MotoGP 2026. Nobu Aoki sul V4 Yamaha, su Toprak, su Honda e KTM

MotoGP 2026. Nobu Aoki sul V4 Yamaha, su Toprak, su Honda e KTM
Il V4 crescerà e il turco ha un grande potenziale, ma ha faticato a sistemarsi al meglio in sella. La Honda sembra aver risolto i suoi problemi di trazione, la KTM è tornata alle origini caricando il posteriore. Aprilia e Bezzecchi entusiasmanti
5 marzo 2026

Nobu Aoki, sempre interessante da leggere sul suo Jomo Grand Prix Newspaper, analizza il caso di Yamaha passata al motore V4 e di Toprak Razgatlioglu che la guida da rookie. Li ha studiati da bordo pista nei primi test di Sepang e ha potuto vedere che la frenata del pilota turco era certamente di altissimo livello, ma la sua velocità nelle curve veloci era carente. Sebbene -Aoki ne è rimasto particolarmente impressionato- Toprak riesca a inclinare la moto in curva mentre la ruota posteriore ancora scivola. “Normalmente -scrive Aoki- mi sarei aspettato che la scivolata si fermasse prima di inclinare la moto, ma a Toprak non importava se la moto scivolava”. Toprak pare avere un grande potenziale, se riuscirà a imparare a guidare una MotoGP raggiungerà presto i vertici.

C’è il problema dell’assetto in sella. Alto di statura e di corporatura robusta, Toprak vuole il manubrio più alto della media, praticamente un manubrio leggermente rialzato. Il turco vorrebbe però nel contempo una sella più bassa possibile e questo è un problema: la sua Yamaha YZR-M1 andrebbe a violare il regolamento, perché l'altezza dell'ala posteriore deve restare tot centimetri sopra la sella, quindi abbassarla più di tanto non si può. All'inizio Toprak non voleva sentire ragioni e a Sepang guidava senza ala posteriore, poi ha rinunciato alla sella bassa.

Invece, per quanto riguarda il motore V4, anche Aoki lo ribadisce: oggi è troppo bassa la velocità in rettilineo, non si può dire che il passaggio al V4 abbia migliorato notevolmente le cose per Yamaha. Però l’ex pilota giapponese aggiunge una prospettiva personale: lui ha sperimentato il passaggio contrario, dal V4 a un quattro in linea nello sviluppo della Suzuki MotoGP, e assicura che è difficile in sé lo sviluppo del motore, ma adattarlo al telaio è ancora più difficile.

Dopo aver vissuto l'esperienza con Suzuki, Aoki non vuole criticare Yamaha in questo momento. Anzi, vorrebbe elogiarli: tutti gli altri costruttori hanno scelto il V4, Yamaha sta progredendo e non ha altra scelta che dimostrare il proprio potenziale.

Altra considerazione di Aoki: Honda è in graduale miglioramento. Secondo lui hanno fatto grandi progressi nella fase di apertura del gas e la mancanza di trazione sembra essere stata ampiamente risolta. Anche se non ci sarebbero modifiche importanti al motore, al telaio o alle parti aerodinamiche. La MotoGP è molto severa, dice il giapponese, e chiede il massimo equilibrio nel progredire: basta combinare perfettamente le più piccole componenti per avere un grande beneficio.

Secondo lui KTM sta tornando alla sua impostazione originale: “punta sul posteriore". L'anno scorso sembrava che stessero prendendo una strada sbagliata, dicendo: "Forse dovremmo rendere l'anteriore un po' più sfruttabile?", ma quest'anno hanno preso una decisione chiara e stanno costruendo una moto che esalta notevolmente i suoi punti di forza.

Infine Bezzecchi e l’Aprilia: sono eccezionali, assicura Aoki. Ora Marco ha la moto perfettamente in mano, la RS-GP piega più delle altre e rimane inclinata a lungo, il che si traduce in una migliore resa in curva.

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