Dakar, prima speciale per Ruben Faria davanti a Despres. Gioco di squadra

Dakar, prima speciale per Ruben Faria davanti a Despres. Gioco di squadra
Favorito dall’ordine di partenza Faria, “portatore d’acque” di Despres, vince la prima tappa della Dakar 2011. Alle spalle del portoghese Despres e Marc Coma. Primo incidente per il francese Cyril Esquirol | P. Batini
2 gennaio 2010

 
Cyril Despres è riuscito inizialmente a distanziare gli avversari diretti, dai primi waypoints: mezzo minuto, poi uno, poi di nuovo poco più di trenta secondi, infine tre quarti di minuto imposto all’avversario “storico”, Marc Coma, all’arrivo di Cordoba. Un dato eloquente dell’efficienza già raggiunta dal complesso “uomo-moto”. Ma la conferma del buon lavoro svolto dal Team di Despres è venuta anche e soprattutto dalla magnifica speciale del suo portatore d’acqua, Ruben Faria. Risalito a metà speciale, e passato per primo al secondo controllo di passaggio (km 167), l’assistenza veloce di Despres si è infine imposta nella prima speciale della Dakar 2011.

Marc Coma, partito per primo ed obbligato quindi a navigare anche per gli avversari, è terzo al traguardo di Cordoba davanti al suo portatore d’acqua Juan Pedrero. Lo spagnolo rimanderà verosimilmente il “test dell’efficienza” a domani, quando le parti si invertiranno e sarano Faria e Despres ad aprire la pista. Il primo giorno della Dakar delle 450, nata come idea per “perturbare” il monopolio KTM, si conclude dunque con quattro moto austriache nei primi quattro posti.
Avvio prudente di Francisco Lopez
, settimo alle spalle anche del portoghese Conçalves e dell’americano Street.

Un piccolo thriller, non infrequente alla Dakar. Despres non è stato registrato al 5° waypoint della speciale. I casi teorici sono, in questo caso, due: o il francese non è passato abbastanza vicino al waypoint da essere “registrato”, e in questo caso scatta la penalizzazione, o la strumentazione, in quel frangente, non ha funzionato. Per fortuna si è trattato dell’ininfluente secondo caso.
 

La partenza della prima prova speciale, come da programma, alle 14:00. Ad aprire la pista è il numero 1 di Marc Coma, ma alle sue spalle il più lesto ad andare in “pressione” è il detentore della Dakar 2010, Cyril Despres. Nella tappa di apertura, pur senza particolari difficoltà come in questo caso, è difficile trovare il ritmo giusto, cioè quell’andatura “tarata” sulla necessità di sospingere in avanti la classifica minimizzando il rischio di errori. Ci sono piloti che “scattano” subito, altri che possono impiegare giorni prima di trovare la loro cadenza. Piccoli errori possono costare una Dakar in sofferenza, un “plus” deplorevole nella prospettiva di 14 giorni di tensione al limite. Basta una piccola caduta, come quella per esempio di Laurent Lazard nel primo trasferimento da Buenos Aires, e partire con escoriazioni a braccia e gambe, pantaloni e giacca strappati e qualche accidente, seppure di poco conto, alla moto, non è certo l’ideale. Così come non è ideale trovarsi fermi in mezzo alla speciale cercando di riparare la propria moto, come sta accadendo ad Alain Duclos.

Nei casi peggiori, l’inizio può essere anche… la fine. È il caso di Cyril Esquirol, 41 anni, che aveva partecipato l’ultima volta alla Dakar nel 1995: una caduta al km 23 della speciale è costata al francese la frattura di una gamba, ed il conseguente ritiro. Momenti drammatici anche per Marcos Patronelli, vincitore della Dakar 2010 dei quad, costretto da un problema elettrico al ritiro ancor prima di raggiungere l’inizio della speciale. L’organizzazione, già lo scorso anno “sensibile” alle problematiche dell’argentino, ha poi deciso di ritardare la chiusura delle partenze, e Marcos si è così potuto lanciare nella sua prima speciale.
 

Piero Batini

Foto: DPPI, Red Bull

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