MotoGP Valencia: Marquez, un fenomeno troppo aggressivo

MotoGP Valencia: Marquez, un fenomeno troppo aggressivo
Giovanni Zamagni
Marquez è un pilota fortissimo, su questo non si discute. Uno che potrà fare subito bene anche in MotoGP. Il neo iridato della Moto2 è un autentico fenomeno, specie considerando che non ha nemmeno vent’anni | G. Zamagni, Valencia
9 novembre 2012

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VALENCIA – E’ un pilota fortissimo, su questo non si discute. Uno che potrà fare subito bene anche in MotoGP. «Ha tutto per eguagliare il mio primato di tre pole nei primi tre GP e può addirittura vincere prima di me» dice Jorge Lorenzo, parlando di Marc Marquez. Insomma, il neo iridato della Moto2 è un autentico fenomeno, specie considerando che non ha nemmeno vent’anni: sembra veramente destinato a un grande futuro.


TROPPO AGGRESSIVO


Ma c’è un ma: forse, è troppo aggressivo. Quando è in pista, non guarda in faccia a nessuno e quest’anno ha preso a sportellate Luthi in Qatar in gara (finito fuori pista), Espargaro a Barcellona in gara (caduto), Mikka Kalio nelle libere in Giappone (caduto), Simone Corsi oggi a Valencia (caduto), più altri malcapitati che hanno avuto il torto di trovarsi nella sua traiettoria. Per la verità, di tutti gli incidenti citati, quello con Corsi è sembrato il meno sanzionabile, ma è proprio questo che è costato a Marquez una punizione: domenica scatterà dall’ultimo posto dello schieramento.
 

«In quella curva – si giustifica il futuro pilota della HRC – si può superare facilmente e avevo già passato altri piloti, ma non ho valutato che Corsi è uno che stacca profondissimo: per questo l’ho colpito. Ho sbagliato e mi dispiace: sono andato subito a scusarmi finite le prove» . I due si sono chiariti immediatamente,

Marquez mi piace moltissimo, ha un gran talento e una bella determinazione. E’ molto aggressivo, come è giusto che sia per un ragazzo di 19 anni, ma a volte senza ragione

senza polemiche, e Simone non si è assolutamente arrabbiato, ma la direzione corsa ha deciso di intervenire con la mano pesante, forse perché, tanto, il campionato è già finito. Una decisione forse eccessiva, ma che si giustifica perfettamente se si pensa ai precedenti di Marc e perché nel secondo turno di prove libere non è necessario fare certi sorpassi: non c’è alcun bisogno di prendere certi rischi. Come conferma anche Valentino Rossi. «Marquez mi piace moltissimo, ha un gran talento e una bella determinazione. E’ molto aggressivo, come è giusto che sia per un ragazzo di 19 anni, ma a volte senza ragione: nel secondo turno di prove libere non c’è alcun bisogno di forzare così, di fare certi sorpassi così azzardati. Anche perché il punto dove si è toccato con Corsi (la curva numero 10, NDA) è veloce e pericoloso».
 

Jorge Lorenzo giustifica in qualche modo l’aggressività di Marquez e si rivede in lui a inizio carriera. «Io, come anche Valentino, ero molto determinato quando correvo in 250: poi, con l’esperienza impari e capisci che può diventare pericoloso per te e per gli altri». Anche Rossi crede che Marquez cambierà in MotoGP. «Le moto sono molto più potenti e rischiose: si calmerà sicuramente». Marquez, comunque, piace anche per questo, ma è vero che a volte, anzi spesso, supera i limiti. Proprio come ha fatto con Simone Corsi, anche se la manovra non è poi stata così pericolosa. Una sanzione che servirà per calmarlo? Può darsi. Certamente, però, domenica assisteremo a una rimonta furibonda, perché Marquez vorrà chiudere alla grande la sua carriera in Moto2 e onorare al meglio il titolo conquistato meritatamente in Australia: in caso di pista asciutta, la vittoria è ampiamente alla sua portata.

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