MotoGP 2026. Ma Andrea Iannone può vincere il mondiale Bagger? Intanto doppietta ad Aragon: "Sono felice di essere così pazzo, dedico le vittorie all'Indonesia"

MotoGP 2026. Ma Andrea Iannone può vincere il mondiale Bagger? Intanto doppietta ad Aragon: "Sono felice di essere così pazzo, dedico le vittorie all'Indonesia"
Il pilota abruzzese deve vincere in Austria e sperare che gli avversari non facciano troppi punti: "Mi piacerebbe tanto, ci proverò". Intanto è amore col campionato Bagger: "Sono contento di far parte della famiglia Harley Davidson"
31 agosto 2026

Andrea Iannone ad Aragon  ha vinto entrambe le gare del mondiale Bagger. Il pilota abruzzese ha parlato dell'emozione di questa nuova avventura, del legame speciale con questo circuito, di una dedica all'Indonesia colpita da giorni difficili e del campionato che si deciderà in Austria.

Ma Iannone può vincere questo mondiale? La risposta è sì, ma è difficile. Il pilota abruzzese ha iniziato il breve campionato Bagger un GP dopo tutti gli altri, non aveva ancora firmato quando il mondiale è iniziato in Texas.

All'esordio al Mugello ha fatto 4° e 1° nelle due gare. Se consideriamo i 5 GP dove Iannone ha corso l'italiano sarebbe in testa al mondiale, ma aggiungendo il GP del Texas la situazione si complica, come potete vedere qui sotto.

La classifica del mondiale Bagger, togliendo la prima gara dove Iannone non c'era, il pilota italiano sarebbe in testa al mondiale
La classifica del mondiale Bagger, togliendo la prima gara dove Iannone non c'era, il pilota italiano sarebbe in testa al mondiale
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In sostanza Iannone in Austria dovrà puntare a vincere ambedue le gare e sperare che Gutierrez, Granado e McDonald soprattutto non facciano troppi punti. Difficile, ma non impossibile.

La pista austriaca, così come Aragon, è speciale per Iannone: qui ha vinto la sua unica gara in MotoGP nel 2016, riportando al contempo Ducati alla vittoria e consegnando il primo successo a Dall'Igna (che infatti lo adora). 

In attesa dell'Austria (18-20 settembre), ecco cosa ha detto Iannone ai giornalisti dopo la doppia vittoria di Aragon.

Hai vinto in tutte le categorie (125, Moto2, MotoGP, SBK e Bagger) che emozioni hai adesso con questa nuova avventura, con una categoria così particolare, così diversa?

"Emozione, perché sai che nessuno ti regala niente alla fine, ti dico la verità è sempre difficile perché ogni categoria, ogni campionato, ogni cosa ha le sue difficoltà e ognuno vuole ovviamente vincere perché sono io, tutti vogliono stare davanti, tutti vogliono battermi, giustamente, come io voglio fare con gli altri, mi dispiace un po' che abbiamo saltato le prime due gare. In ogni caso mi sto divertendo, come ho sempre detto, mi piace questo campionato, mi piace questa categoria, mi piace questa moto, sono contento di far parte un po' della famiglia Harley Davidson, mi sento molto vicino a questa famiglia, posso essere me stesso, posso essere matto come sono io ma con il cuore, quindi mi piace far parte di questo campionato e degli Harleysti"

Sulle gare...

"Sono 8 giri ma sembrano 20 della MotoGP perché devi gestire tutto, non hai controlli, non hai niente, devi calcolare tutto, comunque non è facile, quindi sono qua, sono molto felice. Queste due vittorie inevitabilmente devo dedicarle all'Indonesia, che ha vissuto sicuramente dei giorni poco facili, abbiamo il dovere come squadra di essere vicini a queste persone che stanno soffrendo, che hanno perso familiari, persone care, quindi per quel che posso in questo momento queste due vittorie sono per loro, per tutta l'Indonesia"

Andrea, ormai Aragon è un po' il tuo posto del cuore, hai vinto qui la tua prima gara in Superbike, hai vinto con la Bagger, con la Moto2, un podio in MotoGP...

"Ma la mia gara del cuore, ti dico la verità, mancano 4 anni, sennò potevo avere nel cuore tante altre cose, alla fine queste non si recuperano, quindi ci godiamo quello che possiamo, vivendo giorno dopo giorno, che sia Aragon, che sia Mugello, che sia tutta la MotoGP, è nel mio cuore, tutto quello che facciamo è nel mio cuore, vengo qua e ho persone che mi conoscono da quando avevo 15 anni, è un po' come casa. Come Friné (Friné Velilla, MotoGP Sports Press Manager, ndr) che mi sopporta, come quando non parlavo inglese e lei mi scriveva le domande che mi avrebbero fatto, e mi diceva 'per favore studia inglese' e dicevo 'sì sì sì, durante l'inverno studio inglese tutto il tempo'... sono diventato grande, sto diventando vecchio, però mi diverto ancora e finché posso divertirmi sono qua"

A quell'Andrea che doveva studiare inglese in quegli anni, l'Andrea di oggi cosa direbbe? Gli darebbe un consiglio?

"Che va bene così, ho sempre fatto quello che mi veniva senza programmare, progettare niente, vivo di istinto, vivo così, e secondo me è anche il mio bello, la parte che più ogni tanto penso e dico 'quanto sono felice di essere così pazzo', ma pazzo nel senso positivo, che mi diverte, lo so che a volte sono uno stupidone, ma mi diverto a esserlo, mi fa sentire libero, quindi è così, poi le cose perfette non mi sono mai piaciute e quindi alla fine è il destino, la mia carriera non poteva essere perfetta, tutto torna"

A proposito di piste del cuore, ti giochi il campionato in Austria...

"Mi gioco il campionato in Austria"

L'hai già pensato?

"L'ho già studiato, allora c'è McDonald che non deve fare più di 23 punti, Granado non più di 30 e io devo vincere tutti e due, non è impossibile, attenzione, non è impossibile, vediamo"

Ancora...

"Sicuramente ho fatto tante battaglie in pista... oggi Oscar si è arrabbiato, ma io non l'ho mai toccato, non ho mai fatto niente di sbagliato, lui sempre, dalla prima curva, quando non è caduto, ha frenato sempre 30 metri dopo di me. Alla fine quando uno vince deve vincere perché è più forte, non perché ha fatto qualcosa che non va, e questo è sempre stato nel mio stile e nel mio spirito. Spero che possiamo farcela, ovviamente è difficilissimo ma ci spero, ovvio, mi piacerebbe tanto"