Assen. H-D Bagger World Cup. Eric Granado e Oscar Gutierrez, i Capofamiglia [VIDEO]

Assen. H-D Bagger World Cup. Eric Granado e Oscar Gutierrez, i Capofamiglia [VIDEO]
La serie sale di livello, e di successo. Granado vince la sua prima e passa al comando, Gutierrez, Gara 2 per il 3° successo, velocissimo inseguitore. Iannone, due podi (il primo un po’ stretto) è certamente la spina nel fianco. Dopo Assen il GP di Gran Bretagna, Silverstone
29 giugno 2026
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Assen, 28 Giugno 2026. C’è vicinanza, nella Harley-Davidson Bagger World Cup, tra gli appassionati che sui circuiti della MotoGP ne rappresentano la comunità, e i Piloti che a loro volta sono il trait-d’union con il popolo H-D. Si potrebbe dire “condivisione”, e con quello standardizzare la narrazione sui temi in voga, è che in realtà siamo ancora più vicini, non fosse per quella transenna che comunque definisce una linea di confine. Di qua e di là, tuttavia, non c’è una terra di nessuno, e dove non passano le gambe si inoltrano la voce, il gesto, il saluto e l’incitamento. Allora diremmo meglio: c’è il contatto. Che è quello che, oltre l’”aspetto, la sensazione, il suono”, caratterizza lo spirito della Serie delle Road Glide da corsa.

Dopo il Circuit Of The Americas, e dopo il Mugello, la H-D Bagger World Cup approda sulla pista di Assen, autentico eremo-tempio della velocità, icona di un mondo a parte. È l’ottava del Mondiale MotoGP, la terza della H-D BWC. Dopo il Gran Premio d’Italia hanno vinto McDonald, Gutierrez, due volte, Iannone, domenica al debutto nella Serie sul circuito toscano. Archie McDonald, ventenne da pochi giorni e già nella Sport Australia Hall Of Fame, guida la classifica della Coppa del Mondo H-D. La campagna d’Olanda, tuttavia, inizia male per il Pilota Joe Rascal Team, una spettacolare e inquietante caduta durante per prime libere lo tengono lontano dalle FP2, ma non dalle Gare. Acciaccato, Archie delega a un’indomabile carattere il compito di essere della partita.

È un mondo strano e una famiglia, resistente nel tempo e allo scorrere a volte stravolgente delle generazioni. Forse anche per questo l’”Harleista” ha cura della propria barba e non da peso ai capelli, in altri ambiti più simbolo di appartenenza. La barba, infatti, come una passione, dura tutta la vita, i capelli si perdono per strada, strada facendo sulla strada della vita. È famiglia e sostanza, anche di semplicità e concretezza. Sulla griglia di partenza è immediatamente evidente. Granado, Gutierrez, Iannone, nell’ordine in prima fila, Archie non è riuscito a riprendere il totale controllo e non va oltre la quinta posizione.

Famiglia in griglia. Poi saranno tutti sui carboni ardenti. Intanto, però, è relazione umana stretta. L’”ombrellina” di Archie McDonald è la mamma, Miranda Roberts. Andrea Iannone, cui non sembra affatto pesare il secondo posto sulla linea, si distrae provando un personal ombrellino-cappellino-parasole. Il più “assente” è il super concentrato Granado. Un precisino, il brasiliano. Eric Granado Santos ha dieci anni più di Archie, quattro titoli Superbike brasiliano, esperienza Moto2 e Moto3, podi MotoE. Non ha mai vinto una corsa Bagger pur contando già il record dei piazzamenti.

Gara 1. Granado stacca le mani dal manubrio durante il giro di WarmUp, triplo segno della croce, anche per la Moto, toglie un tearoff e si contrae leggermente in un’attitudine di massima concentrazione. Non basta, parte male, nel tuono della partenza delle Harley-Davidson la Road Glide #51 si impenna, troppo, Iannone controlla meglio e quando scende sulle due ruote infila la prima staccata ed è secondo alle spalle di un scatenato McDonald. Iannone è un combattente, lo si capisce, in agguato. Rilassato fino alla partenza, poi un animale (con un talento enorme). Per quattro giri l’italiano è al comando, non sembra possibile una reazione efficace da parte degli avversari. Poi succede qualcosa…

Un trafilaggio d’olio, lo stivale “lubrificato”, la preoccupazione che la situazione precipiti, Iannone si placa e punta alla conservazione del podio. MacDonald ha recuperato tutto e passa all’attacco. Nel crescendo del “recupero” psico-fisico, tuttavia, l’australiano esagera e rischia il lungo. È il momento cruciale: Eric Granado vede rosso (o verde?), e dopo aver scavalcato Jordi Torres, il funambolico spagnolo al debutto nella Serie, percepisce un varco e si infila. I restanti 5 giri al comando ed ecco la prima vittoria del brasiliano. Fuori dall’occhio di bue Oscar Gutierrez, a sua volta, ha passato Torres, McDonald e Iannone. Oltre la bandiera a scacchi è secondo.

Adrenalina che spinge sulla valvola, Granado si ferma lungo il giro dei saluti al pubblico, si fa sostenere la Road Glide vincitrice e “pompa” un po’ flessioni sul prato. Un po’ naif, ma espressivo. Poi il podio, Granado, Gutierrez, Iannone. Potevate dirlo subito: è lo stesso verdetto delle seconde libere del venerdì! :-) Filippo Rovelli, ParkinGO Team, che continua a registrare le velocità di punta più elevate, non è fortunato, resta “intruppato” e non va oltre il settimo, Dimas Ekki Pratama, l’indonesiano di Niti Racing protagonista di un’altra caduta durante i preliminari, non si è ripreso così bene come McDonald, e resta nelle retrovie. Ma non molla.

Gara 2. Tribune e prati sono rimasti affollati. Non solo la Tribuna del H-D Village. I 200.000 non sono “sequestrati”, è che le emozioni della MotoGP non sono bastate a “sfamare” gli appassionati. O forse c’era l’attesa che si immagina, uscita allo scoperto tra gli appassionati per le “Harley-Davidson da corsa” e diventata contagiosa. Nuovo allineamento, di nuovo il “temporale” sonoro che sale dal fondo del rettilineo di partenza del Gran Premio d’Olanda. Non ci sono abbassatori, controlli e supporto elettronico, le Harley da 280 chili, 200 cavalli e oltre 300 chilometri all’ora si guidano con il polso, la sensibilità, l’istinto. Questa volta la questione si risolve definitivamente con la partenza.

Partenza perfetta. Il livello è salito. Le ruote anteriori sembrano librarsi sul furore dei cavalli scatenati, Gutierrez impeccabile, affilato, micidiale. Gutierrez, Iannone, Torres. Le posizioni sembrano stabilite per sempre, bisogna aspettare il terzo giro per un cambiamento. Ancora una volta Granado. Il brasiliano, partito “nella media”, scavalca McDonald, poi Torres, e sale sul podio virtuale. Che poi sarà quello definitivo: Gutierrez, al terzo successo, Iannone, Granado, che riparte dall’Olanda da leader della Serie, 111 punti contro i 109 di Gutierrez e i 97 di McDonald. Adrenalina ancora a fiumi, questa volta a fare le “flessioni” sul podio di Assen è Jason Kehl, il direttore tecnico della Serie, il padre della Road Glide Race Specs.

Lo spagnolo è stato imprendile, ha sorpreso tutti con una partenza al di sopra della reazione e se n’è andato. Inutile andare a inseguirlo. Iannone, che comunque c’ha provato un paio di volte, è il primo a complimentarsi con Gutierrez, non soltanto perché è doppietta Niti Racing, c’è trasporto emotivo.

Dopo USA, Italia e Olanda, la Serie si sposta ora nel Regno Unito. Il prossimo appuntamento della stagione FIM Harley-Davidson Bagger World Cup farà tappa al Circuito di Silverstone in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna della MotoGP™, in programma dal 7 al 9 agosto.

© Immagini Harley-Davidson, H-D Bagger World Cup

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