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Darwin, Australia, 19 Settembre. È l’ultimo week end del Mondiale 2026. Siamo esaltati e un po’ tristi nello stesso tempo. È stata ed è una stagione travolgente, un thriller che ha cambiato la sceneggiatura strada facendo facendosi ancor più avvincente, ha proposto e stravolto, suggerito e “mentito”. E per questo non è una sensazione di completa felicità vederla chiudersi, quasi all’improvviso e senza un’adeguata preparazione :-). Tuttavia è tutto bellissimo, come è bella l’Australia che ospita l’ultimo Gran Premio dell’anno.
La serie spaziale di Jeffrey Herlings durava da venti manche, 20 Qualifying Race e Gare riunite in un record non solo stagionale che ha scandito il ritmo della “deviazione” del Mondiale, riscrivendone la sceneggiatura e attribuendo all’olandese una parte da protagonista principale assoluto, solitario, al centro dell’arena. E infatti Jeff il sesto Titolo l’ha conquistato con una gara di anticipo in Turchia. Nel sabato di Darwin l’ironia della sorte vuole che sia proprio Tom Vialle, il compagno di squadra Honda HRC che interrompe la serie di The Bullet, ma in qualche modo c’è pace. Per Jeffrey la fine di quel poco di stress accessorio e la libertà di godersi finalmente il bilancio, per Tom, che ha guidato la manche dal primo all’ultimo giro, tre punti in più rispetto a Andrea Adamo che portano acqua al mulino della corsa al miglior rookie della stagione. Per la cronaca Febvre è secondo, Herlings terzo e Adamo, appunto, quarto. Ivo Monticelli “turista” down under undicesimo su un esercito ridotto di appena 16 partenti.
La scena MX2 resta aperta e vibrante. Si restringe la prospettiva delle chance a disposizione, la Turchia, infatti, ha decretato che in ogni caso il Campione del Mondo sarà alla guida di una Triumph, che così arriva in vetta alla terza stagione di “vita”. La Qualifying Race australiana ultima dell’anno l’ha vinta Camden McLellan, davanti a Janis Reisulis, Yamaha, e Liam Everts, Husqvarna. Reisulis è stato anche al comando per metà dei 13 giri, Everts costantemente terzo. Sono due indizi interessanti, il lettone si propone sulla griglia di una categoria particolarmente agguerrita, il belga si conferma “buon sangue” dopo un inizio di stagiona piuttosto opaco. Farres si è accontentato: è partito quinto e ha scalato appena una posizione. Pomeriggio d’attesa, al sicuro dai pericoli di altre belve della “specie”, a Darwin si può giocare sulle parole e dire che allo spagnolo interessi assai di più l’”evoluzione” del week end. Mc Lellan ce la potrebbe ancora fare, ma sarebbe un dramma e anche un controsenso. Ferruccio Zanchi decimo con la Ducati, Brando Polato ultimo dei quindici con la GasGas.
Pronti per il gran finale!
© Immagini. MXGP, Infront, Honda HRC, KTM, Ducati, Yamaha, Triumph Media