Caschi

NOS Helmets, una nuova avventura per BER Racing

- Dopo oltre trent'anni in veste di importatore, l'azienda modenese si lancia nella produzione in prima persona, sulla scorta di un'esperienza impareggiabile e sotto l'insegna del Made in Italy
NOS Helmets, una nuova avventura per BER Racing

Un giorno del remoto anno 1984 venne recapitato alla redazione milanese dell’ormai scomparsa rivista La Moto un pacco cubico dalle dimensioni inequivocabili. Si trattava infatti di un casco, di marca a quel tempo sconosciuta ai più in Italia: un bell'integrale bianco in fibra di vetro, con sottogola a doppio anello e abbastanza simile al classico Bell Star, ma ben più accurato nella nelle rifiniture, e con il marchio "Arai" sul frontale.

Era un casco giapponese, presumibilmente uno dei primi ad arrivare in Italia, ma ci era stato inviato da Modena, da un certo signor Maurizio Bombarda. Ed era destinato a Nico Cereghini, allora responsabile delle prove nella redazione milanese de La Moto, affiancato dal sottoscritto (Maurizio Tanca) e da Maurizio Gissi: esattamente gli stessi personaggi che oggi fanno parte dello staff di Moto.it. Naturalmente contattai subito Bombarda, per conoscerlo e capire i suoi piani futuri: e arrivato all’indirizzo indicatomi mi fermai davanti ad una villetta, scoprendo presto che era un ragazzo ben più giovane di me, anche lui appassionato follemente delle motociclette - in particolare quelle fuoristrada, dove - se ricordo bene - vinse anche qualche trofeo. E che la sua nuova attività di importatore Arai si svolgeva nel box della villetta di famiglia, riempito quasi totalmente di caschi che Maurizio e i suoi amici/collaboratori iniziavano a presentare ai negozi specializzati. 

Insomma, era nata la BER Racing, che crebbe molto rapidamente fino a diventare, nell'agosto 2016, BER Racing Europe, con tanto di Ducati GP7 (si, proprio quella iridata di Stoner!) acquistata nel 2010 e parcheggiata orgogliosamente nell'ufficio presidenziale acquistata .

Tornando al terzetto ex-La Moto, poche settimane fa abbiamo presenziato alla presentazione ufficiale (a Milano) di un nuovo marchio di caschi di notevole livello. Il marchio è NOS, e anch’esso ci è stato presentato da Maurizio Bombarda, questa volta però affiancato dai dinamicissimi figli Giacomo e Francesco e da buona parte dello staff che costituisce la BER Racing Europe, che ovviamente rimane importatrice dei caschi Arai. E che, puntando su un’esperienza trentennale in questo settore  anche a livello distributivo, ha avuto la coraggiosa idea di realizzare questa nuova linea di caschi che scorre su un binario parallelo a quello dei top class giapponesi, ma viene costruita seguendo i severissimi canoni costruttivi e omologativi tipici dei cugini con gli occhi a mandorla, quindi di alto livello, ma con alcune chicche interessanti a livello di comfort globale e, soprattutto, di prezzi al consumatore.

Il progetto NOS nasce in Italia fin nei suoi più piccoli particolari, ma la sua realizzazione coinvolge giocoforza l'estremo oriente: ma lo staff di Ber Racing non si è rivolto ai costruttori cinesi cercando i migliori prezzi possibili per realizzarlo, anzi, li hanno letteralmente strabiliati scegliendo i migliori materiali disponibili, e ottenendo così risultati decisamente brillanti a prezzi interessantissimi.

Tutto ciò senza scordarsi dell’eleganza e dei colori dei vari package - che al verde opaco scuro - NOS Green - abbina motivi diversi a seconda dei caschi che andranno a contenere - e ancor più degli espositori destinati ai rivenditori, facili da montare e smontare e che si sviluppano verticalmente per poter occupare il meno spazio possibile, pur contenendo 12 caschi ciascuno. E che dire degli elegantissimi marchi metallici in 3D, perfettamente integrati e ben raccordati con le calotte.

Interessante anche l’accordo con SENA, che fornisce i suoi interfoni, e qui viene il bello: le calotte dei caschi NOS incorporano i microfoni all’interno dei frontali (vedi il nuovo modulare NOS NS-8), evitando così contatti a volte fastidiosi con i braccetti che li portano alla bocca.

Dulcis in fundo, chi acquisterà un casco NOS potrà scegliere tra tre kit di calotta e guanciali interni, uscendo così dal negozio con un casco perfettamente su misura per la sua testa.

  • wolf.wood, Fossalto (CB)

    Prodotto italiano?! Da come è presentato anche dal sito, sembra più un prodotto nippoide che si esprime nell'innovativo idioma anglo-modenese.
    Se l'avessero chiamato "NOSC", almeno avrebbe avuto una connotazione certa, padano-modenese (SOLO per chi conosce il dialetto modenese, però).
  • christian.bergamo, Leffe (BG)

    Bello, prezzo interessante ma non è made in Italy vero?

    In bocca al lupo!
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