Velocità

MotoGP/SBK: Il confronto (im)possibile

- Le gare di Jerez svolte in condizioni climatiche molto simili (per non dire uguale) permettono di chiarire bene la differenza di competitività tra un prototipo e una moto derivata dalla serie: i numeri non fanno altro che confermare ciò che dice la logica
MotoGP/SBK: Il confronto (im)possibile

MotoGP contro SBK: ecco un argomento che, da sempre, fa discutere gli appassionati. Noi motociclisti siamo fortunati: abbiamo due campionati del mondo di altissimo livello tecnico, tanto alto che il confronto non è così stridente. Bisognerebbe però ricordarsi che uno è comunque una sfida tra prototipi, l’altro tra moto derivate dalla serie: in altre parole, la differenza c’è, come è ovvio che sia.

Le gare del motomondiale e quelle della SBK svolte a Jerez ci permettono un confronto assolutamente convincente: non è la prima volta che i due campionati corrono sulla stessa pista, ma è forse la prima volta che lo fanno nelle medesime condizioni climatiche, con valori che consentono di ragionare sui numeri, freddi ma inconfutabili, e non soltanto sulla passione, che a volte ci fa vedere le cose in maniera poco obbiettiva.

Cosa dicono i numeri

La MotoGP ha corso a Jerez il 19 e il 26 luglio con risultati molto simili: prendiamo in considerazione il GP di Andalusia (quello del 26 luglio), disputato alle 14 con una temperatura dell’aria di 36 °C, dell’asfalto di 59 °C e con una umidità del 29%. Per la SBK prendiamo in esame gara2: temperatura aria 37 °C, asfalto 60 °C, umidità 26%.

Entriamo nel dettaglio.

MotoGP: pole (Quartararo): 1’37”007;

SBK: pole (Redding): 1’38”736 (con gomme da tempo);

MotoGP: gara 25 giri: Quartararo 41’22”666;

SBK: gara 20 giri: Redding: 33’51”855;

MotoGP: tempo medio sul giro in gara (compresa la partenza): 1’39”306;

SBK: tempo medio sul giro in gara (compresa la partenza): 1’41”592;

MotoGP: miglior giro in gara: il 3° in 1’38”119;

SBK: miglior giro in gara: il 2° in 1’40”545;

MotoGP: velocità massima in gara: Bagnaia 293,7 km/h;

SBK: Davies (quindi un’altra Ducati…) 283,6 km/h.

Facciamo di più: togliamo gli ultimi 5 giri della gara di Quartararo, per fare il paragone sulla stessa distanza: il francese ha completato 20 passaggi in 33’04”, per una media sul giro (compresa la partenza) di: 1’39”132. Considerando che dopo 20 giri, l’ultimo in classifica della MotoGP era Bradley Smith con l’Aprilia, staccato di 33”445, ecco che il vincitore (solitario) della SBK, sarebbe arrivato al traguardo staccato di 14 secondi da Smith.

Bisogna anche ricordare due aspetti fondamentali del regolamento tecnico.

MotoGP: peso minimo: 157 kg;

SBK: peso minimo: 168 kg;

MotoGP: litri benzina: 22;

SBK: litri benzina 24.

Cosa dice la logica

I numeri non fanno altro che confermare quello che dice la logica: se la SBK, come sostiene qualcuno in modo errato, fosse allo stesso livello – o simile – della MotoGP, perché le Case dovrebbero spendere tanti soldi per sviluppare un prototipo, quando sarebbe sufficiente affinare una SBK? Perché la Kawasaki, tanto per prendere come esempio la SBK più vincente degli ultimi anni, starebbe nel campionato per moto derivate dalla serie, invece di partecipare con la sua moto, opportunamente modificata, al campionato del mondo di velocità, se veramente fosse allo stesso livello di una motoGP? Ovviamente non avrebbe nessun senso.

La verità è che la differenza tra i due campionati è grande, come è giusto che sia. Ma, ne sono certo, alla prossima occasione dove su una qualsiasi pista una SBK farà un tempo vicino a quello di una MotoGP, si tornerà a discutere su questo e quel campionato.

  • Aspes 125 yuma, Cascina (PI)

    Ma vi ricordate le moto stradali giapponesi degli anni 80? Grandi motori, nulla da eccepire, ma telai e ciclistiche che facevano veramente pena. Se ti volevi divertire veramente, e toccare "in sicurezza" il ginocchio a terra in piega, dovevi prendere una Ducati o una Guzzi!
    Le moto jap avevano fatto la fortuna di preparatori come la Bimota, che attorno ai potentissimi 4 cilindri del sol Levante costruivano telai dotati di ciclistiche molto raffinate.
    Oggi, i jap, sanno fare dei telai di derivazione deltabox che risultano efficacissimi già di concessionario. Basta poi qualche intervento sulla componentistica, ed ecco che le loro moto diventano fenomenali e guidabilissime anche grazie ad una elettronica particolarmente evoluta, e case come la gloriosa Bimota non hanno purtroppo più ragione di esistere. Col grande rammarico di chi quell'epoca l'ha vissuta.
  • Andrea.Turconi, Rho (MI)

    Bhè circa il regolamento tecnico aggiungerei i dischi freno al carbonio in mgp e acciaio in Sbkl ... detto questo se parifichiamo tutti mquesti aspetti, quindi se aggiorni una Panigale al regolamento mgp non sò come finisce ....
Inserisci il tuo commento