MotoGP 2026. GP di Ungheria. Iker Lecuona, quello che non ti aspetti! Subito veloce con la Ducati: "Nel box ho visto P10 e ho iniziato a ridere"

MotoGP 2026. GP di Ungheria. Iker Lecuona, quello che non ti aspetti! Subito veloce con la Ducati: "Nel box ho visto P10 e ho iniziato a ridere"
Il pilota SBK sostituisce Álex Márquez: "Sono andato forte, vicino alla Q2. Non sapevo cosa aspettarmi. La MotoGP è completamente diversa dalla Panigale. L'obiettivo? Fare punti"
5 giugno 2026

Iker Lecuona è tornato su una MotoGP dopo tre anni (quando correva con Honda in SBK) ed è tornato con il sorriso di chi si è divertito davvero.

Lecuona è andato forte!

Lo spagnolo classe 2000 - due anni in MotoGP, 2020 e 2021 con KTM - è stato chiamato dal team Gresini Ducati per sostituire Álex Márquez.

Il pilota, ora Aruba Ducati in SBK, ha sorpreso anche sé stesso: subito veloce, vicino alla Q2 e felice “come un bambino” nel box.

Risposte in spagnolo, di seguito.

Ti abbiamo visto spesso tra i primi dieci. A un certo punto abbiamo pensato che tu potessi andare davvero in Q2!

"Te lo dico sinceramente: è stato proprio così. Sono entrato nel box, ho visto P10 e ho iniziato a ridere. Mi sono detto: “Wow, molto bene”. No, non me l’aspettavo. Anche i ragazzi, i meccanici, si mettevano a ridere. Mi hanno detto: “Tu ti sei divertito, ma anche noi”. Ero come un bambino. Oggi è stato così: entro nel box, vedo decimo e dico: “Va bene, benissimo”"

Te lo saresti immaginato?

"No, no. È stata una sorpresa, chiaramente. Anche perché ho fatto due giri praticamente identici: uno con il riferimento di Pecco, l’altro da solo. Siamo rimasti molto vicini. Peccato per quella bandiera gialla causata dalla caduta di Binder, perché stavo arrivando più veloce. Avevo circa due decimi e mezzo di vantaggio. Guardando il mio ideal time, prendendo quei due settori in cui ero più rapido, sarei stato quasi dentro la Q2. Però va bene così: avrò altri quindici minuti in Q1 per godermi questa MotoGP"

Non è sempre un male partire dalla Q1. A volte c’è chi è passato dalla Q1 e poi ha fatto podio o addirittura ha vinto la gara...

"Sì, è vero. Io intanto voglio finire nei punti. Se si possono fare punti, siamo lì. Poi vedremo. È vero che ho iniziato a sentirmi più comodo, a guidare un po’ di più come piace a me, come guidavo una MotoGP in passato. Però è anche vero che, anche se in Superbike finisco senza problemi le gare, qui lavoriamo in un modo molto diverso"

Ti riferisci anche alla posizione in sella?

"Sì. Qui le braccia sono molto più distese, quindi lavoriamo molto di più con la parte anteriore delle spalle. Dopo i time attack, con la tensione, la bocca secca, i nervi, mi sono fermato e ho detto: “Uff, le spalle”. So già che soffrirò, perché non sono abituato a guidare questa moto. Anche se faccio tre gare in un weekend in Superbike, la MotoGP è un’altra cosa. La potenza, la frenata, tutto cambia. Però me la sto passando come un bambino"

Cosa ti piace di più della MotoGP e cosa invece trovi più difficile?

"Mi piace tantissimo la potenza di questa moto, soprattutto in accelerazione. Mi piace anche l’elettronica, perché funziona in modo incredibile, e la frenata mi fa impazzire: il modo in cui frena è impressionante. La cosa più difficile, invece, è proprio l’accelerazione. In questo momento quella accelerazione, insieme all’aerodinamica e al feeling nei cambi di direzione, non è facile da gestire. Però soprattutto l’accelerazione sarà la cosa che mi costerà di più, perché io arrivo dalla Pirelli e si lavora in modo diverso. Negli ultimi sei anni ho guidato una moto diversa, negli ultimi tre con Michelin in MotoGP. Bisogna cambiare mentalità. Sto cambiando, ma non è facile"

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Risposte in inglese

Penso che il tuo sorriso dopo il primo time attack raccontasse tutta la giornata...

"Ho sorriso anche dopo il secondo time attack e sto sorridendo anche adesso, sinceramente. Sono davvero molto felice. È stata una grande sorpresa anche per me, soprattutto per la mia velocità. Dopo il primo time attack ho visto P10 e mi sono detto: “Wow, ok, sono abbastanza veloce”. Poi nel secondo tentativo ho trovato la bandiera gialla proprio nei miei migliori due primi settori. In quel momento stavo andando quasi due decimi e mezzo più veloce, ma non ho potuto completare il giro. Alla fine ho migliorato solo di mezzo decimo, quasi un decimo. Mi è mancato qualcosa nell’ultima parte, però sono davvero contento"

Quanto è diversa questa moto rispetto a quella che guidavi qualche anno fa?

"È diversa in tutto. Quando ero in KTM non avevamo ancora questi dispositivi, o meglio, iniziavamo ad averli, ma era uno stile molto diverso. Non c’era praticamente aerodinamica. Con Honda avevamo il dispositivo, ma usato in un modo molto diverso. Poi sono cambiate anche le gomme, l’aerodinamica, tutto. La moto è praticamente nuova per me. Devo imparare a usarla e devo anche imparare il metodo di lavoro che si usa dentro il box. È tutto nuovo e, nonostante questo, siamo stati abbastanza competitivi. Per questo è stata una grande sorpresa e sono molto felice"

La Panigale e la Superbike hanno la stessa DNA della Desmosedici. Hai trovato similitudini di feeling oppure è completamente diversa?

"No, no, è tutto diverso. Anche la posizione in sella è diversa. Fisicamente mi sento bene, certo, però guido con molta tensione sulle spalle. Devo dire che questa mattina ho guidato con molta tensione e non ero comodissimo. Qui le braccia stanno più avanti, quindi i muscoli lavorano in modo diverso. In Superbike finisco le gare bene, senza grossi problemi. Qui invece faccio fatica e sicuramente farò fatica durante le gare, perché la mia muscolatura non è ancora pronta per lavorare in questo modo. È completamente diverso, in tutto"

È solo il primo giorno, però dopo questa practice hai pensato anche solo per un secondo: “Ok, sono ancora capace di andare forte con una MotoGP”?

"Non finirò la gara nei primi dieci (ride, ndr). Sì, certo. Sono andato forte, sono a meno di mezzo secondo dalla Q2. Non sapevo cosa aspettarmi. Quindi sì, ho guidato forte. Ed è stata una piccola sorpresa dopo tanti anni"