Nel 2025 abbiamo speso quasi 10 miliardi di euro in pedaggi autostradali. Quanti ne spenderemo nel 2026?

Nel 2025 abbiamo speso quasi 10 miliardi di euro in pedaggi autostradali. Quanti ne spenderemo nel 2026?
Una cifra enorme, ma che nasconde una crescita più lenta del previsto. Il problema è che nel 2026 le tariffe sono già cambiate e no, non in meglio
21 aprile 2026

Il dato emerge dalla ricerca "Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali", realizzata dagli Osservatori Innovative Payments e Travel Innovation del Politecnico di Milano con UnipolMove come main partner: nel 2025 i pedaggi autostradali in Italia hanno raggiunto quota 9,9 miliardi di euro.

Nonostante la cifra impressionante, la crescita rispetto agli anni precedenti è stata più contenuta. Il rimbalzo post-pandemia, che aveva fatto segnare incrementi record nel 2022-2023, sembra esaurito. Il traffico autostradale continua ad aumentare, ma a ritmo lento e regolare.

Il telepedaggio ha vinto: 88% degli incassi

Sul fronte dei metodi di pagamento, nel 2025 i sistemi di telepedaggio coprono l'88% del totale degli incassi autostradali: automobilisti e motociclisti hanno adottato in massa soluzioni come Telepass e UnipolMove, abbandonando progressivamente il contante ai caselli. Una scelta dettata dalla praticità, ma che rende anche molto più facile tracciare (e quindi aumentare) quanto ogni utente spende sulla rete.

La digitalizzazione dei pagamenti investe tutta la mobilità urbana: i pagamenti digitali sulle strisce blu sono passati dall'8% del 2019 al 41% del 2025, mentre i taxi vedono la quota elettronica salire dal 15% al 39%.

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Micromobilità: bike sharing sì, monopattini in frenata

Lo studio fotografa anche la mobilità alternativa nelle città. Il bike sharing si consolida come alternativa concreta per gli spostamenti brevi. Al contrario, i monopattini elettrici rallentano: le nuove normative e una regolamentazione più stringente hanno fermato un fenomeno che fino a pochi anni fa sembrava inarrestabile. In difficoltà anche il car sharing, alle prese con flotte ridotte e modelli di business ancora in fase di revisione.

E nel 2026? Il conto potrebbe salire ancora

Nel 2026 sono già entrati in vigore nuovi adeguamenti tariffari su diverse tratte autostradali italiane, con rincari che variano sensibilmente da concessionaria a concessionaria. Il meccanismo, almeno in teoria, lega gli aumenti agli investimenti effettivi sulla rete infrastrutturale: più cantieri aperti, più la tariffa può crescere. In pratica, gli utenti si trovano spesso a pagare di più su tratte dove i lavori si vedono poco o niente facendo lievitare non solo le spese ma anche il malumore. Con un traffico in lieve crescita e tariffe in rialzo su molte arterie principali, è ragionevole attendersi che nel 2026 la soglia dei 10 miliardi possa venire superata. Certo dipenderà anche da quanto gli italiani sceglieranno, o saranno costretti, a usare l'autostrada.