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L’obiettivo è chiaro: insegnare ai ragazzi che guidare un monopattino non significa semplicemente salire e partire, ma comporta responsabilità precise, regole da rispettare e attenzione verso gli altri utenti della strada. In aula, le lezioni teoriche affronteranno argomenti come il codice della strada, la segnaletica, le priorità agli incroci e i comportamenti corretti in presenza di pedoni, ciclisti e automobili.
Accanto alla teoria, un ruolo centrale è affidato alla pratica. Grazie all’utilizzo di simulatori di guida, gli studenti possono sperimentare situazioni reali in un ambiente sicuro: attraversamenti improvvisi, ostacoli, condizioni di scarsa visibilità o traffico intenso. Il simulatore riproduce fedelmente la dinamica della guida su monopattino, permettendo di comprendere i rischi senza esporsi a pericoli concreti.
Docenti ed esperti di sicurezza sottolineano come questo approccio sia particolarmente efficace per i più giovani, abituati a un apprendimento interattivo e tecnologico. “La prevenzione funziona quando è concreta”, spiegano, “e quando permette di sbagliare senza conseguenze”. Gli errori commessi durante la simulazione diventano così occasioni di confronto e crescita.
Il progetto si inserisce in una visione più ampia di educazione civica e sostenibilità. Il monopattino, infatti, è anche simbolo di una mobilità più ecologica, ma perché possa rappresentare una vera alternativa all’auto privata deve essere utilizzato correttamente. Casco, rispetto dei limiti di velocità e attenzione agli spazi condivisi sono elementi fondamentali per ridurre incidenti e conflitti sulle strade urbane.
I primi riscontri da parte degli studenti sono positivi. Molti ammettono di aver sottovalutato i rischi legati all’uso quotidiano del monopattino e di aver scoperto regole che ignoravano. Un segnale incoraggiante per un’iniziativa che punta a formare cittadini più consapevoli, prima ancora che guidatori più esperti.