MotoGP 2026. Il V4 di Yamaha non convince Carlos Checa: "Lento e inaffidabile"

MotoGP 2026. Il V4 di Yamaha non convince Carlos Checa: "Lento e inaffidabile"
L'ex pilota spagnolo non usa mezzi termini e smonta la scommessa tecnica di Yamaha per il 2026 per la quale il passaggio al motore V4 rischia di essere stato un passo nella direzione sbagliata dopo tre gran premi e appena nove punti racimolati
15 aprile 2026

Carlos Checa ha vissuto il box Yamaha per sei stagioni e collezionato tredici podi con quei colori, ma soprattutto è sempre stato lucido nelle sue analisi. Attualmente il campione spagnolo è opinionista per DAZN e non ha usato troppi giri di parole per descrivere quella che secondo lui è la situazione della Casa giapponese dopo le prime tre tappe MotoGP 2026. 

Yamaha ha chiuso i conti con il quattro cilindri in linea — architettura che vale la pena ricorda l'aveva portata a dominare una parte importante della storia della MotoGP — per abbracciare il V4, la configurazione adottata da tutti i principali rivali. Una svolta epocale, motivata da anni di risultati deludenti: l'ultimo titolo piloti risale al 2021, quando Fabio Quartararo conquistò il campionato sfruttando al massimo le qualità di guida della M1 in una stagione favorevole.

Purtroppo però il nuovo propulsore, oltre a rivelarsi poco competitivo in termini di velocità massima, ha mostrato per ora anche segnali di scarsa affidabilità con alcuni problemi emersi fin dai test invernali di Sepang. Checa è stato netto: il motore Yamaha non è affidabile e, nel contempo, manca di prestazione pura. Una doppia criticità difficile da giustificare per un progetto che si presentava come la grande rinascita della casa di Iwata.

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Tre weekend di gara, risultati che non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche. Yamaha occupa l'ultimo posto nella classifica costruttori ma soprattutto ha raccolto per ora soltanto nove punti. A livello individuale: Quartararo ne ha portati a casa sei, Alex Rins tre, Toprak Razgatlioglu uno, mentre Jack Miller non ha ancora aperto il proprio conto per la prima volta in tutta la sua lunga carriera in MotoGP. Un bilancio che suona come un allarme, soprattutto considerando che nel frattempo il mercato piloti per il 2027 si è già mosso e sembra delineato il passaggio di Quartararo alla Honda e la partenza sia di Rins sia di Miller. La coppia di ufficiali in Yamaha dovrebbe essere quella di Ai Ogura al fianco di Jorge Martin. Il nodo della questione però è la competitività della moto, non dei piloti.

Checa non abbatte però del tutto le speranze di Yamaha. Riconosce che un cambiamento così radicale — motore, concept e strategia tutti ridisegnati in una volta sola — richiede tempo per maturare. E lascia aperto uno spiraglio in vista del Gran Premio di Spagna a Jerez, circuito storicamente favorevole alla M1 per le sue caratteristiche tecniche. Lo sarà ancora?

Resta però una valutazione complessiva molto negativa che Checa ha sintetizzato in modo diretto: l'obiettivo era fare un salto in avanti, ma il risultato attuale è l'opposto. Una lettura condivisa da chi segue da vicino il progetto, consapevole che il 2027 porterà un nuovo cambio regolamentare con motori da 850cc per tutti i costruttori e che Yamaha dovrà capire in fretta se il V4 attuale può ancora evolversi o se le energie vanno già concentrate sul prossimo step, magari con un passo indietro.