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Come sappiamo, Volkswagen è alle prese con una pesante ristrutturazione interna (rischia di chiudere il 2026 con un margine non superiore all'1%), e, a quanto pare, sta valutando la cessione del marchio di Borgo Panigale. Ducati, nel 2025 ha consegnato quasi 51.000 moto, con 925 milioni di ricavi e 52 milioni di risultato operativo, un margine del 5,6%, per una valutazione stimata da Bloomberg Intelligence attorno a 1,25 miliardi di euro, quindi rappresenta sicuramente un ottimo asset per Volkswagen.
Come vi abbiamo riportato tra le pagine di moto.it, lunedì 21 settembre si è tenuto un incontro a Bologna con istituzioni e vertici aziendali, durante il quale il ministro delle Imprese Adolfo Urso, insieme al presidente di Confindustria Emanuele Orsini e al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, ha incontrato l'AD di Ducati Claudio Domenicali a Bologna. In quell'occasione Urso ha dichiarato che il governo è pronto a utilizzare gli strumenti a disposizione, compreso il golden power, qualora Volkswagen decidesse di procedere con la cessione. Ha anche annunciato che nei giorni successivi avrebbe incontrato Volkswagen-Audi per capire le reali intenzioni del gruppo tedesco: il faccia a faccia era previsto per oggi venerdì 25 settembre. Nel frattempo, Urso ha continuato a citare lo strumento nel suo tour tra Bologna e Verona, invocandolo prima per tutelare Ducati e poi anche come deterrente contro eventuali acquisizioni cinesi nell'indotto dell'automotive.
Ma cos’è il Golden Power? Si tratta di uno strumento giuridico introdotto con il decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, che ha sostituito il precedente regime di "golden share" (dl 332/1994). In sintesi, dà al governo dei poteri speciali attivabili quando aziende operanti in settori considerati cruciali per la sicurezza dello Stato rischiano di passare sotto controllo estero o di cambiare assetto in modo svantaggioso per il Paese. I settori coperti sono tradizionalmente tre macro-aree: difesa e sicurezza nazionale, telecomunicazioni e settori civili strategici come energia, trasporti e comunicazioni, ma negli anni il perimetro si è ampliato, includendo anche sanità, robotica e protezione dei dati personali.
Nella pratica, le aziende sono obbligate a comunicare alla Presidenza del Consiglio qualsiasi operazione che coinvolga asset strategici, questo vale anche per investitori esteri che acquisiscano una quota significativa o il controllo di una società italiana e il governo può bloccare, modificare o condizionare l'operazione. Un caso concreto si è già visto nella vicenda Pirelli-ChemChina, il governo ha imposto condizioni che hanno limitato il peso decisionale dei soci cinesi nel cda, richiedendo maggioranze qualificate per le decisioni più importanti, senza però eliminare formalmente il loro potere.
Detto questo, l'incontro tra il Governo italiano e i vertici Audi-Volkswagen di oggi 25 settembre, probabilmente si tratterà di una call, non di un vertice in presenza, ma sarà comunque il momento in cui si dovrebbe capire se Volkswagen intende procedere davvero con la cessione, con quali tempi e modalità, dopo settimane di segnali contrastanti: da un lato l'AD di Audi Gernot Döllner ha escluso una dismissione nei prossimi due-tre anni, dall'altro la stessa Bloomberg ha pubblicato dichiarazioni dello stesso Döllner che parlano apertamente di valutazioni in corso.
Al momento nessuna fonte riporta ancora l'esito di questo confronto; è plausibile che le notizie arrivino nelle prossime ore.