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Alla vigilia di una stagione che si preannuncia infinita, con ben 22 Gran Premi in calendario, il campione del mondo in carica Marc Márquez ha tracciato il perimetro dei suoi avversari per il 2026. La sua analisi non è solo una lista di nomi, ma una lezione di strategia racing che mescola l'esperienza del passato con l'osservazione dei nuovi, insoliti esperimenti nel paddock.
Márquez ha imparato a non fidarsi dei pronostici scontati. Il suo approccio è umile e analitico:
L'effetto sorpresa: "Me l'ha insegnato Andrea Dovizioso," spiega Marc. "Nessuno parlava di lui eppure è stato un avversario ostico". Lo stesso è accaduto lo scorso anno con suo fratello, Alex Márquez, capace di inserirsi nella lotta partendo dai margini dell'attenzione mediatica.
I "Magnifici Cinque" (e oltre): Nella sua shortlist per il titolo figurano nomi pesanti: Pedro Acosta (la mina vagante in KTM), Marco Bezzecchi (ormai una certezza), Pecco Bagnaia e, appunto, Alex Márquez.
Uno degli argomenti più caldi del 2026 è la collaborazione tra Maverick Viñales (Tech3 KTM) e l'ex rivale storico di Marc, Jorge Lorenzo, nel ruolo di coach.
Osservato speciale: Marc ammette di seguire la coppia con curiosità. "Stavo per menzionare anche Maverick. Quello che stanno facendo lui e Jorge è molto interessante, vedremo come andrà a finire questo esperimento".
Metodo vs Talento: La combinazione tra la velocità pura di Viñales e la disciplina metodica di Lorenzo potrebbe trasformare il pilota KTM in un martello capace di quella costanza che gli è spesso mancata.
Con 22 tappe e le relative Sprint, Márquez sa che la matematica del mondiale è cambiata:Secondo Marc, chi vince di più può permettersi lo zero in classifica senza entrare nel panico, un vantaggio psicologico fondamentale quando il campionato si trascina fino a novembre.
"I podi sono importanti, ma i titoli si decidono con le vittorie. Le vittorie ti danno il 'cuscinetto' per poter commettere errori, perdere punti e mantenere comunque la calma."