Si infiamma la pompa: basteranno le “accise mobilii” a spegnere l'incendio?

Si infiamma la pompa: basteranno le “accise mobilii” a spegnere l'incendio?
Il prezzo dei carburanti pesa sempre di più sulle tasche degli italiani proprio alla vigilia delle vacanze estive
24 luglio 2026

Benzina e diesel diesel vicini a nuovi record, che potrebbero polverizzare quelli drammatici raggiunti a marzo 2022, quando esplose la guerra in Ucraina: il conflitto tra USA e Iran rischia di fare peggio, infiammando la già rovente estate 2026 e consegnando un ulteriore motivo di preoccupazione agli italiani ormai in procinto di partire per le vacanze estive, nell'abituale periodo d'agosto.

Giusto per la memoria, ricordiamo che a fronte del picco di 2,154 euro al litro toccato dal gasolio nella rete stradale il 14 marzo 2022, il Governo Draghi introdusse il primo taglio da 25 centesimi di accise al litro più 6,5 centesimi di IVA, che di proroga in proroga fu esteso per tutto l’anno e poi adottato in forma ridotta anche dal subentrato Governo Meloni, con un costo di sette miliardi di euro.

Oggi, il Governo ha già utilizzato quasi due miliardi per ridurre i prezzi dei carburanti dal 18 marzo al 3 luglio, sperando in una soluzione della crisi di Hormuz; un'ipotesi rivelatasi purtroppo vana e anzi travolta dalla ripresa delle ostilità.

Il problema è che di soldi da spendere per calmierare i prezzi dei carburanti non ce ne sono: anzi, il meccanismo che sfrutta l’extragettito di IVA generato dagli stessi rincari al distributore, è stato ridimensionato nella disponibilità per via della riduzione dei prezzi dei carburanti a giugno, mentre l'aumento di questi giorni si tradurrà in maggiore disponibilità di cassa solo ad agosto, quando saranno contabilizzati gli incassi di luglio.

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In questa delicata fase di incertezza, è tornata prepotente l'ipotesi di utilizzare le “accise mobili”, strumento previsto dalla normativa vigente sul quale però pesano non poche incertezze, ad iniziare da quella relativa all'effettiva efficacia del provvedimento.

In estrema sintesi, il sistema delle accise mobili non consiste un taglio automatico e permanente delle imposte che gravano sui carburanti, quanto sull'attivazione di un meccanismo che prevede che parte del maggior gettito IVA generato dall’aumento del prezzo del petrolio venga utilizzato per ridurre temporaneamente le accise applicate a benzina e diesel; una soluzione che consente di compensare almeno in parte gli effetti dei rincari senza finanziare lo sconto solo con risorse del bilancio pubblico.

Rispetto alla precedente soluzione dei tagli generalizzati delle accise, il meccanismo richiede però tempi più lunghi, perché l’extragettito IVA deve prima essere effettivamente generato: per questo motivo l'ipotetica riduzione del prezzo alla pompa derivante dalla sua applicazione non sarebbe immediata, ma anzi disponibile in tempi medi.

Insomma, quest'anno vacanze più care, ad iniziare dal pieno prima della partenza... 

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