Benzina mai così cara: finalmente il Governo corre ai ripari?

Benzina mai così cara: finalmente il Governo corre ai ripari?
Una riunione nel pomeriggio del Consiglio dei Ministri per decidere la strategia di contrasto all'impennata inarrestabile dei prezzi alla pompa
27 luglio 2026

Ogni giorno un nuovo record, ogni volta una nuova brutta sopresa ed una nuova stangata sul portafogli degli italiani si recano dai distributori di carburante: la folle corsa al rialzo del prezzo di benzina e diesel pare inarrestabile, al punto che per ritrovare un valore più alto della benzina in modalità self bisogna risalire fino all'ottobre del 2023 e per il diesel a marzo 2022.

Infatti, secondo i dati ufficiali diffusi dal Mimit ed aggiornati al 27 luglio, il prezzo medio nazionale della benzina self è arrivato a 1,982 euro/litro (rispetto a 1,968 del 24 luglio) e quello del diesel a 2,185 euro/litro (contro 2,161 del 24 luglio).

Ed a nulla sono servite, per raffreddare la tendenza al rialzo, le quotazioni internazionali dei raffinati, che lo scorso venerdì sono tornate a chiudere in calo, con il listino del Brent sceso sotto i 91dollari al barile e il Wti sotto gli 84 dollari, dinamica favorita dall'ennesima (e speriamo definita) dichiarazione di sospensione delle ostilità tra USA e Iran.

Dinanzi ad un quadro così complesso, non appare più rinunciabile un intervento diretto del Governo, che nei giorni scorsi per bocca di alcuni suoi autorevoli membri aveva ipotizzato il ricorso a misure di contrasto inedite, come le cosiddette “accise mobili”.

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Ora si apprende che il momento delle decisioni politiche è finalmente arrivato, vista la convocazione di una seduta del Consiglio dei Ministri per le 17,30 di oggi pomeriggio, chiamato con tutta evidenza a trovare la non facile quadra tra le richieste di sostegno degli automobilisti e delle categorie del trasporto su gomma e l'evidente difficoltà a reperire subito fondi da utilizzare per questa attività.

In attesa di notizie ufficiali, va registrata la presa di posizione di Assoutenti che chiede al Governo di reperire al più presto le risorse necessarie per tagliare in modo consistente le accise sui carburanti, anche intervenendo in modo diretto su petrolieri, società energetiche e compagnie di assicurazioni, perché la salita senza sosta dei prezzi alla pompa rischia di avere effetti devastanti sull’economia italiana. 

“L’abnorme crescita dei listini ai distributori - dichiara in una nota Gabriele Melluso, presidente dell'associazione - non ha effetti solo sul pieno, ma rischia di creare un effetto domino sull’economia italiana portando a rincari a cascata in tutti i settori con conseguente perdita del potere d’acquisto delle famiglie e contrazione dei consumi che già non godono di buona salute.

Per questo riteniamo indispensabile tagliare subito le accise, con lo sconto che deve essere esteso almeno fino al 6 settembre, quando termineranno i rientri estivi degli italiani. Comprendiamo le difficoltà nel reperire le risorse necessarie, ma il Governo può trovare i fondi utili allo scopo intervenendo sugli extra- profitti di petrolieri e società energetiche, soggetti che stanno arricchendo le proprie casse grazie all’attuale situazione di crisi, ed anche sugli utili record di banche ed assicurazioni, in modo da redistribuire in modo più equo la ricchezza.

Crediamo inoltre sia giunta l’ora di una revisione della tassazione eccessiva che pesa sui carburanti in Italia, attraverso una riduzione strutturale delle accise, provvedimento che il governo deve al più presto inserire nella propria agenda”.
 

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