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Il governo italiano ha varato un decreto-legge urgente per contrastare il rincaro dei carburanti, causato dalla crisi in Medio Oriente legata alla guerra in Iran. Il provvedimento include un taglio delle accise per 20 giorni, con un risparmio di 25 centesimi al litro su benzina e diesel.
I prezzi della benzina hanno raggiunto i 1,82 euro al litro e del diesel oltre i 2 euro, in crescita dall'inizio del 2026 dopo l'equiparazione delle accise decisa nella Manovra di Bilancio. La tensione nello Stretto di Hormuz ha accelerato gli aumenti, con il diesel salito dell'8,78% in una settimana. Il Consiglio dei ministri del 18 marzo ha approvato il dl "Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi", efficace dal 19 marzo al 7 aprile, per un costo di circa 500-600 milioni di euro.
Ricordiamo che le accise sono imposte fisse sul litro di carburante, applicate in Italia per finanziare strade, trasporti e Stato: ce ne sono ben 19, per un totale di circa 0,73 euro/litro sulla benzina e 0,62 sul diesel, più IVA al 22%. Rappresentano il 38-56% del prezzo finale, tra i più alti in Europa, con l'Italia leader sulle accise diesel. Le "accise mobili" sono un meccanismo che riduce questa tassa fissa quando i prezzi del petrolio salgono, usando l'extra IVA per compensare i rincari.
Il decreto di ieri prevede una riduzione lineare delle accise di circa 20 centesimi/litro su benzina e diesel (12 centesimi sul GPL), più il calo IVA, per un totale di 25 centesimi di risparmio alla pompa per tutti i consumatori. La misura è prorogabile se la crisi persiste.
Ci sono poi altre misure di supporto. Per autotrasportatori è previsto un credito d'imposta sul gasolio pari all'aumento dei costi, per non trasferirli sui prezzi dei beni; simile per i pescatori, con 10 milioni al 20% per marzo-maggio. A quanto dichiarato saranno poi rafforzati i controlli anti-speculazione, i petrolieri devono infatti comunicare prezzi giornalieri al Mimit, e sono previste sanzioni allo 0,1% del fatturato e possibili denunce per manovre speculative.