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Kawasaki H.I. scorpora la divisione moto

- Il colosso industriale Kawasaki Heavy Industries ha deciso di scorporare la divisione moto fra un anno. Non si parla al momento di cessione
Kawasaki H.I. scorpora la divisione moto

Con un annuncio di ieri, lunedì 2 novembre, Kawasaki Heavy Industries ha comunicato di voler scorporare le attività moto e motori in un’operazione di ristrutturazione della sua attività.

Il colosso industriale nipponico, uno dei primi tre a livello nazionale nel campo dell’ingegneria meccanica, opera nelle costruzioni navali, ferroviarie, aerospaziali, nell’energia, nella robotica e nelle infrastrutture.
Attività che non si rivolgono ai consumatori privati, ai quali Kawasaki H..I (circa 35.000 dipendenti) riserva moto di ogni genere, ATV e Jet Ski.

La riorganizzazione riguarda quindi queste ultime produzioni, oltre a quelle dei treni convenzionali e ad alta velocità, che saranno scorporate a partire da ottobre 2021. Non si parla di vendita di queste divisioni.

Una riorganizzazione che ha lo scopo di rafforzare il gruppo, migliorare la situazione finanziaria e di abbreviare i processi decisionali in quello che è il core-business del gruppo. La società prevede perdite quest’anno per il settore moto (47 milioni di euro: non sono comunque tali da giustificare da soli questa decisione) e aerospaziale, mentre crede in una ripresa del settore ferroviario e punta decisa su aree di business profittevoli come le tecnologie navale, offshore, energia e impiantistica.
Un ruolo importante avrà infine la tecnologia dell’idrogeno.

La società prevede di rafforzare l’attività del settore moto attraverso una maggiore cooperazione con altri costruttori, puntando anche sul rispetto delle normative ambientali, sulla mobilità elettrica e la componentistica.
Una Kawasaki insomma probabilmente diversa da quella conosciuta finora.

Scarica il comunicato ufficiale

  • Giovanni Fanuele

    Al contrario degli Italiani, sempre pronti a prendere le vie meno maestre e finire in una fanghiglia senza averla vista, i Giapponesi hanno un forte amor di patria e una vocazione di prudente esplorazione.

    In particolare Kawasaki è specialmente attenta a non fare svarioni produttivi. Le fusioni in Kawasaki non sono ben viste ma, le esplorazioni cominciano con le ammissioni (anche avvedutamente fasulle), per il sondaggio del comune pensiero avversario...

    Speriamo non prendano strade diverse perché, almeno per me, le "verdone" sono importanti e amate.

    Ad meliora!
  • Cella Mauro, Cellatica (BS)

    Se ne era già parlato nella prima metà degli anni '90 quando la divisione moto di Kawasaki Heavy Industries ( Motorcycle & Engine, che comprende anche motori leggeri usati in applicazione agricole, edili, forestali etc) non andava proprio benissimo finanziariamente. Poi visto il ritorno all'utile di M&E intorno al 1995 KHI aveva discretamente lasciato perdere.

    Periodicamente, specie quando una delle due ha qualche problemuccio finanziario o viene coinvolta in qualche scandalo, in Giappone si parla di una fusione, ovviamente in salsa locale, tra M&E e Suzuki Motor, ma poi la cosa finisce sempre in nulla.
    Però da diversi anni oramai Toyota sta attirando nella sua orbita (tramite il tipico sistema giapponese dei controlli azionari incrociati) buona parte dei produttori automotive giapponesi. Restando nel campo delle moto, Suzuki e Yamaha sono già nell'orbita Toyota. Se ci mettiamo anche M&E significa che tutto quando proviene dal Sol Levante e non si chiama Honda girerebbe intorno a Toyota.

    Onestamente non so quali possano essere i piani per il marchio Kawasaki per il futuro: i marchi giapponesi presentano tanti concept e prototipi elettrici ma in sostanza non è che abbiano chissà che offerta. In Honda e Yamaha mi dicono che il mercato chiede mezzi elettrici economici e che loro non sono ancora pronti per farli... sarà così, ma nel mio paesello ci sono una Zero DS (€16.700) ed un BMW C-evo (€15.650), non piccoli scooter da poche migliaia di euro.
    Onestamente ritengo che Kawasaki, come anche il resto dell'industria motociclistica giapponese, stia un pò dormendo sugli allori, vuoi perché produttori cinesi ed indiani sono ancora qualitativamente dietro a loro, vuoi perché la loro leadership preferisce evitare anche rischi molto limitati (che danni fa ad Honda o Kawasaki se fanno uno scooter elettrico e vende poco? Non vanno di sicuro in rovina).

    Ad ogni modo staremo a vedere.
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