intervista

Nicolò Bulega: “Grazie al VR46 farò il CEV Moto3”

- Abbiamo intervistato uno dei giovani di maggior talento del nostro motociclismo. Pluri campione italiano PreGP, il quattordicenne Bulega è stato scelto per far parte del progetto VR46 e parteciperà al CEV Spagnolo Moto3 | C. Baldi
Nicolò Bulega: “Grazie al VR46 farò il CEV Moto3”


Ha compiuto quattordici anni da pochi mesi, ma come cita il suo sito internet, Nicolò Bulega ha imparato prima ad andare in moto e solo dopo a camminare. Figlio d’arte, il padre Davide è stato campione italiano Sport Production 125 e campione europeo 250 negli anni 90, Nicolò è cresciuto in mezzo alle moto ed alle competizioni e a otto anni ha preso parte al suo primo campionato minimoto. Negli anni seguenti il giovanissimo pilota di Montecchio Emilia ha iniziato a vincere e non ha più smesso, visto che negli ultimi tre anni si è aggiudicato il titolo di campione italiano ed europeo MiniGp nel 2011, il titolo di campione italiano PreGP125 nel 2012 e ad ottobre 2013 sul circuito del Mugello, si è laureato campione italiano Pre GP250. Un piccolo rullo compressore. La migliore risposta a chi pensa che in Italia il motociclismo giovanile sia in crisi.


Lo abbiamo incontrato più volte quest’anno nei circuiti italiani e ci ha sempre impressionato non solo in pista, dove è sempre velocissimo e guida con una naturalezza che lo fa sembrare un tutt’uno con la moto, ma anche fuori. Pur essendo giovanissimo Nicolò è un ragazzo molto posato e riflessivo, con i piedi per terra e che non si lascia andare nemmeno dopo le sue numerose vittorie.


Come abbiamo più volte scritto, nel nostro paese non mancano i talenti, bensì le strutture che possano aiutarli a crescere e a mettere a frutto le loro capacità. A colmare questa lacuna ci ha pensato Valentino Rossi, che ha creato VR46. Una struttura che ha il compito di aiutare i giovani talenti italiani a crescere e maturare. E ovviamente il campione di Tavullia ha messo gli occhi anche su Nicolò Bulega e lo ha inserito nel suo ambizioso progetto. Ma sentiamo proprio dal piccolo Bulega cosa ha combinato sino ad ora e come spera di proseguire la sua carriera.

Niccolò quando hai iniziato a correre?

«Ho provato per la prima una minimoto nell'estate 2004. Non avevo ancora 5 anni ed ero in vacanza a Riccione. Fu mia mamma a chiedere a mio padre di farmi provare una minimoto. Mi trovai subito a mio agio e mi piacque talmente tanto che non volevo più scendere. Per disputare la mia prima gara però dovetti attendere il 2007, quando a otto anni, feci la licenza e partecipai al campionato regionale minimoto».


Quanto è stata importante la tua famiglia?

«La mia famiglia ha avuto ed ha ancora adesso un ruolo determinante. Sia mio padre che mia madre mi seguono sempre in pista e saperli al mio fianco mi da più forza e serenità . Mio padre si impegna molto per me. Mi porta agli allenamenti ed alle gare e poi si occupa degli sponsor. Questo purtroppo è uno sport costoso e non è mai facile trovare i budget necessari per correre».


E la scuola? Sei riuscito a correre e a studiare?

«Frequento una scuola privata a Rimini e questo mi permette di avere molto tempo libero da dedicare al mio sport».


Com’è andata lo scorso anno?

«Direi molto bene, visto che ho vinto per il terzo anno consecutivo un campionato Italiano. Dopo aver vinto il titolo di campione italiano ed europeo MiniGP 50 nel 2011 e quello di campione italiano 125 PreGP nel 2012, l’anno scorso ho conquistato anche il titolo 250 PreGP».


E il prossimo anno si inizia a fare davvero sul serio, visto che sei entrato a far parte del progetto VR46.

«Si, ora posso dirlo ufficialmente, farò parte della VR46 riders accademy e sono ovviamente molto contento. E’ iniziato tutto quasi per caso, quando Graziano, il padre di Valentino Rossi, ha invitato me e mio padre alla cava, dove Vale si allenava con altri piloti con il motard. Da lì, l’invito a quello che oggi è il ranch. Mi sembra di toccare il cielo con un dito ad allenarmi con Vale. Ora ci vado sempre e mi diverto moltissimo a fare a sportellate con gli altri piloti1.


Hai definito il tuo programma per il 2014?
«Grazie al VR46 Riders Academy parteciperò al CEV, il campionato spagnolo Moto3. Sarà senza dubbio una fase molto importante della mia carriera. So che è un campionato difficile e competitivo, con molti giovani veloci. Una tappa quasi obbligata per me, che spero un giorno di poter correre nel mondiale. Il programma è ormai definito anche se manca ancora qualcosa per quanto riguarda il mio budget, quello che mi servirà per le mie spese (viaggi, trasferte ed allenamenti) e spero quindi nell’aiuto di qualche sponsor o magari anche della Federazione, visto che gareggerò nel CEV spagnolo, ma sono sempre italiano e penso, grazie ai risultati che ho ottenuto sino ad ora, di meritare un occhio di riguardo».


Speriamo davvero che Nicolò trovi il budget necessario e possa confrontarsi nel CEV con i giovani spagnoli e non solo, visto che il campionato iberico sta diventando di fatto una specie di Europeo, un vero e proprio trampolino di lancio per il mondiale. Nel corso della prossima stagione non mancheremo di seguire da vicino Bulega e gli altri giovani piloti italiani che, dopo essersi messi in mostra nei vari campionati nazionali, si affacciano ora nel CEV o nel mondiale Moto3.

  • teto79, Omegna (VB)

    x alessandro 200958

    ti ringrazio per la risposta...sei stato esaustivo ed efficace, spero legga anche remowilliam così siamo in due più informati...
  • Alessandro200958, Mogliano Veneto (TV)

    teto79

    Allora ti rispondo subito.
    Pensavo stessi scherzando ma probabilmente mi sbagliavo.

    I costi per una moto 3 sono molto elevati, non come la MotoGP, ovviamente, ma comunque alti.

    I motori della Moto3, nel 2014 avranno un costo fisso di 68.000 euro l'uno. In una stagione ne possono usare 6... ma non vedo come, nel CEV spagnolo possano costare meno.

    Anche scegliendo delle moto non ufficiali ma la KTM Moto3 250 GPR (Production Racer 2013) il costo della moto è di 45.000 euro.
    I costi di iscrizione sono più bassi rispetto all'Italia poichè colossi come Repsol, telefonica ecc. investono molti soldi.

    Inoltre, come lui dice, studia a rimini, rimarrà quindi in Italia, ci sono dei costi di aereo, alberghi, vitto ecc...

    Il team paga quindi un sacco di soldi per moto e ricambi, il pilota deve arrangiarsi a trovare sponsor personali per spostamenti e trasferte... mi sembra il minimo...
    Motorhome? Forse, ma i circuiti spagnoli sono organizzati molto bene, quindi magari non serve...

    Sono stato esaustivo??
    Considera che Gresini, per un campionato del Mondo MotoGP con una moto semiufficiale spende circa 12 milioni di euro....
    Non ho idea dei costi esatti, ma un campionato Moto3 fatto con KTMm costerà almeno 300.000 euro...
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