Africa Eco Race 22. Dakar. TesoroBus è a Destinazione!

Piero Batini
  • di Piero Batini
MaremmaDakar: missione compiuta! Sganciato dal Rally, TesoroBus ha proseguito oltre il Gambia fino a Kabrousse, dove è stato consegnato, insieme al materiale che trasportava, ai bambini dell’orfanotrofio.
  • Piero Batini
  • di Piero Batini
9 novembre 2022

Kabrousse, Senegal, 5 Novembre. È un’esperienza di vita e un’azione esemplare. Un valore istruttivo. La seconda vita di TesoroBus comincia a Kabrousse, Senegal, tra i bambini del Villaggio Orfanotrofio delle suore del Sacro Cuore e della adiacente scuola elementare, in una rinascita che ha molto da raccontare, e ancor di più da insegnare. È stata un’operazione bellissima ma ben più complessa e difficile rispetto al progetto iniziale, addirittura messa in discussione da quegli ostacoli burocratici che non guardano in faccia nessuno e, a volte, abbattono le migliori intenzioni. Ma tant’è, la Squadra capitanata da Piero Picchi e Valdimiro Brezzi, ex Dakariani, ce l’ha fatta, cementando una fortissima attitudine di gruppo e superando, uno a uno, tutti gli ostacoli. A Dakar TesoroBus si è sganciato da Africa Eco Race, il grande Rally africano di Jean Louis Schlesser e del figlio Anthony che ha accolto a braccia aperte e sospinto il progetto di MaremmaDakar, fornendo un supporto basilare e un innegabile tunnel di salvacondotto da Monte Carlo a Dakar. La Missione TesoroBus ha, quindi, affrontato la sua fase forse più difficile, ossia quella del superamento delle frontiere del Gambia e, di nuovo, del Senegal, e delle barriere di formalità quasi inutili ma persistenti e sempre in agguato. La Squadra, tuttavia, era ben preparata, e non si è fatta sorprendere.

Così la sera del 2 Novembre il pullman TesoroBus ha raggiunto Kabrousse, regione di Casamance, Senegal. I bambini dormivano, probabilmente con difficoltà sovreccitati dall’imminenza dell’evento, così si è atteso la mattina successiva per dare il via alle operazioni di consegna. Varcate le soglie della sua ultima destinazione di viaggio TesoroBus è entrato nel cortile del villaggio-orfanotrofio delle suore del Sacro Cuore e si è consegnato, mittente, vettore e plico, ai suoi bambini. Due ali di folla applaudivano in delirio, una folla tutta sotto il metro e 30. Loro, i bambini, destinatari e obiettivo del progetto TesoroBus. Riavvolgendo il nastro dell’impresa si deve risalire il tempo di oltre un anno e mezzo, quando era tutto pronto e, improvvisamente, tutto non s’aveva da fare, tutto si stava arenando. La pandemia, il blocco delle frontiere africane, nuove trappole formali, un fronte che a un certo punto ha rischiato di vanificare gli sforzi del Gruppo o di farlo arrivare lungo, troppo lungo.

Per fortuna si tratta, ora, solo di episodi di una storia bellissima. Il 14 Novembre TesoroBus, dall’inizio della storia solidale al Charity Rally Rust2Dakar, è salpato da Grosseto con il suo Equipaggio di super maremmani (a bordo anche due clandestini, presto naturalizzati, uno genovese e l’altro di Cortina d’Ampezzo). Da lì sono stati oltre seimila chilometri di strade, piste, tracce appena visibili, attraverso Italia, Principato di Monaco e Francia, prima, e oltre i confini di Marocco, Mauritania e Senegal dopo la traversata del Mediterraneo. Seguire il percorso di Africa Eco Race non è stato facile, cosa che si poteva prevedere, ma da quel 14 Ottobre è apparso chiaro che nulla o nessuno sarebbe riuscito a fermare TesoroBus. Nemmeno le sabbie del Sahara, neanche i pantani a Sud della Mauritania o gli oued devastati dal maltempo in Senegal, e nemmeno le sirene del Lago Rosa, da sempre mèta del mito.

TesoroBus è il nome che viene da una novella di Chiara del Soldato, che apre e dà il titolo al suo libro per bambini. La novella e il progetto di MaremmaDakar hanno viaggiato, ignari, su due piste parallele, ma un giorno la storia e la missione si sono incontrati, scoprendosi perfettamente coincidenti e complementari. In entrambi i casi si trattava di dare una seconda vita a un autobus destinato alla rottamazione non dall’obsolescenza reale bensì dalla fretta delle nostre norme. Era una storia di fantasia trasposta in una meravigliosa realtà. Occasione meravigliosa. Per questo motivo fu ritenuto un onore e un riconoscimento doveroso dare al progetto e all’autobus quel nome, TesoroBus. Prima della partenza il pullman è stato stivato di ogni ben di dio, è quasi il caso di dirlo, destinato ai ragazzi della missione oltre mare. Pannelli solari (in comunione con l’Organizzazione di Africa Eco Race), apparecchi radio TV, computer e attrezzature da scuola e, naturalmente, da divertimento, strumenti musicali e giochi per i bambini, biciclette e palloni, generi alimentari, abbigliamento, banchi di scuola.

Addirittura, l’attrezzatura (proiettori e schermo) per trasformare il bus nel cinema paradiso all’aperto dei bambini senegalesi, da oggi un po’ meno sfortunati. Svuotato il pullman di Eta Beta si è potuto toccare con mano quanta generosità è arrivata dal pool di sponsor e amici del progetto, un numero importante di entità, associazioni, istituti scolastici, aziende e persone singole che hanno aderito con incondizionato entusiasmo all’iniziativa. Suor Ortensia, responsabile della struttura senegalese, ha accolto la Squadra e preso possesso dei regali, in una cerimonia ben poco formale che ha visto riuniti tutti gli attori del Progetto. Da Grosseto è arrivata anche l’immagine benedetta della Madonna regalo di Monsignor Franco Cencioni.

Senza perder tempo, l’équipe di MaremmaDakar si è occupata della formazione-lampo degli autisti cui andrà in carico TesoroBus, e poco dopo, caricato a bordo uno stuolo di ragazzini in delirio, l’autobus ha iniziato ufficialmente la sua seconda vita con il viaggio inaugurale sulle rotte cui è destinato. Insieme al bus sono arrivati in Senegal anche i principali pezzi di ricambio e gli accessori di cui il bus potrebbe aver bisogno per allungare ulteriormente la propria (seconda) vita. Molto dipenderà dall'attenzione che gli autoctoni sapranno dedicargli.

Piero Picchi, Valdimiro Brezzi, Roberto Ulmi, Fabrizio Giustini, Massimo Giliberto, Antonio Faralla, Piero Brezzi, Enrico Priami, Valerio Borrini, Luca Grechi, Massimo Casagrande, Luca Marretti. Questa è la sporca dozzina con il cuore d’oro, il Dream Team di MaremmaDakar. A parte Massimo Casagrande da Cortina e il Valerio Borrini dottore da Genova, i due oriundi, sono perlopiù amici di vecchia data, quasi d’infanzia, gente collaudata nel patto dell’amicizia che ha cementato nell’occasione qualcosa di più, e forse di inaspettato. Ognuno aveva una sua mansione, tutti si sono prodigati sconfinando nel territorio degli altri per un contributo globale gigantesco. Colpisce, in un mondo sempre più individualista (ed è un eufemismo) come siano riusciti a diventare un tutt’uno formidabile, al centro della vita di Africa Eco Race e del viaggio africano, con un travaso continuo di emozioni e cose imparate. L’esperienza africana non è nuova alla produzione di simili miracoli, ma in questo caso ha esagerato, il miracolo c’era già ed è diventato un esempio per tutti noi. A volte commossi, a volte commoventi, una forza interiore incredibile.

Voglia di altri TesoroBus. Per dare. Per imparare alla vita vera!

 © Immagini Africa Eco Race – Alessio Corradini - MaremmaDakar

Ultime da Dakar

Da Automoto.it

Caricamento commenti...