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Al Ula, Arabia Saudita, 6 Gennaio 2026. Sì si può, ma non c’è una regola né nessuna garanzia. Si può arrivare da un altro mondo, ma non è mai scontato, il più delle volte fuori da ogni regola e da ogni schema immaginato. I primi a farlo sono stati… Cyril Neveu e Hubert Auriol, che venivano dal mondo normale, non erano tanto… normali e non ebbero alcun dubbio quando uno meno normale di tutti e due, Thierry Sabine, propose loro quella follia travestita da Avventura. Uno faceva il meccanico, l’altro il rappresentante, il “Piccolo” capì subito che bisognava organizzarsi in una squadra, l’”Africano” che ci volevano risorse organizzate e s’inventò lo sponsor della Dakar. Entrambi si “inserirono” facilmente nel nuovo ”ambiente” e vinsero, otto volte in due. Ma si potrebbe dire la stessa cosa, restando in ambito storico, per i mezzi, all’inizio la Moto e la Macchina più robusta in circolazione, XT Yamaha e XL Honda, Range Rover e Toyota. Dalle rispettive costole, e dalla pazzia Jean-Claude Morellet, alias Fenouil che si presentò in quel primissimo Team di fuoriclasse del futuro con una BMW bicilindrica da strada, furono create varie epoche di astronavi vincenti nei gran premi del Deserto.
Ma l’idea era parlare di uomini, e donne. E la serie delle “anomalie”, poiché serie non tanto anomalia, entra nel vivo. Più strettamente si riteneva che venire dal mondo… delle donne fosse un vicolo cieco. Jutta Kleinschmidt dimostrò che non era un’eresia. Vinse nel 2001, mandò in bestia tutti gli uomini e al calor rosso Masuoka e Schlesser, che l’avevano quotidianamente snobbata per poi essere i primi degli sconfitti. Non funziona se si è principi e principesse, i Casiraghi lo dovettero ammettere pur con i loro lussuosi camion pied-a-terre, ma se si è mezzi Principi, del Qatar, per esempio come Al Attiyah, e si è cresciuti giocando sulle dune, si può vincere cinque volte. Funziona se si è stati Campioni di sci, Luc “Lucho” Alphand ha zittito tutti vincendo nel 2006 davanti a De Villiers e Roma, così-così se si viene dalla Formula 1, Jacky Ickx e J-L Schlesser ci son riusciti, Alonso, Pescarolo, Laffite, Tambay, Jabouille, Katayama no. Meglio essersi fatti le ossa nel WRC, gli esempi più chiari sono Ari Vatanen e Carlo Sainz, quattro vittorie ciascuno, ma anche Miki Biasion e Sébastien Loeb, vicinissimo il primo e… in procinto il secondo. Un certo numero di navigatori sono passati dal mare al… sedile tattico della Dakar. I più non hanno avuto fortuna, il più abile è stato senza dubbio Philippe Monnet, recordman del giro del mondo a vela in solitario e vincitore di due Dakar, nel 1992 con Hubert e nel 1999 con Schlesser.
L’idea iniziale, tuttavia, era quella di una piccola analisi della possibilità di migrazione tra i pianeti vicini della Dakar delle Moto e quella delle Auto. Non ci hanno provato in molti, ma “alcuni” sono stati clamorosi. Marc Coma e Cyril Despres, per esempio, dominatori di dieci anni di Dakar, ci hanno provato senza troppa fortuna. Cyril soprattutto visto che Marc è apparso solo una volta come co-showman di Fernando Alonso. Anche Edi Orioli, 4 volte imbattibile in moto, uguale fortuna. Ma i dati “favorevoli” sono eloquenti, forti. Il primo Campione “transfuga è stato Hubert Auriol. Dopo aver vinto due volte in Moto con BMW (e non esserci riuscito per un soffio con Cagiva), Hubert ha vinto nal 1992 con una Mitsubishi. Poi, continuando nella sua evoluzione Dakariana, è stato un grande Direttore della Dakar per 10 anni. Nel 2004 Joan “Nani” Roma è stato il primo spagnolo a vincere con una Moto. Dieci anni dopo l’asso catalano vinceva con una Mini. Ma il caso più clamoroso, globale, l’abbiamo ancora sotto il naso: è quello di Stephane Peterhansel. Campione in bicicletta, Campione di Enduro, prima, “Peter” ha vinto sei volte con la Yamaha dell’epopea Jean-Claude Olivier, dal 1991 al 1998, e otto volte in auto, con Mitsubishi, Mini, Peugeot, dal 2004 al 2021”. Oggi, edizione 2026, gli occhi degi evoluzionisti sono puntato su Kevin Benavides, due volte Campione con Honda e KTM, che si avvicina per la prima volta con un SSV, e soprattutto su quel matto di Toby Price che, dopo aver vinto due volte con KTM, ci ha provato l’anno scorso con un altro Campione, Sam Sunderland, e oggi punta forte da ufficiale Toyota.
© Immagini. Milagro Gigi Soldano