Cresce il numero delle auto in città, ma l’aria torna respirabile

Cresce il numero delle auto in città, ma l’aria torna respirabile
Nonostante il parco auto circolante nelle città italiane rimanga tra i più densi d’Europa, il Rapporto MobilitAria 2026 registra un segnale positivo per la qualità dell’aria. Tuttavia, permangono profonde disparità territoriali che richiedono un deciso cambio di passo negli investimenti pubblici
12 giugno 2026

L'Italia conferma il suo primato nel tasso di motorizzazione privata. In testa alla classifica troviamo Torino, con ben 822 vetture ogni 1.000 abitanti, seguita a breve distanza da Catania (807) e Reggio Calabria (711). Anche nelle città più "virtuose", come Venezia (447) e Genova (469), il rapporto tra auto e residenti rimane superiore alle medie riscontrate negli altri Paesi europei.
Questa dipendenza dal mezzo privato è la principale sfida individuata dal Rapporto, presentato dal Kyoto Club e dal Cnr-Dsstta, che indica come priorità assoluta il potenziamento di trasporti pubblici, infrastrutture ciclabili e soluzioni di mobilità a zero emissioni.

Il 2025 ha portato dati confortanti sul fronte dell'inquinamento atmosferico: nessuna delle grandi città italiane ha oltrepassato i limiti medi annui per PM10, PM2,5 e biossido di azoto. In particolare, il biossido di azoto, inquinante strettamente correlato al traffico veicolare, ha subito cali generalizzati tra il 3% e il 17% rispetto al 2024, con le sole eccezioni di Bologna e Messina.
Sebbene Roma abbia evitato per il terzo anno di fila superamenti giornalieri di polveri sottili, Milano e Napoli continuano a registrare sforamenti critici. È fondamentale notare che, nonostante i progressi, i livelli di inquinanti in molte aree urbane sono ancora superiori sia ai parametri stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sia ai futuri standard europei che entreranno in vigore nel 2030.

L'analisi evidenzia una spaccatura netta tra Nord e Sud. Da un lato, centri come Milano, Firenze e Bologna guidano la transizione sostenibile grazie a un mix più efficace di mobilità condivisa e infrastrutture ciclabili. Dall'altro, città come Napoli, Catania, Reggio Calabria e Cagliari scontano un cronico sottofinanziamento del trasporto pubblico e una carenza strutturale di piste ciclabili.
La forbice è emblematica se si guarda ai chilometri di ciclabili ogni 100mila abitanti: Venezia (77), Bologna (65) e Torino (36) guidano la classifica, mentre Napoli e Catania si fermano ad appena 3 chilometri.

Per colmare questo divario e rispettare le direttive europee, il Cnr sottolinea l'importanza del "Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell'aria". "Le città stanno compiendo sforzi enormi per decongestionare il traffico", afferma Anna Donati di Kyoto Club, "ma il Governo e il Parlamento devono rimettere la mobilità urbana al centro dell'agenda nazionale, garantendo risorse costanti e una semplificazione delle procedure burocratiche".

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