Salone di Milano 2018

Triumph Scrambler 1200 XC e XE: foto, dati e video

- La Triumph Scrambler diventa grande. Due versioni, una (XC) più versatile, una (XE) più estrema in off-road. Arriveranno a inizio 2019

C’è poco da fare o da dire: se le scrambler come le conosciamo sono nate – e arrivate fino a noi – gran parte del merito è da ascrivere a Triumph. Sono state le prime Bonneville, dalle T-120C e TT, fino alla TR-6C – si, quella di Steve McQueen e Bud Ekins in La grande fuga – a definire i canoni del genere. Moto di serie preparate per correre sulle piste sterrate o sabbiose di California e dintorni, quando ancora le Enduro vere e proprie non esistevano, che hanno creato tutto un genere.

Un genere recuperato da Triumph stessa, che con la Scrambler del 2006, basata sulla classica Bonneville, ha riportato alla luce e in auge un segmento dimenticato. La famiglia delle “piccole” 900 ha già recuperato il modello da ormai due anni, rinnovandolo per il 2019 con novità di natura tecnica. Mancava ancora una versione 1200, anche se largamente annunciata con un teaser che ne ha anticipato la presentazione. Signore e signori, ecco la nuova Triumph Scrambler 1200. O meglio ecco LE nuove Triumph Scrambler 1200.

Due versioni

Come ormai tradizione per Triumph, infatti, la Scrambler 1200 viene proposta in due versioni, che condividono natura di modern classice gran parte della base tecnica ma si differenziano in alcuni importanti particolari. Una più versatile e tradizionale, denominata Scrambler 1200XC, e una più votata al fuoristrada, la Scrambler 1200XE.

Entrambe, dicevamo, condividono la base tecnica a cominciare dal propulsore bicilindrico High Power da 1200cc con fasatura manovellismo a 270° portato al debutto dalla T120. In questa versione, nonostante l’ottimizzazione per l’uso in fuoristrada che avrebbe lasciato immaginare un sacrificio di potenza in favore dell’erogazione ai bassi e medi, eroga ben 90 cavalli a 7.400 giri contro gli 80 delle versioni attuali, e vanta 110Nm di coppia massima. L’alimentazione è gestita naturalmente da un sistema Ride by Wire, lo scarico è affidato ad un (bellissimo) impianto a doppio terminale con silenziatori alti. Ottimi gli intervalli di manutenzione, con 16.000km fra gli interventi.

La dotazione

Qui i due allestimenti iniziano a differenziarsi, con la XE che viene dotata di piattaforma inerziale per poter offrire qualcosa di più in fuoristrada ma, come vedremo, anche nella guida stradale. Ma andiamo con ordine.

La Scrambler 1200 è dotata di strumentazione TFT, con layout personalizzabile e integrazione, via dongle Bluetooth optional, sia con smartphone attraverso l’app Triumph (che consente la navigazione turn-by-turn attraverso funzionalità sviluppate in collaborazione con Google) sia con action cam GoPro.

Tornando alle funzionalità legate alla guida, le due versioni hanno in comune cinque riding mode (Road, Rain, Off-Road, Sport e Rider, personalizzabile) con la XE che va oltre ed offre in più la Off-Road Pro, che disabilita ABS e Traction Control per l’uso in fuoristrada.

Sempre sulla XE, la presenza della piattaforma inerziale consente l’implementazione di ABS Cornering e di un Traction Control più raffinato, che tiene in considerazione l’angolo di piega della moto. Sulla versione XC il controllo di trazione è su cinque livelli, disinseribile sul riding mode Rider.

Entrambe le versioni hanno invece in comune il faro anteriore a LED con luce diurna, i comandi blocchetti retroilluminati, frizione assistita, cruise control, presa di ricarica USB e avviamento keyless. Le manopole riscaldate, di serie sulla XE, sono optional sulla XC.

La ciclistica

Il telaio è naturalmente tutto nuovo, sviluppato appositamente per la Scrambler 1200. Il comparto sospensioni vede una dotazione Öhlins al posteriore, con un doppio ammortizzatore completamente regolabile, mentre all’avantreno troviamo una forcella a steli rovesciati (da 45mm sulla XC, 47 sulla XE) Showa anch’essa completamente regolabile; l’escursione per la versione XC è di 200mm mentre per la XE si passa a ben 250. Il forcellone è un’unità bibraccio in alluminio, allungato sulla XE per favorire la guida in fuoristrada che comporta un interasse che passa dai 1.530 ai 1.570mm.

I freni sono Brembo, con un doppio disco anteriore da 320mm lavorato da pinze radiali M50 e un’unità singola al posteriore da 255mm; sulla XE troviamo il comando a manubrio con pompa MCS. I cerchi sono a raggi tangenziali per accogliere pneumatici Tubeless.

Colorazioni, accessori e disponibilità

La Scrambler 1200 XC viene proposta in Jet Black/Matt Black e Khaki Green/Brooklands Green; la Scrambler 1200 XE offre invece Fusion White/Brooklands Green oppure Cobalt Blue e Jet Black. Naturalmente sconfinata l’offerta di accessori, con un catalogo che conta oltre 80 proposte: parafanghi alti, barre paramotore in acciaio, griglie coprifaro, silenziatori, tabelle portanumero e via discorrendo.

Gli accessori sono naturalmente declinati in due Inspiration Kit, denominati Escape ed Extreme, che uniscono diverse combinazioni per rendere la Scrambler 1200 rispettivamente più turistica oppure fuoristradistica. Naturalmente presente una linea di abbigliamento dedicata.

La disponibilità è ancora da definire nel dettaglio, ma si parla di inizio 2019. I prezzi verranno comunicati al più presto.

  • aranciameccanica

    nel sito triumph nella categoria Modern Classics, ci sono i seguenti modelli: Bonneville Scrambler 1200, New Street Twin, Gamma Street Twin, Gamma Bonneville T100, Street Cup, New Street Scrambler, Street Scrambler, Bonneville T120, Bonneville bobber, Thruxton e Bonneville Speedmaster. stesso motore, serbatoio, telaio per tutte; cambiano i nomi, le marmitte e le selle. un moto di queste non mi interessa nemmeno provarla per curiosità.
  • maxghil, Chiari (BS)

    Finalmente una moto che sembra una moto e che in più sembra già customizzata con i migliori componenti del mercato: cosa volere di più? Ci hanno propinato moto inventate dal marketing e non da chi in moto ci va, ora arriva una moto che ci può fare godere sia quando la guidiamo sia quando ce la guardiamo...spero che altri costruttori facciano altrettanto! Viva il ferro, l'acciaio, l'alluminio.
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