Dal Forum di Moto.it

“E' meglio il cardano, la catena o la cinghia?” Discussione della settimana

- La discussione lanciata da “Train/Train” sul forum di Moto.it mette a confronto vantaggi e svantaggi dei tre sistemi di trasmissione finale, chiedendo un parere a chi li ha provati entrambi. Risponde l'esperto della redazione, in attesa dei vostri contributi
“E' meglio il cardano, la catena o la cinghia?” Discussione della settimana

A questo link trovate la discussione, dite la vostra!

 

“Catena, cardano o cinghia? Vorrei sapere la vostra opionione su questi tre diversi tipi di trasmissione”. E' questa la discussione aperta sul Forum di Moto.it da “Train/Train” che chiede pareri a chi ha avuto modo di provare le diverse soluzioni per conoscerne pregi e difetti raccolti nell'uso pratico dai motociclisti.

Come ormai sapete, ogni settimana sottoponiamo alla vostra attenzione le discussioni più interessanti e utili provenienti dal nostro forum, ed evidenziate dal moderatore Marco Marin.
L'approfondimento iniziale al tema, con le considerazioni tecniche lo propone stavolta il nostro esperto Massimo Clarke, poi la palla passa a voi!

“Nel campo delle trasmissioni finali per moto i costruttori hanno tre possibilità di scelta: catena, albero o cinghia dentata. Ognuna di queste soluzioni ha i suoi pro e i suoi contro.

La finale a catena abbina leggerezza a eccellente affidabilità e alla possibilità di cambiare il rapporto in maniera semplice e rapida. Inoltre, l’ingombro in relazione alla potenza da trasmettere è contenuto. Una volta le catene richiedevano una manutenzione assidua: occorreva controllare la tensione e regolarla assai di frequente ed era vitale lubrificarla assai spesso. La durata era relativamente modesta. Poi sono apparse le catene con O-ring e la vita utile è aumentata enormemente. I controlli della tensione sono rimasti ma le regolazioni sono diventate assai meno frequenti. Sono rimaste anche le esigenze di lubrificazione, che però risultano assai meno impegnative.

Una trasmissione ad albero elimina quasi del tutto le esigenze di manutenzione periodica. In genere basta controllare il livello dell’olio nella scatola della coppia conica (e talvolta anche nel braccio oscillante) e magari provvedere alla sua sostituzione, ma si tratta di operazioni che vanno effettuate a intervalli di svariate migliaia di chilometri. La pulizia è assoluta e i componenti lavorano sempre in condizioni di lubrificazione ottimali; l’usura è pressoché inesistente. Albero, giunti e coppia conica durano più del motore.
Le trasmissioni di questo tipo sono nettamente più pesanti e più costose di quelle a catena. Per lungo tempo si è parlato di una loro eccessiva rigidità, svantaggiosa ai fini del comportamento della moto e della piacevolezza di guida. Da svariati anni a questa parte, grazie all’impiego di efficienti parastrappi tutto questo è stato superato, come dimostrano decine di migliaia di utenti pienamente soddisfatti delle loro moto con finale ad albero. Ottimali quando l’asse dell’albero a gomiti è longitudinale (vedi Guzzi e bicilindriche boxer BMW). Eccellenti per le maxienduro e per le GT. Non per le supersportive e per le piccole cilindrate.

Le cinghie dentate sono leggere e hanno un costo ridotto. Interessanti e “pulite”, hanno esigenze di manutenzione decisamente ridotte. Non richiedono lubrificazione e in genere la loro tensione non varia in misura sensibile per tutta la loro vita utile. Non hanno le articolazioni, cioè i punti che, essendo soggetti a usura, determinano l’allungamento delle catene. Rispetto a queste ultime sono più larghe, a parità di potenza da trasmettere. Tutto sommato, le finali a cinghia non sembrano molto adatte a moto di altissime prestazioni, con grandi potenze in gioco e destinate ad essere impiegate in maniera molto sportiva.

Se si esaminano le varie tipologie di moto, appaiono evidenti i campi di impiego ottimali dei diverse tipi di trasmissione finale. Per le supersportive, le moto da corsa (GP, superbike…), quelle da cross e le enduro competizione non ci sono alternative alla catena.
Per le maxienduro e le supertourer, eccellente la scelta della finale ad albero. Non sono poche però quelle che impiegano la catena…
Per quanto riguarda la cinghia dentata, tutto sommato per il momento sembrano abbastanza di nicchia. Insomma, una interessante alternativa alla catena, per moto di un certo tipo.
O qualcuno la pensa diversamente?”

Nota: poiché la discussione è nata sul Forum di Moto.it vi invitiamo a postare lì i vostri commenti servendovi del link qui sotto
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  • FRAGAM, Roma (RM)

    Cari amici, cinghia tutta la vita.
    Estimatore delle BMW F800 "stradali", ho posseduto F800 ST, 67.000 Km, un cambio cinghia effettuato come da prescrizione a 40.000 Km (il pezzo è collaudato per il doppio dei chilometri), attualmente possessore di una F800S "kittata sportivetta" e una F800GT.
    Se ci pensate, con 67.000 Km di percorrenza, si sarebbero dovuti cambiare, come minimo, due gruppi di trasmissione completi (pignone-corona-catena) sempre che se ne fosse fatta accurata manutenzione.
    Quindi, per me, la cinghia è un plus. Risposta all'acceleratore, leggerezza, pulizia, manutenzione, economicità, sono caratteristiche che tutte insieme non sono presenti negli altri due tipi di trasmissione. Senza entrare negli aspetti strettamente tecnici di ognuna di queste soluzioni, su strada è la più vantaggiosa. Non ne comprendo la scarsa applicazione da parte delle case, o meglio, si comprende benissimo, per noi utenti è esageratamente conveniente.
  • Refosco, Villasanta (MB)

    valide entrambetre
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