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Jannuzzelli e le dimissioni da Moto Morini

- Dimessosi dalle cariche di vicepresidente e amministratore delegato di Moto Morini, Ruggeromassimo Jannuzzelli ha rilasciato nuove dichiarazioni sul suo rapporto con la società
Jannuzzelli e le dimissioni da Moto Morini

Pochi giorni fa abbiamo scritto della rivoluzione in casa Moto Morini: una delle due figure chiave del rilancio del celebre marchio bolognese avvenuto nel 2011, Ruggeromassimo Jannuzzelli, ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi di AD e vicepresidente. L'altra figura centrale della nuova Moto Morini, ormai ex bolognese poiché dall'anno scorso ha trasferito la sua sede in provincia di Pavia, è il presidente di Moto Morini, Sandro Capotosti.

Il comunicato stampa rilasciato da Jannuzzelli sulla sua decisione di dimettersi dalla gestione di Moto Morini potete trovarlo poco più sotto.
Ci è sembrato più interessante raccontarvi prima che cosa Jannuzzelli ha voluto precisare a proposito di quanto avevamo scritto. E in seguito a queste osservazioni sono scaturite dichiarazioni interessanti.

 

«Ho letto quello che avete scritto su Moto.it a proposito delle mie dimissioni – ci ha detto –. Voglio però precisare che io non sono mai stato socio né di Eagle Bike (la compagnia che ha partecipato all'asta rilevando la Morini dal fallimento, ndr), né di Moto Morini. Ma nonostante quanto sempre dichiarato verbalmente dal Presidente (Sandro Capotosti, ndr), sia io che lui siamo stati delegati alla gestione societaria della società italiana dai soci che hanno fatto l’investimento».

 

È logico immaginare che se io rimetto il mio mandato all’assemblea, nel lasciare la società sto anche seguendo la decisione del socio che mi ha nominato

Jannuzzelli aggiunge: «È logico immaginare pertanto che se io, come dichiaro nel comunicato, dopo alcuni mesi passati con “problemi ambientali” interni rimetto il mio mandato all’assemblea, nel lasciare la società sto anche seguendo la decisione del socio che mi ha nominato».

Nel nostro pezzo avevamo pubblicato i numeri di vendita previsti nell'ultimo biennio. Sui quali Jannuzzelli ha altre osservazioni.

«Per quanto riguarda i numeri di vendita, a parte quelli riportati nell'articolo forse per qualche dichiarazione recuperata non da me, la realtà è che tra il mese di settembre del 2012, quando è stata fatta ripartire la linea di produzione a Casalecchio di Reno, e il settembre 2013 sono state vendute le nostre moto in tutta Europa, di cui solo  il 25% in Italia, da qui il risultato facile da desumere viste le immatricolazioni che avete pubblicato (una quarantina tolte le re-immatricolazioni di vecchi modelli, ndr). Nel 2014 l’azienda è stata interessata dal trasloco di tutta la struttura produttiva a Trivolzio ,per il quale vi è stato un fermo produttivo dal mese di ottobre 2013 alla fine di aprile 2014, pertanto le vendite sono ripartite solo a maggio interessando sempre l’Europa e con sempre solo un 25% in Italia (ovvero poco più di venti unità come risulta dai dati Ancma, ndr)».

 

Ruggeromassimo Jannuzzelli
Ruggeromassimo Jannuzzelli

Noi avevamo attribuito a Jannuzzelli anche la carica di responsabile commerciale e marketing, attività che però lo ha coinvolto direttamente fino a poco tempo: «Nel mese di settembre 2014, nella struttura operativa è stato inserito un responsabile commerciale per l'Europa, Francesco D’Alessandro, e ci si è avvalsi di un agente londinese per i paesi dell’estremo oriente». 

«Da questi inserimenti e dall’evento Ride & Fun durante l’Eicma  2014, presso il nostro show room di Milano, sono nati contratti triennali per circa 250 moto a partire già  dal 2015, per arrivare a oltre 400 moto nel 2017. Senza contare le vendite on line che dovrebbero continuare e i contatti con altri tre-quattro Paesi, sempre dell’estremo oriente, che possono incrementare, fino a raddoppiare, questi numeri nei prossimi anni».

«La mia uscita, come si capirà, è per divergenze sul futuro e sulla gestione di Moto Morini. Resta sempre la mia passione per le due ruote ed il settore».

 

Quello che seque è invece il testo del comunicato stampa che annunciava le su dimissioni

In data 25 febbraio 2015 ho rimesso il mio mandato di Vicepresidente e Amministratore Delegato in Moto Morini srl all’assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 9 marzo. Ho svolto la mia attività operativa fino all’EICMA di novembre 2014, per il quale con fatica ma entusiasmo ho portato a compimento la realizzazione e quindi l’inaugurazione del 1° Concept Store MM nel centro di Milano e organizzato contemporaneamente un evento fuori salone denominato Ride & Fun, ideato dal nostro Responsabile web marketing Alessandro Di Cosmo. Grazie alla collaborazione di tutto lo staff e i collaboratori interni all’azienda fra cui il Direttore di Stabilimento Alessandro Carbone, i Collaudatori, Meccanici e Responsabili post vendita Manuel Persiani, Giovanni Girino e Alberto Monni, oltre al Responsabile Commerciale Francesco D’Alessandro e al Responsabile Customer Care Elisabetta Capotosti, l’evento ha riscosso un enorme successo nazionale ed internazionale, attirando clienti, appassionati, importatori e distributori dall’Italia e da tutto il mondo, contribuendo a far acquisire alla società ordini importanti e prospettive commerciali più che rosee per il prossimo triennio.

Da quel momento “problemi ambientali” interni mi hanno portato alla decisione di lasciare la società e quindi abbandonare anche definitivamente l’attività operativa dell’azienda con sommo dispiacere, dopo aver dato il mio contributo ad un’azienda che ha un grande e riconosciuto marchio storico e che ha tutte le possibilità e prerogative di “volare alto” come l’aquila che la rappresenta.

  • vans03, Imola (BO)

    rendersi la vita

    Difficile. ....con tutta la storia del marchio dalla quale si poteva partire per pubblicizzare le moto si è deciso di vendere i prodotti on line una follia ripagata da miseri numeri. Con lo spazio che sempre più stanno avendo le caffè racer la morini con poco sforzo poteva lanciare modelli nostalgici che ora avrebbero avuto il loro appeal, facendo concorrenza a guzzi o triumph. Invece di nascondersi perché questo ha fatto in rete con modelli absoleti. Ci servono imprenditori che ripartino da quello che eravamo degli ottimi artigiani che producevano moto vincenti nelle corse, non certo dirigenti che dicono di essere amanti delle moto e questo amore non riescono neanche a trasmetterlo con un marchio cosi storico.
  • tirone, Bari (BA)

    Fine prevedibile

    il fatto che ci siano solo 3 (TRE!) commenti nei 2 articoli che riguardano questa notizia, la dice lunga sul marketing a dir poco fallimentare di questa gestione. Stessa fine di Benelli. Una marca ASSENTE e di cui nessuno parla, e tanto basta per giustificare numeri da chiusura.

    Purtroppo non basta più produrre buone moto per venderle, devi anche creare eventi, valori, fascino, insomma, tutto il fumo che prelude all'arrosto. Invece hanno buttato soldi per una moto orrenda e senza target (Rebello 1200 col "portapizze"), lasciando invecchiare e morire la Corsaro, idem per la Granpasso che è ancora moderna ma non ha nemmeno l'ABS che ormai è il minimo sindacale su queste moto. Non parliamo della Scrambler, Ducati sulla sua ci fa un mese di pubblicità, Morini poteva spendere una fetta di quel che ha speso per la Rebello per promuovere la propria Scrambler come si deve e invece nulla.

    Le vendite online, il noleggio...stendiamo un velo pietoso su questi sistemi. Peccato veramente.
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