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Il prezzo dei carburanti continua a salire e la situazione inizia a pesare anche su chi viaggia quotidianamente su due ruote. Negli ultimi giorni, infatti, i listini alla pompa hanno registrato nuovi aumenti, con benzina e gasolio che hanno raggiunto livelli che non si vedevano da circa quattro anni.
Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy su circa 20 mila distributori, la benzina in modalità self service viene venduta in media a 1,841 euro al litro, mentre i prezzi risultano - chiaramente - ancora più alti se si sceglie il rifornimento servito, con la benzina che sfiora i 2 euro al litro.
Questi rincari rappresentano un problema per molti motociclisti. La moto è spesso considerata una soluzione più economica rispetto all’auto per gli spostamenti quotidiani, soprattutto in città. Tuttavia, con il costo della benzina in costante crescita, anche chi utilizza le due ruote per lavoro o per andare al lavoro si trova a fare i conti con spese sempre più elevate.
Nel frattempo il governo sta valutando possibili interventi per contenere gli effetti del caro carburanti. Tra le ipotesi allo studio non ci sarebbe un nuovo taglio generalizzato delle accise, ma piuttosto aiuti mirati. Si parla, ad esempio, di un possibile bonus destinato alle famiglie con ISEE più basso e di misure di sostegno per alcune categorie di imprese, come il settore dell’autotrasporto.
Il dibattito resta aperto anche sul tema delle accise e dell’extragettito fiscale generato dall’aumento dei prezzi. Secondo alcune stime, con benzina e diesel più cari lo Stato starebbe incassando entrate aggiuntive ogni giorno.
Nel frattempo, però, chi usa la moto quotidianamente continua a fare i conti con il problema più immediato: il pieno costa sempre di più. Un disagio che molti motociclisti stanno iniziando a percepire con crescente preoccupazione.