Endurance, l’unica con l’architettura a V, disegnata da Alfieri e Zen. Adrenalina pura, pelle d’oca anche solo a pensarci. E anche il sei cilindri attualmente in produzione, quello a sogliola della Gold Wing GL 1800, ha il fascino tutto particolare della dolcezza. 
 

Perché il sei cilindri è un motore eccezionale, e tutte le volte che l’ho incrociato me ne sono innamorato

Gente, se non avete mai provato una sei cilindri in linea avete perso troppo. Preparatevi a godere sensazioni che non avete mai immaginato. La Benelli non era così perfetta, tre chili d’olio sulla ruota posteriore in una mia Milano-Roma di qualche anno fa, ma la Honda CBX, prodotta a cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta, era straordinaria. Larghina, certo, anche troppo; e non stabilissima sul veloce. Ma leggera, agile, precisa. E con un motore che frullava senza la minima vibrazione.
E con quel sound, unico ed entusiasmante. Parlo della naked, la prima, la vera, perché poi fecero anche la turismo che era pesante e non così bella.
Lo vedete? Parlo bene, bla bla bla, ma sotto sotto, quando parla il cuore, dice male.


Ascolta l'audio di Nico nel box in alto a sinistra.

 

  • Marco.Fortunati, Terni (TR)

    z 1300

    mio padre ha in garage una z1300 prima serie, le rare volte che l'ho usata l'ho sempre trovata molto particolare, ma poco pratica ( e poco frenata ), un complesso esercizio tecnico, ed anche oggi tale configurazione non è frutto di specifiche necessità ma di scelte " filosofiche " .
  • franza03, Schio (VI)

    RIMINISCENZE DEL PASSATO

    Il decennio che va dalla fine degli anni '60 ai primi '80,è stato (grazie soprattutto ai Giapponesi),il periodo più prolifico della storia per quanto riguarda gli studi e le sperimentazioni in campo motoristico.Le pluricilindriche che venivano sfornate in quei tempi con cilindrate anche di piccola cubatura,sono prodotti che anche a causa dei costi,difficilmente potranno essere ripetuti,e anche lo fossero resterebbero dei fenomeni di nicchia,quindi assolutamente non remunerativi per i produttori.Nelle condizioni di traffico e di limiti attuali,un 6 cilindri finalizzato al turismo o anche ad una sportiva sarebbe quindi più un prodotto di immagine,destinato a pochissimi numeri e quindi probabilmente a perdere qualche soldo.Quello che a me da vecchio motociclista che da tempo ha già passato gli "anta" dispiace molto di più (e di cui nessuno mai parla) è il completo abbandono del motore a 2 tempi con il quale ho iniziato le mie prime esperienze.Ricordo con immenso piacere le sgroppate con la Yamaha e poi con il tre cilindri Kawasaki.Quel rumore argentino,quel ticchettio metallico sottile e sornione era,per me quasi una musica.Anche ieri dal mio meccanico,vedendo una Yam RD500 gli ho chiesto di accenderla,ed il rumore di quel vecchio 4 cilindri è stata una...melodia.Probabilmente le nuove generazioni,difficilmente potranno comprendere quello che scrivo,giudicando tutto semplicemente in base a criteri di inquinamento,fumosità e/o fragilità meccanica,senza considerare che in fondo si tratta di progetti di 30/40 anni fa,che non hanno mai più avuto aggiornamenti:Anni addietro (altra cosa della quale nessuno ha mai più parlato) ricordo che Aprilia presentò al salone milanese il prototipo di un maxi scooter 2 tempi di (500?)cc.totalmente aggiornato meccanicamente ed elettronicamente per il quale prospettava caratteristiche di inquinamento e di consumi persino migliori dei 4 tempi,unitamente a prestazioni d'eccellenza.Ho sempre pensato che alla luce della tecnica ed elettronica attuali anche il motore a 2 tempi potrebbe ancora tornare d'attualità e probabilmente in sede produttiva anche con dei costi industriali assolutamente accettabili.Forse,nella realtà non è proprio così.....Ma allora con quel prototipo Aprilia (ed i suoi progettisti),parlavano senza sapere quel che dicevano?Il buon Nico,pure Lui motociclista di vecchia data (anche se forse non così innamorato del 2T),ricorda qualche cosa di quel prototipo Aprilia?
Inserisci il tuo commento