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"Leader e super onesto con le persone". Marc Marquez
"Ti dice le cose in faccia, che siano buone o cattive". Alex Marquez
"Genio". Jack Miller
"Genio". Pecco Bagnaia
"Genio, uno dei migliori nella storia del motorsport". Jorge Lorenzo
MotoGP.com ha pubblicato un'intervista con Gigi Dall'Igna, in cui l'ingegnere ha sentito anche i commenti di suoi piloti di ieri e di oggi. Ne riportiamo alcuni passaggi.
"Sono tutti troppo buoni, devo dire - ha detto Dall'Igna -. Ho sentito parlare troppe volte la parola genio, io non credo di essere un genio. Ho sicuramente una leadership abbastanza importante, per cui riesco a farmi capire dalle persone e a orientarle, parlando insieme a loro, verso un obiettivo importante, facendogli fare un percorso che uno ritiene essere quello giusto".
Dall'Igna da ragazzo...
"Mi piaceva molto lavorare anche manualmente con le cose e sono curioso di tutto. Quando comincio a toccare qualcosa subito mi appassiono e voglio andare in profondità, cercare di capire sempre un po' di più. Ho studiato ingegneria meccanica all'Università di Padova perché la tecnologia mi piace tantissimo, anche il software, tutto quello che è ricerca di cose nuove e sviluppato con la fantasia"
Cosa voleva fare dopo l'università...
"Volevo lavorare nel Motorsport e dopo più di 30 anni sono ancora qui, nel mondo delle corse. È qualcosa che mi affascina e mi appassiona ancora come fosse il primo giorno"
La vita fuori dal lavoro...
"Abito in campagna perché mi piace stare nella natura, con le galline, con il cane, con il gatto, con la famiglia, perché la famiglia è una delle cose più importanti. Non ho tanto tempo, ma c'è l'impianto di navigazione per cui fa quasi tutto da solo. Mi aiutano Lucia, i miei figli, e poi c'è anche il vicino che mi dà una mano"
Hobby...
"Ne ho veramente tanti. Mi piace la buona cucina, la vela, sciare, andare in montagna, leggere, la musica, sostanzialmente il rock. Penso a tutto fuorché la moto, però aiuta, perché qualche volta le idee arrivano proprio quando stai pensando a un'altra cosa. Sono momenti importanti sia per rilassarsi un po' sia perché a volte ti viene l'idea giusta"
Tenere separati lavoro e vita privata...
"Distinguo molto il lavoro dal gioco e dall'amicizia. Durante il lavoro bisogna essere molto seri e puntare dritti all'obiettivo. Quando raggiungiamo un obiettivo importante mi piace festeggiarlo insieme, mi piace brindare. Ho questa, tra virgolette, doppia personalità, però devo dire che funziona"
Più grande difetto...
"Sono pieno di difetti, ne ho veramente tantissimi. Il più grande credo sia che sono molto testardo, sento il bisogno di vincere sempre e sto male quando perdo, quando perdo io sto veramente male. La vittoria è una cosa troppo bella per uno che l'ha assaporata per non volerla risentire. Non vedo l'ora, quando andrò in pensione, di iscrivermi a tutti i tornei possibili per arrivare ultimo. Voglio poter perdere. Sarà una sfida, ma sicuramente lo farò se ne sentirò il bisogno"
La situazione in Ducati quando Dall'Igna arrivò...
"Non era particolarmente felice, c'erano molti conflitti interni. Il mio obiettivo principale non era di natura tecnica, ma conoscere le persone e riorganizzare"
Innovare...
"La cosa più sbagliata nella vita è continuare a fare sempre le stesse cose. Prima o dopo ci si trova davanti alla necessità di cambiare, di fare qualcosa di diverso, e credo che noi siamo più innovatori rispetto a tutti gli altri. Sicuramente l'aerodinamica è stata uno di questi contributi"
Nel 2015 sono arrivate le ali. Come vennero accolte dagli altri...
"Partiamo dal presupposto che nel 2015 non sono nate le prime ali, sono nate sicuramente molto prima (come aveva spiegato Pupulin in questa intervista, ndr), però alla fine tutti le avevano scartate. Quando gli altri le hanno viste di nuovo probabilmente non avevano capito che dietro c'era un modo diverso di studiare e di pensare, e che questi dispositivi avrebbero portato un miglioramento importante nel modo di guidare la moto. Credo che si siano quasi messi a ridere, pensando che non avrebbe funzionato"
Il regolamento...
"Leggere, conoscere e interpretare il regolamento è uno dei ruoli principali che ho. La prestazione massima si ottiene stando al limite del regolamento. Se il limite della cilindrata di un motore è 1000, si cerca per forza di stare sempre al limite, anche a 999,99. È un lavoro che chi fa questo mestiere deve saper fare al meglio"
Qual è stato il percorso e qual è l'obiettivo oggi?
"È stato un continuo miglioramento anno dopo anno, gara dopo gara, per raggiungere l'obiettivo che avevamo, cioè vincere il campionato del mondo, e poi continuare a essere lo stato dell'arte della MotoGP, che è l'obiettivo principale. Il giorno in cui comincerà il mondiale e penserò di non poterlo vincere, sarà il giorno in cui devo pensare di fare qualcos'altro"