CIV 2026. ESCLUSIVO. Come si passa da essere campioni del mondo a correre nel CIV? Lo spiega Lorenzo Dalla Porta: "CIV alto livello, voglio costruire una nuova carriera" [VIDEO]

CIV 2026. ESCLUSIVO. Come si passa da essere campioni del mondo a correre nel CIV? Lo spiega Lorenzo Dalla Porta: "CIV alto livello, voglio costruire una nuova carriera" [VIDEO]
Il pilota toscano classe 1997 ha vinto il titolo mondiale nella classe minore nel 2019, poi anni difficili in Moto2: ecco come ha mantenuto una grande motivazione: "Sono ancora un pilota professionista, anche grazie alle Fiamme Oro"
10 aprile 2026

Gerno di Lesmo (sede Yamaha) - Lorenzo Dalla Porta, campione del mondo Moto3 2019, ha troppo amore per le moto. Dopo anni difficili in Moto2 e una spalla che problematica, lo scorso anno è ripartito dal CIV, appunto perché la passione è la passione, non importa la categoria. Personamente è un approccio che amo.

Abbiamo incontrato Dalla Porta alla presentazione della stagione racing Yamaha qualche giorno fa, in Brianza. Dalla Porta quest'anno correrà nel campionato CIV Supersport, ed è uno dei favoriti.

Sei stato campione del mondo Moto3 2019, con tre vittorie nel finale di stagione che ti hanno portato vicino ai 300 punti. Ora da due anni corri nel CIV. Come ci si ridimensiona a un campionato italiano dopo aver vinto il mondiale?

"Beh, dopo il mondiale ci sono stati tre anni difficili in Moto2, tre anni e mezzo in realtà, e poi anche mezza stagione in Supersport. Le moto mi piacciono troppo e mi piace la meccanica, io voglio guidare le moto, quindi mi sono rimesso in gioco. So che un limite grande è stata la mia spalla, piano piano mi piacerebbe ricostruirmi una carriera importante. Il CIV ora è un campionato di alto livello, ci sono tanti piloti forti, però è un nuovo punto di partenza. Ho fatto un reset mentale: il mondiale sì, l'ho vinto, però è come quasi se non l'avessi vinto. Non ci penso e vorrei ricostruire una carriera"

Però qualche volta ci pensi, al titolo mondiale. C'è un momento in cui ti dici: oh, sono un campione del mondo?

"Non è che me lo dico io, però chi mi conosce e ha vissuto il mio mondiale da fan me lo ricorda sempre. È una cosa che fa sempre piacere. Quello è lì, non me lo tocca nessuno, è un titolo che nel 2019 ho conquistato e rimarrà per sempre. In me non ci penso veramente tantissimo, però me lo ricordano spesso e comunque me lo ricordo alla fine anch'io spesso"

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L'obiettivo è vincere il CIV?

"Beh, certo, assolutamente. È tre anni che vorrei vincerlo, tre anni che ho delle sfighe non indifferenti, più la mia spalla non aiuta. Quest'anno ci sarà la spalla dalla mia, Yamaha dalla mia, il team dalla mia. Penso che se tutto si allinea bene, poche sfighe, poche cadute, possiamo fare veramente un gran risultato e, perché no, centrare l'obiettivo"

Sei ancora un pilota professionista a tutti gli effetti o fai anche altro?

"Ho la fortuna di essere nelle Fiamme Oro, che ci aiutano tanto, anche a livello economico. Quindi sì, il mio lavoro principale è quello. Oltre questo, insieme alla mia ragazza - anzi, lei ha aperto una scuola di guida di moto — io partecipo integralmente facendo da istruttore. Stiamo creando questa realtà parallela alla mia carriera. È il primo anno che lo facciamo e vedremo come andrà"

Il mondiale lo segui ancora?

"La malattia delle moto mi è rimasta, non riesco a non seguirlo"

Chi sono per te i favoriti nelle tre categorie?

"In Moto3 tifo principalmente Pini, che è toscano anche lui, e corre nel team Leopard, che è il team dove ho vinto io. Però molto forti sono Quiles e Almansa. In Moto2 non mi sento di dire un favorito, però mi piacciono i piloti del team Aspar, Alonso e Holgado. In MotoGP sono un grandissimo estimatore di Márquez: dopo gli anni in cui si è fatto male è riuscito a tornare a livelli in cui io ancora non sono riuscito a tornare. Marquez per me è il pilota più forte della terra. Spero sia una lotta tra lui e Bezzecchi"