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Undici anni dopo il Dieselgate, il settore dei motori stavolta a due ruote si trova sotto i riflettori di una simile indagine giornalistica di dimensione europea. Si chiama #Unrestricted e porta le firme di dieci testate internazionali - tra cui L'Espresso, Le Monde, El País, Der Spiegel, la televisione tedesca ZDF e quella austriaca ORF - coordinate dall'organizzazione no profit Climate Whistleblowers, nata per tutelare chi segnala irregolarità ambientali. L'inchiesta completa sarà in edicola il 29 maggio sul settimanale L'Espresso.
Il punto di partenza è la denuncia di un professionista del settore motociclistico con oltre vent'anni di esperienza, che ha segnalato pratiche potenzialmente in violazione delle normative europee su emissioni e rumorosità. Sei mesi di lavoro investigativo, con giornalisti sotto copertura e visite a concessionari in Italia, Francia, Belgio, Austria, Germania e Regno Unito, hanno trasformato quella segnalazione in un'inchiesta transnazionale.
Al centro dell'accusa ci sono i modelli enduro di KTM - in particolare le serie EXC e EXC-F - insieme ad alcuni modelli delle controllate GasGas e Husqvarna. Secondo quanto emerge dall'indagine, queste moto vengono prodotte e certificate in una configurazione limitata, idonea a ottenere l'omologazione stradale europea, ma vengono poi "sbloccate" dai concessionari per restituire le prestazioni da competizione ma con effetti diretti su emissioni inquinanti, scarichi e rumore pur continuando a circolare, in alcuni casi, con i documenti della versione omologata.
Un rivenditore di moto KTM avrebbe candidamente confermato ai giornalisti del consorzio: "Tutte le nostre motociclette sono limitate di serie, ma dobbiamo sbloccarle affinché il motore funzioni. KTM le fornisce con un sistema di scarico diverso, quindi modifichiamo automaticamente l'intera configurazione. La modalità limitata serve solo per superare i test e rispettare le normative europee sulle emissioni" (fonte: L'Espresso).
In Germania, ZDF ha documentato con riprese in incognito l'acquisto di una KTM enduro sbloccata, commercializzata con targa e documenti riferiti però alla versione limitata. Anche ORF, in Austria, parla di "Alibi-Straßenzulassung", una sorta di omologazione stradale di facciata: un venditore avrebbe spiegato che, sulla carta, si compra una moto depotenziata, ma nella pratica il concessionario propone l'intervento per riportarla alla piena potenza (fonte: ORF, maggio 2025).
Sempre secondo ORF, da circa 15 cavalli si arriverebbe a circa 50 cavalli. In Austria, nel 2025, risultavano immatricolate circa 11.000 enduro KTM, GasGas e Husqvarna.
Il gruppo austriaco ha risposto con uno statement netto, respingendo le accuse. La posizione ufficiale di KTM AG è che tutti i modelli enduro escono dalla fabbrica in configurazione omologata per uso stradale e che la conversione per l'uso in competizione viene effettuata successivamente dai concessionari autorizzati, su esplicita richiesta del cliente, con comunicazione formale che il veicolo perde l'omologazione stradale una volta trasformato.
La casa sostiene inoltre che la doppia destinazione d'uso - strada e fuoristrada - è intrinseca alla categoria enduro e non rappresenta una pratica esclusiva di KTM né un vantaggio sleale rispetto alla concorrenza: affinché le moto enduro possano partecipare a competizioni FIM ufficiali, devono essere consegnate in configurazione omologata. Sul piano quantitativo, KTM ridimensiona l'impatto ambientale: i modelli enduro rappresentano circa il 3% delle vendite globali del gruppo, e secondo l'Agenzia Federale Ambientale tedesca le moto nel complesso contribuiscono per circa lo 0,3% delle emissioni totali di CO₂ in Germania (fonte: dichiarazione ufficiale KTM AG, maggio 2025).
È necessario fare un distinguo, pena l'incomprensione dell'intera vicenda. Il Dieselgate, scoppiato nel 2015, riguardava software installati in fabbrica che riconoscevano le condizioni dei test omologativi e abbassavano artificialmente le emissioni, per poi tornare alla modalità normale su strada. La frode era codificata nel prodotto e applicata in modo sistematico e invisibile. Si stava inoltre parlando di un fenomeno che riguardava migliaia e migliaia di auto in giro per il mondo.
Nel caso #Unrestricted, il meccanismo descritto è diverso: la moto esce dalla fabbrica nella versione limitata e omologata; è il passaggio in concessionaria e la successiva consegna al cliente a essere il nodo critico. Il dubbio sollevato dall'inchiesta è che queste motociclette vengano limitate al solo fine di ottenere l'omologazione, per poi essere modificate una volta superati i test e vendute in una versione ottimizzata che non sarebbe omologabile (fonte: L'Espresso).
Se le accuse fossero pienamente confermate, il problema non starebbe nella progettazione del motore, ma in una prassi distribuita nella rete commerciale potenzialmente più difficile da tracciare e sanzionare rispetto a un software di fabbrica.
Chi lavora nel settore delle moto da enduro sa che la doppia vita di questi veicoli non è una novità. Le EXC di KTM, come le equivalenti di altri produttori, nascono come moto da competizione che ottengono l'omologazione stradale grazie a una serie di componenti specifici: fari, specchi, cavalletto laterale, scarico con silenziatore conforme. Una volta in mano al cliente, il percorso verso la configurazione da gara è spesso breve.
La questione sollevata da #Unrestricted non riguarda quindi l'esistenza di questa pratica in sé, ma il fatto che la transizione avvenga in modo opaco, con moto che in alcuni casi circolerebbero su strada in configurazione non omologata, e che la rete commerciale sia parte attiva e consapevole del processo.
Moto.it seguirà l'evoluzione dell'inchiesta raccogliendo le posizioni degli altri marchi coinvolti e analizzando le eventuali risposte delle autorità europee di omologazione. Vi terremo perciò aggiornati sugli sviluppi.