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Dici Moto Guzzi e pensi subito ad un bel bicilindrico a V trasversale con raffreddamento ad aria e trasmissione a cardano. L’equazione è semplice e ha tutto il sapore della tradizione. Eppure i tanti estimatori e conoscitori del marchio lariano sanno bene che non è sempre stato così e che dalle fucine di Mandello sono usciti anche altri schemi motoristici. Per decenni Moto Guzzi fu sinonimo di monocilindrico orizzontale, non dimentichiamolo. Furono poi costruiti due e quattro cilindri in linea nel vano tentativo di contrastare l’avanzata nipponica e non possiamo di certo dimenticare il monumentale V8 da Gran Premio.
Tuttavia potete sentire il rumore dei miei polpastrelli che scivolano sullo specchio perché è chiaro che lo schema V2+cardano è quello che ha superato mode e normative rimanendo il simbolo distintivo della produzione lariana alla stregua del boxer per BMW o del V-Twin per Harley-Davidson. Nella vita e nell’industria in modo particolare però bisogna sapersi innovare, diversificare perché “Ok la passione” e “W le bandiere” però bisogna anche essere realisti e tentare strade alternative è fondamentale per sopravvivere in un mercato sempre più globale e difficile.
Così arriviamo alle nuove foto spia che stanno circolando on-line e pubblicate dal sito tedesco Speedweek. Ritraggono due prototipi in fase di test fotografati su strada, ancora camuffati ma più vicini alla configurazione di serie di quanto abbiamo già visto in passato. E, come in passato, montano un bicilindrico parallelo che sembra essere così ad occhio e croce il 457 sviluppato da Aprilia per RS 457 e Tuono 457.
Non è la prima volta che si parla di un possibile incrocio tra il piccolo bicilindrico di Noale e il marchio di Mandello. Già a inizio 2024 erano circolate le prime foto di un muletto enigmatico, dotato del motore Aprilia ma con elementi stilistici (faro, fanalino posteriore, fianchetti) che richiamavano inequivocabilmente uno stile più classico e “guzzista”. Negli stessi periodi parlammo anche del rinnovo del marchio "Stornello" da parte di Piaggio, azione che aveva già sollevato il dubbio che quel prototipo avvistato durante un test potesse finire con un’Aquila sul serbatoio. Un'ipotesi mai confermata ufficialmente dal Gruppo Piaggio, ma che torna oggi con elementi visivi molto più solidi.
Le immagini mostrano due prototipi in stadio avanzato. Lo si evince dalle proporzioni ben calibrate e dalle forme che si evincono nonostante il massiccio camuffamento adesivo. Il motore è quasi identico a quello che già conosciamo su RS 457 e Tuono 457, fatta eccezione per il coperchio dell'alternatore, ridisegnato. Il radiatore, leggermente più grande e posizionato in modo diverso, suggerisce che possano esserci interventi interni al motore, ipotizziamo legati a una diversa mappatura di coppia e potenza rispetto alla cugina di Noale, pensata per un pubblico meno orientato alla sportività. Rimarrà da capire se anche la cubatura è rimasta la medesima o se l'eventuale ricerca di una maggiore coppia ai bassi possa aver modificato il rapporto tra corsa e alesaggio.
Si nota però anche una diversa ciclistica. Aprilia ha puntato tutto sull'alluminio con telaio a doppia trave e forcellone in lega, per un peso di soli 175 kg in ordine di marcia sulla Tuono 457, mentre il prototipo sembra avere un telaio tubolare in acciaio e un forcellone posteriore, sempre in acciaio, di nuova progettazione. Una scelta che riporterà inevitabilmente il peso verso l'alto rispetto alla sorella sportiva, ma che è coerente con la tradizione costruttiva del marchio e con lo stile più classico di questa roadster. Anche il monoammortizzatore posteriore, ora posizionato lateralmente e a vista, contribuisce a differenziare nettamente il layout telaistico. Restano invariate, almeno per ora, le pinze freno Bybre, già viste sulle sorelle di Noale.
Sul piano stilistico, il linguaggio è dichiaratamente Guzzi: serbatoio largo e muscoloso, sella ampia per due, strumentazione TFT di forma circolare che richiama quella classica del marchio aggiornandola in chiave moderna e potrebbe essere la stessa della V7. Così come il faro anteriore che, benché camuffato, lascia intravedere la luce diurna a LED con la caratteristica sagoma dell’aquila.
La risposta, come spesso accade, è industriale prima che emotiva. Il segmento delle medie cilindrate (attorno ai 500 cc) sta crescendo a livello globale, mentre gli analisti di settore prevedono una contrazione del mercato oltre i 500 cc nel medio periodo. Non è un caso che negli ultimi anni quasi tutti i grandi costruttori abbiano puntato su questa fascia: BMW con la F 450 GS, KTM che dal prossimo anno affiancherà alla gamma 390 una nuova famiglia di bicilindrici paralleli attorno ai 500 cc, Triumph con i monocilindrici da 400, e appunto Aprilia, che con RS 457 e Tuono 457 ha già intercettato un nuovo bacino di clienti, in particolare nei mercati emergenti.
Un bicilindrico a V costruito secondo la tradizione Guzzi resta intrinsecamente molto più costoso da produrre rispetto a un parallelo derivato da una piattaforma già in parte ammortizzata su un altro marchio del gruppo. Per non parlare della trasmissione ad albero. Visto che Aprilia e Moto Guzzi condividono lo stesso ufficio tecnico in seno a Piaggio, il trasferimento tecnologico tra le due Case ha tempi e costi ridotti e risponde alle economie di scala. Una base produttiva, va ricordato, che viene costruita nello stabilimento di Baramati, in India, un elemento che apre naturalmente la porta a quei mercati ad alti volumi che da tempo sono nel mirino del gruppo per questa fascia di prodotto.
Detto questo, è bene mantenere un margine di cautela. Le immagini sono indubbiamente eloquenti, ma il Gruppo Piaggio non ha mai confermato ufficialmente né l'esistenza del progetto né il marchio sotto cui debutterà. Non possiamo quindi escludere con assoluta certezza che il prototipo fotografato non sia in realtà un'ulteriore declinazione Aprilia, magari una Aprilia Europa, nome non nuovo per la Casa di Noale e già utilizzato in passato per una naked dal piglio più classico e meno aggressivo rispetto alle sportive RS e Tuono. Uno scenario che spiegherebbe altrettanto bene la scelta stilistica più sobria, senza dover necessariamente scomodare l'Aquila.
Resta il fatto che alcuni elementi visivi, dal faro alla forma del serbatoio fino al richiamo dell'aquila nella luce diurna, puntano con insistenza verso Mandello del Lario. Ma la storia recente di questo specifico progetto, fatta di indizi e voci di corridoio che durano da almeno tre anni, insegna a non dare per scontato nulla fino all'annuncio ufficiale, per il quale potrebbero volerci soltanto pochi mesi.
La presentazione ufficiale potrebbe avvenire con buona probabilità a novembre, in occasione del prossimo EICMA, la fiera milanese che tradizionalmente fa da palcoscenico alle novità più importanti dei costruttori italiani. O addirittura essere anticipato a settembre con un’anteprima a sorpresa durante le Giornate Mondiali Guzzi (4-5-6 settembre 2026), anche se sembra meno probabile. Resta un mistero anche il nome che la moto porterà, sempre che si tratti effettivamente di una Guzzi: la storia del marchio offre peraltro un ampio catalogo di nomi storici a cui attingere e si potrebbe tornare verso i volatili tanto cari alla tradizione. Se non Stornello perché scartare a priori Astore, Lodola o Airone? Qui la fantasia può spaziare, anzi volare, liberamente.