Allarme monopattini: esplodono gli infortuni nei mesi caldi, giovani nel mirino e caschi assenti

Allarme monopattini: esplodono gli infortuni nei mesi caldi, giovani nel mirino e caschi assenti
I monopattini elettrici hanno ormai rivoluzionato la mobilità urbana, ma la loro capillare diffusione ha un costo sempre più alto in termini di sicurezza stradale. A lanciare l'allarme è un nuovo studio condotto dagli Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri d'Italia (Otodi) e pubblicato sul Journal of Orthopaedic Reports
14 aprile 2026

La ricerca, che analizza in modo sistematico gli infortuni avvenuti nel centro storico di Roma nell'arco di sei anni, dal 2018 al 2024, mette in guardia sul pesante impatto che questi incidenti stanno avendo sui Pronto Soccorso cittadini.
Esaminando i dati di 441 pazienti, emerge un identikit molto preciso di chi finisce in ospedale: ad avere la peggio sono soprattutto i giovani uomini. Il 71% degli infortunati è infatti di sesso maschile e il 70% si colloca nella fascia di età compresa tra i 15 e i 35 anni, con un'età media che si aggira attorno ai 30. L'emergenza, inoltre, mostra una forte componente stagionale. Il 63% dei traumi si concentra tra giugno e settembre, registrando un picco assoluto proprio nel mese di settembre, mentre il venerdì risulta essere in assoluto il giorno della settimana più critico.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la maggior parte di questi incidenti non coinvolge automobili o altri mezzi. I dati rivelano che ben il 78% dei traumi è frutto di una cosiddetta caduta singola. A causare queste rovinose perdite di equilibrio sono principalmente due fattori, da un lato le insidie del manto stradale, tra pavimentazioni irregolari, buche e superfici scivolose; dall'altro la grave distrazione alla guida, molto spesso dovuta all'uso improprio dello smartphone o all'osservazione del navigatore mentre si è in marcia.

Il dato forse più allarmante emerso dalla ricerca riguarda però la quasi totale assenza di prevenzione. Sull'intero campione di 441 pazienti analizzati, appena 36 utenti, ovvero meno dell'8%, indossavano il casco protettivo al momento dell'impatto. Questa grave leggerezza espone chi guida a rischi altissimi, traducendosi in lesioni frequenti come traumi al volto, lussazioni e fratture spesso complesse. A commento dei dati, gli autori dello studio, Marco Mugnaini (Presidente Otodi) e Andrea Fidanza (Presidente degli ortopedici under-40), hanno espresso forte preoccupazione: il numero in costante crescita di infortuni che richiedono veri e propri interventi chirurgici non rappresenta solo un rischio per la salute dei singoli, ma sta iniziando ad avere ricadute pesanti e costi sempre più onerosi per l'intero Servizio Sanitario Nazionale.

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