Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Guenther Steiner ha cambiato paddock; dopo una vita in Formula 1, il manager italo‑americano è atterrato nel mondo MotoGP come nuovo proprietario del team Tech3 KTM e, da subito, si è mostrato sbalordito da quello che sta vedendo. Il manager non usa mezzi termini: per lui, chi sale su una MotoGP non appartiene alla categoria della gente comune. “Credo che devi essere diverso per fare quello che loro fanno. Quello che questi ragazzi fanno in sella a una moto è incredibile”.
Per Steiner, lasciare le monoposto per le due ruote è stato come passare da un pianeta ad un altro. Il suo esordio nel box Tech3 è coinciso con momenti di grande tensione, a partire dal duello di Enea Bastianini in testa alla gara di Austin. Nonostante provenga dalla massima categoria dell’automobilismo, il manager ammette che il livello di rischio dei piloti di moto è ancora difficile da digerire e dichiara: “Lo considero uno degli sport motoristici più emozionanti del mondo, se non il più emozionante in assoluto”. Ciò che più lo colpisce in questi primi mesi del 2026 è il ruolo decisivo del pilota sul risultato finale. In F1, spesso è la tecnica e l’ingegneria a fare la differenza; in MotoGP no, la storia cambia radicalmente.
Steiner, sempre secondo quanto riportato dal sito spagnolo Todocircuito.com, racconta che è rimasto “a bocca aperta” nel vedere come un pilota possa brillare o sprofondare solo in base al suo stato fisico e mentale. "È incredibile quanto il pilota possa influenzare una gara, dipende tutto da lui." E poi le cadute… Nel mondo delle auto, un incidente spesso costringe il pilota a fermarsi, a farsi controllare in infermeria o a rinunciare alla corsa; sulle moto, le dinamiche sono altre.
Ora per Steiner e la sua Tech3 il futuro non è semplice. Il team dovrà decidere se restare al fianco di KTM o abbracciare la sfida con Honda, che punta a riconquistare il titolo mondiale con l’arrivo dei motori da 850cc. Allo stesso tempo, la squadra ha due piloti, Bastianini e Viñales, entrambi con i contratti in scadenza, il che aumenta ulteriormente la pressione nella scelta di come costruire il futuro del team.