Sicurezza

Dainese risponde ad Alpinestars sulla tecnologia airbag

- La risposta dell’azienda di Vicenza rispetto al comunicato in merito alla causa in atto contro la rivale per il sistema Tech-Air
Dainese risponde ad Alpinestars sulla tecnologia airbag

Vi abbiamo parlato alla vigilia di Natale della causa in essere fra Alpinestars e Dainese, le due aziende leader di mercato in merito alla tecnologia airbag, attraverso il comunicato rilasciato dalla prima in risposta ad alcuni articoli pubblicati da siti statunitensi. La risposta di Dainese non si è ovviamente fatta attendere, con il comunicato che vi riportiamo a seguire, che ci conferma come la rivalità aperta fra le due aziende si stia allargando a tutti i livelli, compreso quello legale.

Essendoci una causa legale in atto, ci limitiamo a riportare la posizione di Dainese senza ipotesi o commenti. Vi terremo aggiornati rispetto all’evolversi della situazione.

Vicenza, 29 dicembre 2015 – Con riferimento al comunicato diramato da Alpinestars, allo scopo di fare chiarezza, Dainese ritiene necessario replicare alla seguente affermazione:

“In Germania, Dainese ha richiesto direttamente ad alcuni venditori di cessare istantaneamente l’offerta del sistema Alpinestars Tech-Air Street, nonostante non sia stata intrapresa alcuna azione legale contro Alpinestars.”

Infatti:

Ad ottobre 2015 il tribunale di Monaco ha emesso due ingiunzioni preliminari distinte contro un rivenditore tedesco Alpinestars, confermando come il sistema Alpinestars Tech-Air violi due brevetti Dainese in Europa.

Dainese ha anche recentemente depositato presso una corte tedesca un’ulteriore causa contro Alpinestars, chiedendo un risarcimento danni per la violazione dei brevetti Dainese, nonché la cessazione della commercializzazione del sistema Tech-Air in Germania.

Inoltre, Dainese vorrebbe chiarire come:

Dainese non ha mai ricevuto un’ingiunzione da parte di Alpinestars.

Dainese ha intentato causa contro Alpinestars presso un tribunale italiano, chiedendo un risarcimento danni per la violazione dei propri brevetti, oltre ad un’ingiunzione preliminare urgente per la cessazione della commercializzazione del sistema Tech-Air in Italia.

I brevetti Dainese sono stati concessi dall’Ufficio Brevetti Europeo a seguito di una lunga procedura di verifica, dunque sono registrati e pienamente validi.

In questo momento, Dainese non commenterà ulteriormente il merito di queste cause legali, preferendo discuterne nelle sedi appropriate.

“Perseguire e fornire sicurezza alle persone esposte ad infortuni traumatici negli sport dinamici è stata la missione di Dainese fin da quando Lino Dainese ha fondato la compagnia, nel 1972. Fin dal primo giorno, Dainese è stata innovatrice nelle protezioni per sport attivi, con diversi primati quali il paraschiena per gli sport motociclistici, lo sci, la mountain bike e l’equitazione, oltre naturalmente al sistema airbag D-air concepito dal signor Dainese nel 1995”.

Dainese possiede 26 brevetti sulla tecnologia D-air, ed ha effettuato grandi investimenti nella ricerca, invenzione, sviluppo, produzione e marketing della prima e più innovativa piattaforma airbag per i motociclisti: i sistemi D-air per l’uso in pista e su strada.

Nel 2015, il D-air per l’uso in circuito è diventato una piattaforma aperta, visto che il sistema D-air Armor è stato integrato all’interno di prodotti di altri produttori di abbigliamento, consentendo a più piloti di godere della sicurezza offerta dal sistema Dainese D-air.

La piattaforma D-air è stata usata anche nello sviluppo del D-air Ski, innovativo sistema airbag per l’uso sciistico, oltre a sistemi airbag per l’uso in campo automotive.

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  • ancfaber, Forlì (FC)

    Se si vogliono utilizzare soluzioni brevettate occorre pagare i diritti. Alpine s. probabilmente non lo ha voluto fare.Facile attendere che altri investano e realizzino e poi salire gratis sul treno.
  • Gass-02, Cesano Maderno (MB)

    dico solo: che tristezza...
    possibile che due aziende di questo calibro e portatrici della tecnologia e del design in tutto il mondo non possano sedersi ad un tavolo e trovare un accordo?
    capisco Dainese, che ha investito quattrini per sperimentare e brevettare il suo sistema ma capisco anche Alpinestars, visto che per pura e semplice sicurezza di tutti questo tipo di tecnologie devono essere diffuse il più possibile e non conoscere limiti. Insomma è come se vietassimo ad alcune case automobilistiche di montare ABS perché Bosch ne reclama la paternità.
    Basta accordarsi e se necessario... pagare!
    Credo che sia più intelligente per tutti.

    lampeggi!
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