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Iker Lecuona è tornato a parlare della sua carriera, dei momenti più difficili e dell'inaspettata opportunità di rientrare in MotoGP con Ducati. Ospite del podcast Curva 15, il pilota valenciano ha raccontato anche cosa lo abbia colpito maggiormente osservando i dati di Marc Márquez.
Tra i ricordi più difficili c'è un periodo in cui Lecuona arrivò a pensare di abbandonare le corse. Tutto cominciò con un grave infortunio durante l'ultimo giorno dei test invernali a Jerez: "Mi sono rotto un braccio, una vertebra e la clavicola. Tutto ha iniziato ad andare storto".
Il rientro non fu più semplice. A Le Mans, una caduta provocata da un altro pilota lo portò a rompersi nuovamente la stessa clavicola, costringendolo a un'altra operazione e a saltare ulteriori gare. "È stato un anno con poca esperienza, tanto dolore e poca voglia di allenarmi. Non volevo uscire di casa e mi sono chiuso molto in me stesso".
Lecuona ha raccontato di essere una persona che tende a tenersi i problemi per sé. In quel periodo iniziò un percorso con uno psicologo, che lo aiutò gradualmente a parlare delle proprie difficoltà e a ritrovare la voglia di allenarsi.
La situazione era diventata così pesante che aveva persino pensato di lasciare il Motomondiale: "Arrivai a chiedere a mio padre di parlare con Grau, che ha una squadra di supermotard, per vedere se potevo tornare lì l'anno successivo. Non mi importava del contratto o di quello che avrei dovuto fare: volevo tornare a casa".
Il motivo era semplice: le moto, che aveva sempre vissuto come una passione, avevano smesso di essere divertenti. "Mi piaceva guardare le gare, ma non mi piaceva quello che stavo vivendo". La svolta arrivò con i test successivi al Gran Premio di Valencia, quando Lecuona provò la KTM di Moto2 del 2018. Il feeling fu immediato e il ritmo convincente: una moto più adatta al suo stile rispetto a quella utilizzata in precedenza.
"Quel test mi ha cambiato radicalmente. Ho ricominciato a divertirmi e questo si è visto anche nei risultati", ha spiegato il valenciano. Tra i momenti più belli della sua carriera resta il primo podio mondiale a Valencia. La pioggia fu decisiva: dopo aver mostrato un buon passo sul bagnato, Lecuona si ritrovò costretto a partire dalle retrovie a causa di una caduta in qualifica, disputata su pista asciutta.
"Sapevo che, se avesse piovuto, avrei potuto fare podio. Avevo tantissima fiducia sul bagnato e ricordo che mi svegliai alle cinque del mattino pensando: “Per favore, che piova”. La domenica trovò le condizioni che sperava e riuscì a sfruttare l'occasione. Salire sul podio davanti alla famiglia, agli amici e al pubblico di casa fu un'emozione particolare: Valencia, del resto, è il luogo in cui è cresciuto.
Nel 2026 Lecuona ha avuto una nuova occasione in MotoGP, sostituendo Álex Márquez nel team Gresini durante il Gran Premio d'Ungheria. Nonostante il poco tempo per adattarsi alla Ducati e a un'elettronica diversa da quella utilizzata in Superbike, ha chiuso la gara al settimo posto. L'esperienza è proseguita con altre sostituzioni, tra cui quella di Fermín Aldeguer. Un ritorno inaspettato, arrivato dopo una stagione di Superbike conclusa al secondo posto mondiale.
Guidare nuovamente una MotoGP gli ha permesso anche di confrontarsi con i dati degli altri piloti della categoria. Ed è qui che entra in gioco Marc Márquez. Osservando la telemetria del campione spagnolo, Lecuona è rimasto impressionato soprattutto dal modo in cui affronta le curve. "Come entra Márquez in curva non è normale. È un extraterrestre", ha dichiarato.
Una frase che racconta bene quanto possa essere sorprendente, anche per un pilota, osservare da vicino le differenze di guida ai massimi livelli. Per Lecuona, il ritorno in MotoGP è stato un'occasione per misurarsi nuovamente con la categoria regina e raccogliere nuovi riferimenti tecnici, mentre il suo impegno principale resta la Superbike.