MotoGiro d’Italia 2026 Sardegna. Il Fascino dell’Isola nella Rievocazione Storica

MotoGiro d’Italia 2026 Sardegna. Il Fascino dell’Isola nella Rievocazione Storica
Tomassini, Gilera, e Zanetti, Norton, i vincitori delle due rievocazioni (Storica Anni ‘50, e Storica Anni ‘60), davanti a Paloni, MV Agusta (Classica). Presidente Giovanni Copioli e Giuseppe Arbore, Generale della GdF al via. L’anno prossimo in Puglia
3 giugno 2026

Siniscola, Nuoro, 2 Giugno 2026. Partiti da Orosei, arrivati a Siniscola, passati anche da Muravera, Nuoro, Sassari. È la nuova proposta tematica del MotoGiro d’Italia, quella di fissare la rievocazione storica su un preciso sfondo regionale. La Sardegna ha “funzionato” alla grande, e non poteva essere altrimenti, e già si guarda con attenzione e grande aspettativa all’edizione 2027 che andrà in scena interamente in Puglia, a fine Maggio, sempre a cura del Moto Club Terni “L.Liberati–P.Pileri” di presidente Massimo Mansueti. L’evento ha avuto la sua conclusione nel “riordino” del Resort Alba Dorata di Orosei, dove era partito e dove si è svolta la cerimonia dei riconoscimenti.

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152 iscritti, 136 alle verifiche tecniche e 102 al traguardo finale di Santa Lucia di Siniscola. Non è affatto male, consederate le età medie dei partecipanti e delle relative cavalcature, senza contare che non tutti i DNF sono da imputare a un guasto o a un incidente (mai oltre una scivolata, e per di più innocua), ma magari a un diversa scelta di interpretazione della manifestazione (leggi: me la prendo comoda e divago sul territorio). E poi 1.600 chilometri in sei tappe, per le “vecchiette” di quello che finisce per essere museo itinerante dell’industria motociclistica, con una forte rappresentanza di quella italiana, non sono recisamente uno scherzo.

Tra queste e fra le più anziane, vere e proprie rarità. Come la Indian bicilindrica del 1936 portata in gara dal collezionista inglese Nawal Saigal o la Vincent A Twin 350 del 1938 del giornalista statunitense Vincent Speet. Fra le piccole cilindrate in mezzo a tante Ducati, Gilera, Mondial, MV Agusta Benelli, Moto B, anche una Terrot 125 2T del 1956 guidata dal francese Lionel Mugnier, una motoleggera molto popolare in Francia negli anni 50/60, ma praticamente sconosciuta in Italia, semplicemente perché… non importata. Al via anche la prima moto venduta nei supermercati americani della catena Montgomery Ward, la Riverside 360 prodotta dalla Benelli, in esclusiva per quel mercato a partire dalla metà degli anni sessanta e guidata dal collezionista Tod Wallis.

Il MotoGiro d’Italia conta da sempre sul sostegno della Federazione Motoclistica Italiana, e quest’anno la “testimonianza” è arrivata direttamente dalla partecipazione del Presidente Giovanni Copioli, protagtonista della prima tappa insieme al capo si stato maggiore della Guardia di Finanza Generale Giuseppe Arbore. Copioli su una Benelli messa a disposizione dalla fabbrica, Arbore in sella a una Guzzi V7 del 1971 del museo storico dei mezzi della GDF.

Da un punto di vista “strutturale” il MotoGiro vive della passione e sulla compartecipazione di tutti i partenti, per cui in questo senso vincono tutti, ma è vero che c’è anche un risvolto formale che, attraverso algoritmi che tengono conto delle caratteristiche e dell’età delle moto, converge in una classifica finale vera e propria.

Sul gradino più alto del podio, dunque, il folignate Marco Tomassini (Gilera Super Sport 175) classe Rievocazione Storica anni ’50. Poi il lombardo Giovanni Zanetti (Norton Dominator) classe Rievocazione Storica anni ’60 e il ternano Maurizio Paloni (MV Agusta 350) Classiche. A seguire il romano Claudio Antonaci (Benelli TRK 500) classe Motogiro Turismo); l’inglese Nawal Saigal (Indian bicilindrica 500) classe Eritage e la romana Chiara Negro Gromm (Vespa PX 125) classe Scooter.

Salgono così a undici (sei consecutive) le vittorie di Marco Tomassini nella classe più prestigiosa del Motogiro, quella che rievoca la gran fondo che si è corsa dal 1953 al 1957. Il pilota umbro, uno dei massimi esperti mondiali in competizioni di questo tipo e fedelissimo del MotoGiro, ha prevalso grazie alla vittoria nella prima e quinta tappa ma soprattutto ai piazzamenti costanti, anche nelle tre frazioni vinte dal lombardo Marco Bonanomi in sella alla MV Agusta 175 CSTL.

© Immagini FMI, MC Terni, MotoGiro