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Il Gruppo KTM ha venduto di più del 2019

- E' quello che emerge dalla semestrale della capogruppo Pierer Mobility: +1,3% e 70.000 motociclette più 34.000 e-bike. Ma il partner Bajaj ha perso terreno. E' stata anche anticipata l'acquisizione del 100% di GasGas
Il Gruppo KTM ha venduto di più del 2019

E' un risultato positivo quello che ha messo a segno Pierer Mobility nella prima metà del 2020, nonostante gli effetti della pandemia abbiamo penalizzato il mercato mondiale della moto con le chiusure e i blocchi delle attività che in alcuni paesi non sono peraltro ancora un ricordo.

Da gennaio a giugno le vendite sommate di KTM, Husqvarna e GasGas hanno raggiunto le 70.171 unità, Pierer Mobility a questo numero aggiunge le 34.351 vendite delle e-bike Husqvarna e R-Raymon e porta il saldo a +1,3% rispetto al primo semestre del 2019.

Per completezza di informazione va osservato che non è stato fatto il raffronto separato per i due segmenti, moto ed e-bike.

I numeri dicono anche che il partner indiano Bajaj ha visto le sue vendite contrarsi (modelli KTM e Husqvarna) del 38%, passando dalle 32.539 unità del 2019 alle 20.160 di quest'anno. Nel subcontinente indiano il Covid-19 ha avuto del resto un impatto sul commercio maggiore che in Europa.

La produzione in Austria è cresciuta e, per tenere il passo della domanda, nel mese di giugno sono stati assunti 170 nuovi dipendenti. Il numero totale nel mondo è così salito a 4.400 unità.

In anticipo sui programmi è stata poi formalizzata l'acquisizione del 100% della GasGas, che diventa il terzo marchio specializzato nel fuoristrada del Gruppo.

Le previsioni per l'intero 2020, tenuto conto della tendenza di crescita della domanda, danno ricavi di oltre 800 milioni di euro nel secondo semestre (erano stati di 765,3 milioni nel 2019) e questo dovrebbe portare il fatturato annuale a superare i 1.400 milioni, con una flessione inferiore all'8% rispetto ai 1.520 milioni dell'annata 2019.
La divisione e-bike dovrebbe contribuire per circa 110 milioni di euro.

m.g.

  • ettorino2, Ancona (AN)

    Questo "succede>" quando si lavora bene e si programma l'agenda di moto e investimenti da fare in modo razionale e competente (non a caso sono austriaci!).
    Stringendo anche, dove il caso, accordi e legami con realtà magari poco nobili ma tanto "convenienti" ai fini industriali con paesi quali Cina e India, per i prodotti di piccola cubatura e dal prezzo competitivo.

    Poi dall'altro lato della staccionata abbiamo costruttori nostrani come Aprilia che investono alla cieca, su moto e modelli poco appetibili e che nessuno chiede... portando per le lunghe ogni minima iniziativa che possa rivitalizzare il marchio, come ad es. puntare forte anch'essa sull'investire nelle medie e piccole cilindrate che in tante parti del mondo, le più popolose peraltro, vanno per la maggiore e ti consentono di fare buoni utili.
    Ma noi non siamo austriaci... e si vede!!!
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