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Gigi Dall'Igna, direttore generale Ducati Corse, ha parlato di gestione del rischio, del rapporto con Marc Marquez e Pecco Bagnaia, della vittoria di Valencia 2022 e del perché la grande rivalità attesa tra i due piloti non si sia mai concretizzata come previsto.
Di seguito trovate il VIDEO e, a seguire, la trascrizione completa dell'intervista.
Prima domanda. Qual è per te il contrario della parola paura?
"È una bella domanda. Secondo me il contrario di paura in realtà è calma, nel senso che anche nei momenti più difficili, anche nei momenti più complicati, è importante riuscire a mantenere un autocontrollo e mantenere la calma, perché questo ti fa comunque prendere la decisione migliore, e nei momenti di paura è importante prendere la decisione migliore"
Due anni fa, quando abbiamo fatto un'intervista proprio qui al WDW, ti avevo chiesto quanto fosse una necessità per te trovare le motivazioni. Com'è la situazione adesso?
"Le motivazioni evidentemente è sempre importante trovarle, però lavoro e vivo in Ducati, che è un'azienda dove le persone sono importanti e onestamente stupende, e secondo me è proprio grazie alle persone che si riesce a trovare le motivazioni giuste per continuare a fare questo lavoro che comunque, per tanti motivi, è faticoso e complicato"
Ma da questo punto di vista è anche una motivazione il fatto che Aprilia quest'anno sia arrivata più forte, magari ti ha stimolato anche in questo senso?
"Questo ti stimola sicuramente a trovare delle soluzioni nuove e soprattutto a metterle in pratica. Perché quando sei in un momento di vantaggio tecnologico più importante, sei portato a rischiare di meno, perché qualsiasi cosa di nuovo che metti sulla moto può presentarti un conto che non ti aspettavi, una complicazione, una rottura. Quando sei in una posizione dominante devi rischiare poco, e questo ti fa fare meno evoluzioni. Ma non è l'unico aspetto: la motivazione, secondo me, non dipende tanto da quello che succede, ma da quello che tu stai cercando, da quello che vuoi raggiungere"
È giusto dire che quando avete sviluppato la GP24 avete rischiato un po' di più, e nella GP25 pensavate di avere già un vantaggio sufficiente per stare più tranquilli?
"Sono scelte che si fanno a inizio stagione e dipendono molto da quello che pensi succederà l'anno successivo. Non devi mai rischiare in modo costante: devi rischiare di più se devi avvicinarti a un competitor che ti sta davanti, e devi rischiare di meno se devi proteggerti da qualcuno che ancora deve lavorare per arrivare dove sei tu. La gestione del rischio nella vita è fondamentale"
Sempre facendo riferimento a quelle interviste di due anni fa: ora hai due anni di lavoro con Marc. Quanto ti ha dato gusto lavorare con lui, sia dal punto di vista tecnico come pilota, sia umano?
"Lavorare con Marc è una roba meravigliosa, che consiglio a tutti. Qualsiasi tecnico dovrebbe lavorare con un pilota come lui, per la motivazione che sa dare: sai perfettamente che quando è sulla moto dà il 100% di quello che ha, magari in quel momento il 100% non è quello a cui siamo abituati, ma lui il 100% lo mette in qualsiasi situazione, anche nelle prove. Questo è il primo aspetto, ed è un pilota che sa motivare tutto il gruppo - tanti piloti, secondo me, sottovalutano questo aspetto. Il secondo è che ha scritto la storia del motociclismo moderno, e c'è un motivo per cui l'ha scritta: fa delle cose sulla moto che gli altri oggettivamente non sanno fare. Poi è chiaro che non in tutte le fasi di guida è il migliore, ma in certe fasi lo è sicuramente"
Riesci a dirmi qualcosa, un episodio che magari racconti agli amici quando ti chiedono 'com'è questo Marc'?
"Non è un episodio, perché Marc ti colpisce per il sistema, non per un episodio. Pur avendo di fronte una star, in realtà è il più modesto di tutti: è quello che dice più di tutti gli altri piloti 'ho sbagliato io', anche quando il suo errore è stato minimo. Non è una situazione singola, è proprio il sistema che ti colpisce. Sa perfettamente che le persone che ti possono aiutare bisogna saperle motivare e gestire. Tanti altri piloti con cui ho lavorato non ce l'hanno chiaro in testa. E non parlo solo del team, perché è facile lavorare con le persone che ti stanno normalmente intorno - le persone che possono aiutare un pilota spesso sono a casa, con cui non hai un contatto quotidiano. Ma bisogna riuscire a motivare anche quelle persone lì, per cui le critiche vanno sempre calibrate e gestite nel modo corretto, per spingere tutto il sistema verso l'alto e non verso il basso"
Ho chiesto a Marquez, e ora chiedo a te: si può dire che il più grande rivale di Marquez nella sua carriera è stato Marquez stesso?
"Questo si può dire anche di tanti piloti, per sfaccettature diverse. Piloti che hanno vinto comunque tanto, se avessero saputo gestirsi meglio in certe situazioni, avrebbero potuto vincere di più. Per Marc questo è sicuramente un suo pregio e un suo difetto, ma è normale che sia così, capita spesso che il tuo pregio coincida con un problema. Sono un testardo incredibile anche io, è il mio pregio e il mio difetto. Le tante cadute della sua carriera sono dovute al fatto che il suo obiettivo è arrivare davanti, indipendentemente dalla moto che ha lui e dalla moto che hanno gli altri. E facendo così si prende dei rischi che qualche volta ti presentano il conto"
A fine anno saluterete, in parte lo avete già fatto, Pecco Bagnaia. Mi piacerebbe che tu parlassi del rapporto con lui e dei momenti più belli che avete vissuto insieme...
"Il momento più bello è stato sicuramente Valencia 2022: è stata un'apoteosi, mi commuovo ancora adesso quando ci penso. Per me è stata anche la prima volta che vincevo un campionato del mondo piloti in MotoGP, un ricordo fantastico. Il rapporto con Pecco è sempre stato ottimo. Ci siamo cercati, perché in quel momento avevamo bisogno di un pilota così: ricordo perfettamente come in Moto3, pur avendo una moto inferiore, riuscisse comunque a essere protagonista e a vincere gare. Avevamo bisogno di quella caratteristica che non tutti i piloti hanno, e lui al tempo stesso voleva noi, perché la sua storia era fatta di Ducati. È stato facile mettersi d'accordo e partire insieme. Il primo anno, quando era in Pramac, non è stato particolarmente facile né brillante, ma noi avevamo scelto quella soluzione, l'abbiamo portata avanti, e alla fine ha pagato molte volte. Anche quando non sembra tenere la barra dritta, se una scelta è fatta in maniera seria e rigorosa è opportuno portarla avanti. Così abbiamo fatto, e alla fine ha pagato. Anche se ci separiamo, credo che abbiamo fatto delle cose meravigliose insieme, e credo che ci vorremo sempre bene"
La sua/tua vittoria preferita, al di là di Valencia 2022?
"Probabilmente Malesia 2024, quando non ha vinto il mondiale ma ha vinto la gara. È stata una gara che credo mi riguarderò quando andrò in pensione, con una certa costanza"
A casa riguardi le gare?
"Le riguardo sempre con la mia famiglia quando torno a casa, e ogni tanto mi piace ricordarmi dei bei momenti"
Solo le gare o anche le sessioni?
"No, le gare. Mediamente le gare"
Come mai la grande competizione che ci aspettavamo tra Marquez e Bagnaia non c'è stata?
"La vita qualche volta ti presenta dei trabocchetti, fanno parte del gioco, e anche se cerchi di contrastarli, qualche volta la vita va dove vuole lei"
Nel piano, però, i prossimi due galli - MM e Acosta - saranno belli agguerriti...
"Questo è quello che noi volevamo e l'abbiamo sempre voluto, l'abbiamo voluto con Pecco e Marc e lo vogliamo anche per il futuro. Un team come il nostro, con gli sponsor che abbiamo, e anche se non li avessimo, con il marchio che rappresentiamo, ha bisogno di avere due piloti forti"
Una domanda filosofica: se tu dovessi essere una sola parte della moto, quale saresti?
"Il motore, perché alla fine è quello che urla di più"
Costruiamo il pilota ideale. Scegli tu epoca, periodo eccetera. Miglior frenata?
"Credo di poter dire Pecco, anche se devo dire che ultimamente tanti lo stanno imitando. Mostrando la telemetria di tutti i piloti, provano a simulare e avvicinarsi alle loro fasi di guida migliori, e tanti in questi anni si sono avvicinati, ma Pecco è stato probabilmente quello che ha aperto la strada della staccata migliore sulla nostra moto"
Miglior percorrenza in curva?
"Probabilmente Diggia a destra e Marc a sinistra"
Cambio di direzione?
"Io credo Martin"
Giro secco?
"Qua ce ne sono veramente tanti, non ti tiro fuori un nome unico, farei un torto verso gli altri e non lo voglio fare"
Miglior gestione della gara?
"Probabilmente Pecco"
Miglior gestione dei media?
"Marc"
Più completo?
"Marc"
Grazie mille, grande piacere
"Piacere mio"