MotoGP 2026. GP d'Olanda ad Assen. Andrea Iannone sulla MotoGP: "Il mio cuore è in Ducati, ma il mio pilota preferito è Bezzecchi. Sospensione? Non mi va di colpevolizzare Marco"

MotoGP 2026. GP d'Olanda ad Assen. Andrea Iannone sulla MotoGP: "Il mio cuore è in Ducati, ma il mio pilota preferito è Bezzecchi. Sospensione? Non mi va di colpevolizzare Marco"
Il pilota classe 1989 di nuovo in pista per il suo secondo GP nel mondiale bagger: "Mi hanno fermato in tanti per strada dopo il Mugello, c'è interesse"
25 giugno 2026

Andrea Iannone è pronto per il secondo weekend nel Mondiale Bagger e ha fatto il punto ad Assen dopo la vittoria in gara 2 al Mugello. Ha parlato del confronto Ducati-Aprilia dopo gli annunci di Bagnaia e Acosta, del suo legame con Ducati e ha commentato la sospensione di Bezzecchi: "Ha reagito molto bene, è stato esemplare".

Prime parole...

"Qui le squadre rinforzano le formazioni. È arrivato il mitico Torres. Le gare sono sempre difficili a prescindere da tutto. A maggior ragione quando tutto è nuovo e quando anche non hai grande possibilità di adattare il mezzo magari alle tue caratteristiche, perché quello è per tutti e non puoi spostare praticamente niente"

Com'è fare un monomarca?

"Ci sono dei pro e dei contro, se non riesci proprio ad esprimerti perché non ti trovi, diventa complicato, non è facile per tutti. Poi io riesco ad adattarmi abbastanza bene a tante situazioni, mi diverto e sono appunto contento, ecco, di esserci. Insomma, iniziare meglio di come abbiamo iniziato era difficile, e peccato per Gara 1, perché ti dico, senza quella bandiera probabilmente avremmo vinto entrambe, però ormai è passato, quindi vediamo. Però son belli agguerriti tutti, eh. Lo vedo io..."

Immagino che le settimane post-Mugello siano state belle perché sei tornato in sella a divertirti, hai vinto, quindi insomma c'è un bel cambio di rotta...

"Tutto molto bello, indubbiamente, grande festa, tutti molto felici. Anche in giro per strada mi fermavano un sacco di persone, mi dicevano 'Ah, grande sei un grande, sei un mito, io anche io ho una Harley, sei un grande, sei uno di noi, forte, dai, spacca tutto'. Cioè, quindi ho visto che insomma c'è stata grande attenzione e sono contento di poter far parte di questo campionato e anche di aver portato un po' di interesse maggiore, non che ce ne sia bisogno, però inevitabilmente c'è un po' più attenzione, no? Questo fa piacere, quindi spero insomma di riuscire a regalare delle belle gare ai tifosi e ripagare voi un po' dell'affetto che mi fate sentire"

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Sulla MotoGP: da una parte Márquez e Acosta e dall'altra Pecco e Bezzecchi. Che ne pensi? Qual è la squadra più forte?

"Sono due squadre molto forti. Squadra più forte per come le ho vissute io, ma senza piloti Ducati, ma senza piloti. Nel momento che sono arrivato in Aprilia ovviamente tutto il metodo di lavoro, tutto era molto distante da come si lavorava in Ducati, quindi inevitabilmente, se devo parlare di squadra, non di piloti, allora ti devo dire ovviamente Ducati è la squadra più forte"

Di piloti invece?

"A me piace tanto Bez, mi piace anche Pedro, e Marc sappiamo tutti quanto è forte. Anche Pecco. Secondo me la squadra più forte la fa un po' l'alchimia che si riesce a creare, e quando sei a quel livello di cosa vogliamo parlare? Cioè, stiamo parlando di tutti campioni del mondo, forse l'unico che non ha ancora vinto il mondiale è Bez, però penso che Bez nella sua carriera se lo merita per quello che sta facendo vedere, per come sta guidando, per l'attitudine che ha. Lo vedo focus, concentrato. Mi piace vedere un Bez così, e quindi ti dico, mi piacerebbe riuscisse un giorno a vincere un campionato del mondo. Come ho sempre detto, per me Ducati è una parte del mio cuore, lo sarà sempre..."

In questo senso, Andrea, cosa pensi del fatto che il prossimo anno nessun pilota delle moto Ducati in MotoGP sarà italiano?

"Penso che riconosco l'approccio e il lavoro che ha Gigi. Gigi guarda la performance, guarda il risultato in pista a prescindere da tante cose, quindi insomma a prescindere dalla nazionalità. Certo che fa piacere avere un pilota italiano su una Ducati, ma per tanti anni abbiamo avuto solo italiani, a partire da io e Dovi, e alla fine ovviamente le cose possono cambiare, no, nel tempo. Ovvio, dispiace anche a me che Pecco non sia più in Ducati, ma è la vita, dopo tanti anni hanno raggiunto tantissimi traguardi. Adesso Aprilia si ritroverà due piloti italiani, auguro a entrambe ovviamente il meglio, se mi chiedi chi è il pilota che mi sta più simpatico dei quattro sicuramente è Bez"

Sulla sospensione di Bezzecchi...

"Dico la verità, non ho seguito la carriera del MotoGP. Non ho seguito la gara di MotoGP, ho letto tutto quello che è successo, ho visto qualche video. La verità è che io so cosa si fa in quei momenti e so che non è facile, quindi non mi va di colpevolizzare Marco. Sicuramente è un gesto che nessuno di noi dovrebbe mai fare, però ti dico, come quando si dice che per poter parlare devi metterti le scarpe degli altri e camminare con le stesse scarpe, no? Quindi, sai, quello è difficile, però insomma credo che lui abbia reagito molto bene, che abbia ovviamente accettato la penalità, che sia andato a porgere delle scuse. Quello che ha fatto, come ha fatto, è stato esemplare. Credo che abbia capito anche dove ha sbagliato, ma purtroppo non è facile in determinati momenti gestire le emozioni. Non mi aspettavo di non vederlo in pista sicuramente. Quindi dirti che è una penalità troppo o poco, adesso non è questo il momento né il tema, no?. Alla fine questo crea un precedente, e tutti sappiamo che anche se in passato ci sono stati episodi di questo tipo, anche se non è uno schiaffo, ma comunque spinte, ci sono state, e non è mai successo niente. Quindi in questo momento abbiamo un precedente che ci porterà in ogni caso ad avere idee anche ben chiare su quello che potrà succedere"